Il Consiglio Comunale di Palermo riparte dal nuovo regolamento Cup. Al tramonto di una campagna referendaria serrata e le cui conseguenze sul mondo politico sono ancora oggi imprevedibili, l’aula consiliare riapre oggi i lavori con uno dei temi più sentiti dell’agenda politica. La proposta di delibera, avanzata dall’assessore alle Attività Produttive Giuliano Forzinetti, arriva a seguito di una serie di sentenze del Tar. Organo giudiziario che ha annullato i precedenti regolamenti approvati dal Consiglio Comunale. L’ultimo pronunciamento, in tal senso, è arrivato il 22 gennaio 2026. Sentenza con la quale i togati amministrativi hanno annullato l’ultima delibera risalente al 2023.
Serve un nuovo regolamento e il tempo stringe
Si pone così l’esigenze di approvare un nuovo regolamento. Ma il tempo, nemmeno a dirlo, stringe. L’atto dovrà essere approvato entro e non oltre il 31 marzo. Ciò per dare forza e validità al bando pubblicato lo scorso anno dall’assessorato alle Attività Produttive. A tal proposito, nella seduta di ieri dedicata alle comunicazioni in molti hanno espresso perplessità sui tempi con cui è stata presentata la delibera.
Fra questi l’esponente di “Oso” Ugo Forello, il quale ha chiesto al presidente pro-tempore dell’aula Giuseppe Mancuso di procedere ad una convocazione puntuale degli uffici e degli assessori coinvolti. Dubbi e domande condivise anche dalla maggioranza. Domenico Bonanno, capogruppo di Generazione Palermo, ha condiviso i dubbi esposti dal collega in Consiglio Comunale, chiedendo che si convochi l’aula anche durante il weekend. Ciò per avere il giusto tempo di analisi di una delibera che riguarda diverse costole del mondo produttivo palermitano.
Le sentenze Tar rendono necessaria una nuova delibera
Nella proposta di delibera, i tecnici del Comune di Palermo sono partiti dalla costruzione analitica del gettito fiscale dell’anno 2020. Ciò sulla base dei dati forniti da Sispi, società Partecipata che si occupa della gestione dei servizi informatici di Palazzo delle Aquile. In quell’anno, le entrate accertate ammontavano a 7,7 milioni di euro.
“Il raffronto con i dati più recenti – scrivono i dirigenti firmatari dell’atto – evidenzia che nell’anno 2025 il gettito complessivo delle entrate riconducibili al CUP (occupazioni di suolo pubblico, pubblicità e mercati rionali) è pari a 10,7 milioni di euro. Tuttavia l’analisi istruttoria ha evidenziato che una parte significativa di tale scostamento è riconducibile a fattori non comparabili rispetto al 2020“. Fra questi vengono indicati la modifica normativa della soglia di esenzione per le insegne pubblicitarie (ridotta da 10 a 5 metri quadri), gli effetti connessi all’emergenza covid e lo scostamento imputabile ad una più efficace attività di gestione e riscossione. Da ciò è stata svolta un’istruttoria da parte del SUAP. Dalle analisi in questione è stata definita la nuova base di calcolo delle tariffe, con un aggiornamento dei canoni patrimoniali dell’1,1%.
Cosa prevede il regolamento Cup
Il nuovo regolamento si poggia su due colonne portanti. La prima interessa l’incremento del 15% delle tariffe relative agli impianti pubblicitari. Fatto per cui l’Amministrazione Comunale prevede di incassare circa 450.000 euro in più all’anno. L’altra misura riguarda invece una riduzione del 37% delle tariffe relative ad alcune tipologie di occupazioni di suolo pubblico. Una lista in cui rientrano chioschi, cabine, manufatti, dehors e gli spazi relativi ai mercati rionali. Una manovra che, per la sua dimensione economico-finanziaria, risulta auto-bilanciante. Ovvero senza oneri ulteriori di spesa per l’Amministrazione Comunale.
L’atto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale prevede poi una serie di innovazioni. Fra queste la digitalizzazione delle procedure, la nuova disciplina per le occupazioni d’urgenza, l’uniformità delle concessioni permanenti, la revisione dei criteri di calcolo e di arrotondamento, l’aggiornamento delle tariffe standard, la revisione di esenzioni e riduzioni, la disciplina per i servizi a rete, la riforma del sistema sanzionatorio, la revisione del Piano Generale degli Impianti Pubblicitari e la disciplina retroattiva coerente con il giudicato del TAR.





