“Il nostro mercato unico ha bisogno di connessioni migliori e più veloci. Dobbiamo costruire il sistema dei trasporti per i decenni a venire, e credo sia giunto il momento di realizzare una vera Unione dei trasporti”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in occasione della cerimonia di apertura dell’evento Connecting Europe Days in corso a Bruxelles indicando diverse strategie per raggiungere l’obiettivo.
Tra questi il completamento della rete transeuropea dei trasporti, nota anche come strategia Ten-T.
“Molti di voi – ha aggiunto – stanno contribuendo: una rete di ferrovie, vie navigabili e strade che collegano le nostre città, i nostri porti e i nostri terminal. Dobbiamo eliminare le strozzature tra gli Stati membri. Dobbiamo trasformare i sistemi nazionali in un’unica rete veramente europea, e stiamo lavorando affinché questa visione diventi realtà in tutta Europa”.
“Questo – ha proseguito – è esattamente lo scopo di Ten-T: colmare le lacune sulla nostra mappa, eliminare le barriere tra le reti nazionali e trasformarle in un’unica rete europea. Il potenziale economico è enorme. Secondo le nostre stime, il completamento della rete potrebbe far crescere il Pil europeo del 2,4% entro il 2050. Ciò equivale a 467 miliardi di euro. Invito quindi tutti voi a proseguire il lavoro e a completare la rete come previsto”.
Il programma “Connecting Europe” e l’adattamento al cambiamento climatico
Tuttavia, “per mantenere questa promessa servono investimenti all’altezza delle nostre ambizioni – ha spiegato – Per questo motivo, nel prossimo bilancio a lungo termine, abbiamo proposto di destinare oltre 50 miliardi di euro ai trasporti nell’ambito del programma “Connecting Europe”: più del doppio dei fondi attualmente disponibili. Dobbiamo mantenere questo livello di ambizione, perché se vogliamo un vero mercato unico, abbiamo bisogno delle infrastrutture che ne consentano il funzionamento”.
Inoltre, secondo von der Leyen, è necessario che la rete di trasporti “sia pronta ad affrontare un mondo caratterizzato da una maggiore instabilità“.
“Stiamo già osservando gli effetti del cambiamento climatico sulle nostre infrastrutture: il caldo che compromette la circolazione ferroviaria, le inondazioni che causano la chiusura di strade e gallerie, la siccità che riduce pericolosamente i livelli delle principali vie navigabili. La resilienza deve quindi essere integrata fin dalle fasi iniziali. All’aeroporto di Milano Malpensa, gli investimenti europei stanno contribuendo a proteggere infrastrutture critiche dal rischio di allagamenti; analogamente, in tutta Europa, i porti si stanno preparando all’innalzamento del livello del mare e al mutare delle condizioni idriche”, ha concluso.



