Una quarantina di dipendenti dell’Azienda siciliana trasporti sta manifestando sotto palazzo dei Normanni per la situazione dell’azienda e hanno portato una bara simbolo della morte dell’Ast. I manifestanti hanno esposto uno striscione con scritto. “Presidente Schifani solo tu ci puoi salvare”.
“La legge Madia prevedeva l’assorbimento dei somministrati prima si parlava di assumere oggi si parla di licenziamenti e trasferimenti” dicono i lavoratori che chiedono le dimissioni del presidente Ast Luigi Genovese e la nomina di un direttore generale.
Lo scorso 19 marzo è stato l’ultimo giorno di lavoro per i 157 lavoratori somministrati dell’Ast. Per 122 dipendenti c’è stata una proroga di circa due mesi e mezzo del rapporto di lavoro fino al 9 giugno, altri 35 invece lasceranno l’azienda. A Palermo via 10 persone, a Modica 12, a Siracusa 9 e a Catania 4. Nessuna riduzione nelle sedi periferiche di Messina e Trapani.
AGGIORNAMENTO
Slitta al 31 marzo il licenziamento dei 35 interinali. Sindacati: “Accolta la nostra richiesta”
Slitta al 31 marzo la procedura di licenziamento dei 35 lavoratori interinali Temporary Spa (oggi Attal group), avviata da Ast. I sindacati Felsa Cisl e Uil Temp, al termine del sit in davanti palazzo dei Normanni, hanno incontrato il presidente dell’Ast Luigi Genovese.
“Il presidente Genovese ha espresso la sua disponibilità per trovare altre soluzioni perché non è volontà dell’Azienda, ci ha riferito, lasciare senza lavoro e futuro questi lavoratori e le loro famiglie – spiegano Giuseppe Cusimano coordinatore Felsa Cisl e Danilo Borrelli segretario generale UILTemp Sicilia – Cosi ha accolto la nostra richiesta di far slittare al 31 marzo il termine del licenziamento dei 35 somministrati previsto per venerdì 27. Qualche giorno in più che ci auguriamo, possa consentire alle parti di trovare una soluzione diversa sia per gli autisti che rischiano di perdere il posto, sia per tutti quelli che verranno trasferiti in altre sedi”.
“Per questo abbiamo chiesto al presidente di Ast l’attivazione di un tavolo tecnico per scongiurare il peggio, anche perché non si tratta di veri esuberi, ma della mancanza di mezzi che potrebbero invece essere acquistati”, concludono i sindacati.





