Via libera del Consiglio comunale alla delibera sull’addizionale Irpef. Sala Martorana dà l’ok all’atto, divenuto praticamente una sorta di presa d’atto di quanto deciso ieri pomeriggio a livello nazionale. Ventidue i favorevoli, nove gli astenuti e nessun contrario. Cancellati, seppur in “limine mortis“, gli aumenti previsti in origine dal piano di riequilibrio. Oggi, infatti, era previsto il termine ultimo per l’approvazione delle tariffe. Ed è proprio sulla tempestica e sulle dichiarazioni che hanno contraddistinto la manovra che si sono concentrate le critiche delle opposizioni.
Piovono critiche dalle opposizioni
Il clima in Consiglio Comunale, fin da subito, è stato decisamente caliente. Ad aprire le danze il furente interventi di Mariangela Di Gangi, esponente del PD e componente della commissione Bilancio. La rappresentante Dem ha fin dall’inizio attaccato il sindaco Roberto Lagalla, reo di non aver rispettato il ruolo del Consiglio Comunale: “Si è premurato di ringranziare gente che non siede in quest’aula Come se lo stesso fosse stato già ottenuto, mancando di rispetto a ciascun consiglieri. Se noi oggi ci troviamo qui, è grazie al lavoro svolto in commissione Bilancio e dalle opposizioni“.
Poi però, la consigliere comunale del PD ha affondato il colpo anche verso l’assessore al Bilancio Brigida Alaimo. “La ringraziamo per essere arrivata in ritardo, mantenendo una certa coerenza su quanto ha contraddistinto la delibera. Assessore, lei si è fatta trovare impreparata il 31 dicembre, alla prima scadenza prevista. Oggi votiamo una modifica ottenuta grazie alla ‘credibilità di questa Amministrazione’. Tanto che riesce ad ottenerla soltanto dodici ore prima della scadenza“.
Le dichiarazioni odierne del primo cittadino hanno creato parecchio malcontento fra i banchi dell’opposizione a Sala Martorana. Amarezza ribadita anche dall’esponente di “Oso” Ugo Forello. “Non tutti i meriti non spettano al Consiglio Comunale, ma neanche all’assessore e al sindaco. Se in quella data il Consiglio Comunale non avesse posto l’attenzione su quell’atto, avremmo approvato quella delibera con le relative aliquote. Per entrare nello specifico, l’addizionale IRPEF sarebbe passata dall’1% all’1,4%, con un aumento di qualche centinaio di euro per i cittadini. In tal senso, avevamo presentato in quella sede un emendamento. Lo stesso di oggi, con l’unica differenza che quello odierno ha l’avallo del Ministero dell’Interno“.
Grilli parlanti anche in maggioranza
Ma anche nella maggioranza c’è chi ha ricordato il ruolo del Consiglio Comunale. Come Domenico Bonanno, capogruppo di Generazione Palermo. “Un mese fa, durante le comunicazioni, avevo lanciato un allarme. C’era il rischio che il Consiglio Comunale venisse trasformato in un orpello, buono a ratificare soltanto decisioni. Era accaduto con i diritti d’istruttoria, stava per accadere per il Cup ed è quello che è accaduto oggi. Mi sarei aspettato un ringraziamento al lavoro di quest’aula, che merita certamente rispetto e considerazione. Ma sono elementi che vanno meritati. Troppo spesso i lavori di quest’aula hanno preso una piega poco bella. Se di fronte a questi atti ci troviamo in così pochi, se avessimo dovuto aumentare l’Irpef non sarebbe venuto quasi nessuno. Faccio un appello alla maggioranza: cerchiamo di non commettere più errori del genere“.
Guerra interna alle correnti di Fratelli d’Italia?
Poi però, si arriva al pezzo forte della discussione generale. A piazzare la stoccata è l’ex parlamentare Carmelo Miceli, oggi esponente di Progetto Civico Italia in Consiglio Comunale. A finire trafitto è il gruppo di Fratelli d’Italia. In tal senso, Miceli si è rivolto direttamente a Brigida Alaimo, dichiarando: “Nella guerra interna alle correnti di Fratelli d’Italia, assessore lei poteva mai ringraziare Giuseppe Milazzo? E io lo capisco. Però una cortesia: piuttosto che ringraziare l’onorevole Varchi, eleviamo il livello del dibattito. Meglio nessuno. Non sia mai che da qui in avanti poi la barca si sfascia. Non sia mai che l’opposizione smetta di essere responsabile. Perchè in un simile scenario, la responsabilità finisce“.
Non è passato inosservato, agli occhi attenti dell’aula, il bacio sulla guancia di Teresa Leto a Brigida Alaimo. Un modo per rispondere all’attacco di Carmelo Miceli, poi seguito dall’intervento del coordinatore cittadino meloniano Antonio Rini. “Voglio tranquillizzare il consigliere Miceli. Il partito parla con la voce del suo capogruppo, il quale ha ringranziato il lavoro della commissione Bilancio nella sua interezza. Intanto si stanno risparmiando 30 milioni di euro. Quello che noi stiamo facendo è che si sta ringraziando un sottosegretario di Stato, ovvero Wanda Ferro, che ha mostrato interessi. Si sta ringraziando l’onorevole Varchi nel suolo ruolo di consulente nei rapporti con Roma. Chiaramente, l’ultima parola spetta al Consiglio Comunale“. Parole accolte con scontento dall’aula, alle quali è poi seguito un comunicato congiunto di Milazzo ed Alaimo.




