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Le dichiarazioni

Strage via D’Amelio, 34 anni dopo: il ricordo della politica

domenica 19 Luglio 2026

A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, l’Italia ricorda il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta uccisi nell’attentato mafioso del 19 luglio 1992.

Alle 16.58 un’autobomba parcheggiata davanti al civico 19 di via Mariano D’Amelio, a Palermo, provocò la morte di Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

L’unico sopravvissuto fu il poliziotto Antonino Vullo, che al momento dell’esplosione stava parcheggiando una delle auto di servizio. Un attentato che, a cinquantasette giorni dalla strage di Capaci, segnò una delle pagine più drammatiche della storia repubblicana e della lotta a Cosa Nostra.

A distanza di oltre tre decenni, il ricordo delle vittime si intreccia con il percorso di ricerca della verità e con l’impegno a trasmettere alle nuove generazioni il valore della legalità e delle istituzioni.

“La strage di via D’Amelio, due mesi dopo quella di Capaci, ha segnato in profondità la coscienza del Paese. Rappresentò il culmine di un disegno eversivo che mirava a piegare le istituzioni democratiche e la stessa libertà degli italiani”. Lo dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Con il “contributo” di “uomini e donne delle forze di polizia, della magistratura, delle istituzioni”, quel “disegno eversivo” è “stato sconfitto. La Repubblica ha dimostrato di essere più forte. Catturando e condannando carnefici e mandanti”.

Giorgia Meloni

 “Il 19 luglio è una data che ha segnato la storia d’Italia. E ha segnato anche la mia vita. Paolo Borsellino ci ha lasciato un’eredità fatta di coraggio, amore per la Patria e fiducia nei giovani: ‘Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo’. Nel suo ricordo continuiamo a percorrere la strada che ci ha indicato, con lo stesso impegno nella lotta alla criminalità organizzata e in difesa della legalità”. Lo scrive sui social la presidente del consiglio, Giorgia Meloni.

Ignazio La Russa

“A trentaquattro anni dalla strage di Via D’Amelio, ricordiamo con riconoscenza e profondo rispetto Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il loro sacrificio rappresenta ancora oggi un punto di riferimento nella difesa della legalità e nella lotta contro la mafia”. Lo scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.
“Custodirne la memoria significa riaffermare i valori della giustizia, della libertà e del senso civico. Nel loro ricordo – sottolinea – rinnoviamo l’impegno a promuovere una cultura della legalità, affinché il loro esempio continui a ispirare le nuove generazioni e l’intera comunità”.

“Nel 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio rendiamo omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, barbaramente uccisi dalla mafia, insegnando ai giovani la cultura della legalità, educandoli al contrasto di ogni forma di violenza e di sopraffazione. Il loro esempio continua a indicarci la strada”. Lo scrive il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

 

Nello Musumeci
Nello Musumeci

“Il 19 luglio del 1992 l’Italia perse Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, vittime a Palermo della feroce violenza mafiosa. Malgrado il tanto tempo trascorso, quella ferita continua a interrogare la coscienza della Nazione e a ricordarci l’alto prezzo pagato da chi ha servito lo Stato con coraggio, integrità e senso del dovere. Borsellino, un magistrato siciliano innamorato della sua terra, non arretrò mai e il suo esempio continua a indicarci la strada da percorrere, ognuno nel proprio ruolo”. Lo Dichiara il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

 

Giuseppe Conte

“Non serve la falsa retorica di fronte a un pericoloso arretramento nella lotta alla mafia. Servono azioni coerenti e concrete. Solo così in questo 19 luglio rendiamo viva la memoria di Paolo Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Sono morti per tutti noi, per il nostro presente e futuro”. L’ha scritto su Facebook il leader del M5s Giuseppe Conte che alle 11:30 sarà a Palermo per partecipare alle commemorazioni del 34º anniversario dell’attentato al giudice Paolo borsellino e agli agenti della sua scorta. “Stamattina saremo a Palermo con i campioni dell’antimafia, quelli che la mafia l’hanno combattuta sul serio e non a chiacchiere e che il Movimento ha portato nelle Istituzioni. – ha aggiunto- Saremo con i giovani. Saremo con le persone che ogni giorno non si arrendono nonostante l’arroganza e la violenza dei clan. Saremo lì con il nostro pacchetto di misure antimafia che abbiamo appena presentato in Parlamento e che saranno al centro del nostro programma di Governo. Bisogna rilanciare la lotta per la legalità, fortemente indebolita in questi anni”. Ad attendere Conte, nel giardino inglese di Palermo, decine di cittadini e molti giovani.

Elly Schlein

“Sono passati trentaquattro anni da quando la Mafia ha ucciso il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Agostino Catalano. E da trentaquattro anni continuiamo a cercare la verità, insieme a un’onda crescente di persone che non si arrendono e combattono contro crimine, corruzione e depistaggi perché quel sacrificio, lungi dal neutralizzare l’azione di Borsellino, ha risvegliato le coscienze di tante e tanti. Ma il ricordo non basta ed è necessario rafforzare da un lato il lavoro di magistratura e forze dell’ordine e dall’altro gli anticorpi culturali e sociali, aiutando anche i Comuni e chi lavora in prima fila, non tagliando loro i fondi per implementare le politiche sociali. Perché solo dove lo Stato c’è e funziona non si creano vuoti occupati dalle mafie”. Lo afferma in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

Maurizio Gasparri

“Oggi ricordiamo la strage di via D’Amelio che massacrò Paolo Borsellino e gli agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il dolore è lo stesso di quelle ore di 34 anni fa. La volontà di ricercare la piena verità invece è sempre più forte. Ed è per questo che in Commissione antimafia abbiamo lavorato a fondo sul dossier mafia-appalti, la vera e decisiva causa di quella strage. I depistatori, coloro che costruiscono teoremi politici su questa vicenda, sono stati smentiti in maniera clamorosa. Abbiamo ascoltato le chiare e nette affermazioni, in questi mesi, del Procuratore della Repubblica di Caltanissetta De Luca, che sta facendo un lavoro fondamentale. E da lui, dalla sua Procura, sono venute affermazioni decisive sull’inchiesta mafia-appalti. Ci sono complicità e vicende che non sono state messe chiaramente in luce. Pignatone ed altri dovrebbero spiegare tante vicende negative del passato che li hanno visti protagonisti. E alcuni, che hanno fatto della speculazione politica la loro ragione di vita, dovrebbero prendere atto di una realtà che emerge con chiarezza nelle inchieste giudiziarie. Ricordiamo quindi Paolo Borsellino e gli appartenenti alle Forze di polizia con un impegno concreto e attuale per la verità totale e completa. E riteniamo che, nelle prossime settimane, in Commissione antimafia si potranno fare affermazioni importanti e di rilevanza storica. A questo siamo sinceramente votati e ci impegneremo come abbiamo fatto in tutti questi anni. Lo dobbiamo a chi ha sacrificato la propria vita per lo Stato, per la legalità e per la lotta alla mafia”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia.

Claudio Durigon

“La memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta è sempre viva e ci ricorda come sia fondamentale proseguire senza sosta e senza esitazioni nella lotta contro ogni forma di mafia, che deve essere ogni giorno sempre più forte e costante, all’interno delle Istituzioni e nella società. Non dimenticheremo mai chi ha sacrificato la propria vita, con coraggio e abnegazione, dimostrando di non avere paura di fronte alla criminalità e alla sopraffazione, mettendo la difesa della legalità, della giustizia e della libertà di tutti noi al servizio di una comunità intera rimasta profondamente scossa 34 anni fa e che ha saputo riscattarsi e rialzare la testa, ribellandosi al silenzio e all’omertà. Il loro esempio, quella testimonianza di impegno civile e morale, continua a guidare le nostre scelte nella consapevolezza che lo Stato c’è ed è più forte di chi crede di potersi ergere al di sopra della legge”. Così il vice segretario della Lega Claudio Durigon.

 

Renato Schifani

“A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, la Sicilia rende omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, esempio straordinario di dedizione allo Stato e alla giustizia. Il loro sacrificio ci ricorda che il coraggio non è un gesto impulsivo, ma una scelta consapevole: quella di affrontare la paura senza arretrare di fronte all’illegalità. Il dovere della memoria si accompagna a quello della piena ricerca della verità: è un impegno che le istituzioni hanno il dovere di sostenere con determinazione, perché solo una verità completa rende davvero giustizia alle vittime e rafforza la fiducia dei cittadini nello Stato. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni, affinché la memoria diventi responsabilità quotidiana e continui ad alimentare l’impegno delle istituzioni per una Sicilia sempre più libera dalle mafie, fondata sulla legalità, sulla giustizia e sul rispetto delle regole”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

Edy Tamajo
Edy Tamajo

“Il 19 luglio non è soltanto il giorno del ricordo. È il giorno delle domande. È il giorno in cui il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta ci richiama al dovere della memoria e della verità. Le parole pronunciate qualche giorno fa da Lucia Borsellino ci ricordano che la ricerca della verità non può e non deve mai fermarsi. È un richiamo che riguarda ciascuno di noi e, soprattutto, chi ha responsabilità nelle istituzioni. Ricordare Paolo Borsellino significa non limitarsi alle commemorazioni. Significa continuare a fare domande, pretendere trasparenza e difendere il diritto dei cittadini a conoscere tutta la verità.La memoria non è un esercizio retorico. È un impegno quotidiano che si traduce in legalità, coerenza e responsabilità. Il modo migliore per onorare Paolo Borsellino e gli uomini e le donne della sua scorta è continuare a scegliere, ogni giorno, la parte della giustizia, della libertà e della verità. Lo dichiara l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo.

Anthony Barbagallo
Anthony Barbagallo

“Oggi voglio condividere, con forza e convinzione le parole che il giudice Antonio Balsamo, presidente della Corte di appello di Palermo, ha speso per ricordare il Paolo Borsellino, un esempio di rettitudine, senso del dovere e della legalità, qualità con cui portò avanti il suo lavoro con profondo rispetto delle istituzioni, le stesse che poi gli avrebbero voltato le spalle. Balsamo lo ha fatto pronunciando ciò che Borsellino disse pochi giorni prima di essere trucidato: ‘la lotta alla mafia deve essere anzitutto un movimento culturale e morale, capace di coinvolgere le giovani generazioni in quanto più sensibili alla bellezza del fresco profumo della libertà. E’ un messaggio colmo di speranza e ricco di aspettative soprattutto per i ragazzi e le ragazze che vivono nella nostra Isola”. Lo ha detto il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo tra i primi ad arrivare in via D’Amelio, incontrando i giovani delle associazioni antimafia, per il XXXIV anniversario della strage mafiosa in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e i 5 agenti agenti della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

“Da questo mausoleo civile, luogo in cui il giudice Caponnetto disse che era finito tutto, deve invece partire – prosegue – una nuova riscossa morale ed etica che deve abbracciare tutta la Sicilia. Non possiamo nasconderci dietro ad un dito: c’è un problema di illegalità diffusa che riguarda il Paese e nella nostra Regione c’è anche un enorme problema corruttivo che riguarda un metodo di gestione del potere che finisce col far proliferare il clientelismo e la ricerca dell’amico degli amici”.

“Fuori da ogni ipocrisia: è insopportabile – aggiunge – vedere chi dice di essere scesa in politica proprio sull’onda emotiva della strage di via D’Amelio, non proferire una parola o non prendere provvedimenti seri e opportuni di fronte agli scandali e alle indagini giudiziarie per corruzione che si susseguono in Sicilia. E’ propaganda, solo chiacchiere. Ed – conclude- in una giornata come questa risultano ancora più indigeste”.

Nuccio di Paola e Antonio De Luca

“Le celebrazioni sono importanti per tenere viva la memoria, ma si deve andare oltre alla retorica, alle vuote parole cui non seguono fatti concreti. Vogliamo onorare concretamente la memoria di Borsellino? La politica metta al centro la questione morale e dedichi a questa una seduta ad hoc a Sala d’Ercole. Ci auguriamo che il presidente della Regione Schifani si muova già in questo senso martedì prossimo in occasione della redazione annuale. Non ci venga a descrivere la Sicilia come un paradiso in terra dove l’economia galoppa e tutto va più che bene. Lo sa benissimo che non è così e lo sanno ancora meglio i siciliani che fanno le acrobazie per arrivare a fine mese e i salti mortali per riuscire a ottenere un esame o una visita medica in tempi brevi. Solleciti inoltre la calendarizzazione della nostra mozione di censura all’assessora Amata che nonostante sia sotto processo continua a guidare l’assessorato al Turismo, uno dei più importanti della nostra isola”.
Lo affermano il coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola e il capogruppo Cinque Stelle all’Ars Antonio De Luca, a margine delle iniziative a ricordo del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta a cui hanno partecipato anche il presidente M5S Giuseppe Conte, il deputato europeo Giuseppe Antoci e numerosi rappresentanti del Movimento in tutte le istituzioni, nazionali, regionali e locali.

Roberto Lagalla

A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, Palermo si raccoglie nel ricordo del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Donne e uomini dello Stato che hanno pagato con la vita il loro senso del dovere“. Così il sindaco di Palermo Roberto Lagalla che oggi ha partecipato alla cerimonia in ricordo delle vittime della strage di via d’Amelio nella caserma Lungaro. “Il loro sacrificio ci impone un impegno che non si esaurisce nella memoria. Dopo trentaquattro anni, la ricerca della verità su quella strage resta un dovere morale e istituzionale – sottolinea il sindaco -. Le sentenze hanno accertato responsabilità fondamentali, ma sappiamo che rimangono ancora interrogativi aperti. E una democrazia non può considerarsi pienamente in pace con se stessa finché non ha il coraggio di cercare fino in fondo la verità”. “Palermo continuerà a farlo – aggiunge – con rispetto per il lavoro della magistratura e con vicinanza alle famiglie delle vittime, che da oltre tre decenni chiedono giustizia senza mai arrendersi. Il modo più autentico per onorare Paolo Borsellino e gli agenti della scorta è trasformare il loro esempio in responsabilità quotidiana e non smettere mai di pretendere che ogni pagina ancora oscura di quella stagione venga finalmente illuminata. Perché la verità non appartiene al passato: è un dovere che abbiamo verso la nostra città e verso le future generazioni”. 

“A 34 anni dalla strage di via D’Amelio ricordiamo il giudice Paolo Borsellino insieme ai suoi cinque agenti agenti di scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ancora oggi ci sono tante divisioni in questa giornata, frutto del fatto che non c’è una verità condivisa dal Paese. Fino a quando la verità sarà negata, la memoria sarà divisiva. Eppure dovrebbe essere un diritto di tutti conoscerla. Purtroppo, la commissione nazionale Antimafia, che aveva il compito di andare oltre la verità giudiziaria e costruire una verità storica, ha preso una strada ridicola, affermando che la strage è frutto del dossier mafia-appalti, un’analisi surreale. Oggi abbiamo bisogno di una verità nel quale il Paese tutto si possa riconoscere”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio.

Marco Intravaia

“Sono trascorsi 34 anni dalla strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Dopo oltre un trentennio rimane l’orrore per il modo in cui la vita di fedeli servitori dello Stato fu spezzata dalla più brutale strategia stragista, che ha letteralmente mandato in frantumi i loro corpi”.

È quanto ricordato dal deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione regionale antimafia, che questa mattina ha deposto a Monreale, insieme al sindaco Alberto Arcidiacono, una corona ai piedi della lapide che commemora Borsellino e la scorta. A Monreale, il magistrato fu pretore e la città è sempre rimasta legata alla sua memoria. In serata, Intravaia parteciperà alla tradizionale fiaccolata in via D’Amelio.

“Alla strage – ha continuato il deputato regionale – è seguita una dura reazione da parte dello Stato e da allora tante vittorie sono state messe a segno. Purtroppo ancora oggi la mafia rimane pericolosa e vitale. Il giudice Borsellino sapeva che sarebbe stato ucciso, che la criminalità organizzata avrebbe eseguito in modo implacabile la condanna che aveva emesso, eppure continuò ad indagare fino alla fine, per rendere giustizia all’amico Giovanni Falcone e alle tante altre vittime. Il suo coraggio e il suo senso del dovere sono un monito e un esempio per tutti noi e le nuove generazioni”.

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