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L'operazione

Travestiti da portuali per arrestare il ricercato, blitz della Polmare sulla nave da crociera a Palermo

giovedì 13 Agosto 2026
porto palermo

Il 39enne marocchino era ricercato in Marocco per appropriazione indebita di fondi pubblici. Gli agenti della Polmare lo hanno individuato al porto dopo un’attività di intelligence condotta con la compagnia di navigazione

Era arrivato a Palermo a bordo della MSC Meraviglia, partita da Marsiglia, ma a individuarlo sulla banchina del porto sono stati gli agenti della Polizia di frontiera marittima, che per non insospettirlo si sono mimetizzati tra il personale portuale.

È così finita la fuga di Daou Imad, 39 anni, cittadino marocchino residente in Francia, destinatario di un mandato di arresto internazionale emesso dalla Corte d’appello di Fès, in Marocco, per un’accusa di appropriazione indebita di fondi pubblici. L’uomo è stato arrestato nei giorni scorsi al termine di un’attività investigativa che ha richiesto anche un’attenta fase di monitoraggio prima dell’arrivo della nave nel porto palermitano.

A raccontare alcuni dettagli dell’operazione è Manfredi Borsellino, primo dirigente e responsabile della Polmare di Palermo, che spiega come l’arresto sia stato possibile anche grazie al lavoro di intelligence svolto in collaborazione con le compagnie di navigazione e con i sistemi di sicurezza interni alle navi. Le liste dei passeggeri vengono infatti analizzate preventivamente e consentono agli investigatori di effettuare controlli mirati sui soggetti che potrebbero essere destinatari di provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Un’attività particolarmente importante per il traffico marittimo che interessa Palermo. “Nei giorni precedenti lo sbarco dei passeggeri e l’arrivo delle navi si fa tutto un lavoro di intelligence grazie alla compagnia di navigazione e allo staff di sicurezza interno alla nave”, spiega Borsellino. Un’attività che riguarda soprattutto le navi provenienti da Tunisi, caratterizzate da un consistente flusso di passeggeri, ma che assume un rilievo ancora maggiore nel traffico crocieristico.

Nel caso del 39enne marocchino, inoltre, gli investigatori avevano a che fare con un soggetto che, secondo quanto riferito dal dirigente, apparteneva a una fascia sociale medio-alta e che sarebbe riconducibile al profilo del cosiddetto “colletto bianco”. L’accusa riguarda un reato per il quale la legislazione marocchina prevede una cornice sanzionatoria particolarmente severa.

Proprio per questo gli agenti non potevano dare per scontato che l’uomo sarebbe rimasto a bordo della nave o che sarebbe tornato sulla Meraviglia. “Non era affatto scontato che lui facesse rientro sulla nave”, racconta Borsellino. Per questo è stato predisposto un servizio in abiti civili, con gli operatori che si sono finti addetti portuali e marittimi impegnati nelle operazioni di sbarco.

La strategia ha funzionato. Gli agenti hanno riconosciuto il ricercato mentre lasciava la nave e lo hanno bloccato appena messo piede sulla banchina. L’uomo, secondo quanto riferito dalla Polmare, non aveva bagagli con sé. Un particolare che ha rafforzato l’ipotesi che potesse aver pianificato di allontanarsi rapidamente dal porto e rendere più difficile la propria individuazione.

L’arresto ha comportato anche la contestuale perquisizione prevista in questi casi. Gli investigatori hanno effettuato verifiche anche sulla cabina occupata dal 39enne e sui suoi eventuali effetti personali. Al termine delle procedure, Daou Imad è stato trasferito nella casa circondariale “Lo Russo-Pagliarelli” di Palermo, in attesa degli ulteriori passaggi legati alla procedura di estradizione.

L’operazione si inserisce in un’attività più ampia della Polmare sul fronte dei controlli nei porti. “Abbiamo un rapporto di collaborazione molto fattivo con le società di navigazione che ci forniscono anticipatamente le liste”, sottolinea Borsellino. I controlli non riguardano soltanto le persone ricercate, ma anche i veicoli trasportati via mare, con gli investigatori impegnati anche nel contrasto al traffico di automobili rubate o sottoposte a operazioni di riciclaggio.

Nel caso di Daou Imad, però, è stata la combinazione tra attività preventiva di intelligence, collaborazione con la compagnia di navigazione e intervento sotto copertura a consentire agli agenti di intercettare il ricercato proprio nel momento in cui lasciava la nave. Un’operazione condotta senza creare allarme tra i passeggeri e conclusa con l’arresto del 39enne sul porto di Palermo.

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