“La formazione è uno dei pilastri su cui poggia la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Investire nella qualità della formazione significa investire direttamente nella tutela della vita e della salute dei lavoratori”.
Lo dice Daniela Faraoni, assessore alla Salute della Regione siciliana, che ha firmato il decreto (368 del 20/03/2026) per rinnovare i percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Di fatto, la Regione ha recepito l’accordo Stato-Regioni 59 del 17 aprile 2025 finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi. Inoltre, con lo stesso provvedimento sono state approvate le nuove linee guida che disciplinano le modalità di svolgimento dei corsi di formazione sull’intero territorio regionale. Prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, è previsto un regime transitorio fino al 24 maggio 2026.
Le nuove linee guida aggiornano e disciplinano sia i corsi di formazione e aggiornamento per, tra gli altri, lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro, datori di lavoro, Rspp, responsabili e addetti al servizio di prevenzione e protezione dai rischi, sia per le figure operanti in contesti a rischio specifico, come, tra gli altri, gli addetti al montaggio, trasformazione e smontaggio ponteggi, controllo e apposizione della segnaletica stradale.
“Con queste linee guida la Sicilia consolida le proprie politiche di sicurezza, puntando su standard qualificati e una responsabilità condivisa tra istituzioni e imprese – continua l’assessore – È fondamentale che ogni lavoratore possa operare in condizioni sicure e che ogni impresa sia messa nelle condizioni di adottare comportamenti corretti e consapevoli”.
Un ruolo centrale è attribuito alla Commissione regionale per la verifica dei requisiti dei soggetti formatori, presieduta da Antonio Leonardi, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Catania.
“L’obiettivo è quello di promuovere una cultura della sicurezza sempre più diffusa e concreta, a beneficio dei lavoratori, delle imprese e dell’intero sistema produttivo regionale – dice Giacomo Scalzo, direttore generale del dipartimento per le Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) – perché la vita è un dono di valore inestimabile e va tutelata in ogni istante”.




