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Trovate armi modificate in un appartamento allo Zen di Palermo: indagati padre e figlio

venerdì 2 Luglio 2021

 

La Polizia di Stato, nell’ambito di specifiche attività di controllo del territorio finalizzate al contrasto della criminalità diffusa nel quartiere “Zen”, ha indagato due palermitani, padre e figlio, rispettivamente di 45 e 24 anni, poiché ritenuti responsabili dei reati di alterazione di armi e detenzione abusiva di armi.

La scorsa settimana, poliziotti del Commissariato di P.S. “San Lorenzo”, nell’ambito di attività info-investigative finalizzate alla ricerca di armi, hanno bussato alla porta di un appartamento di via Fausto Coppi allo Zen per effettuare una perquisizione.

L’attività intrapresa nei giorni precedenti dagli agenti della squadra investigativa del Commissariato di P.S. aveva infatti portato a ritenere che all’interno di quell’abitazione fossero occultate delle armi.

L’attività di perquisizione, effettuata in presenza degli indagati, ha dato esito positivo poiché, occultate in un ripostiglio del soggiorno, i poliziotti hanno rinvenuto 4 riproduzioni di pistole vere a salve, di diverso calibro, alcune fornite di caricatore. Tre sono risultate modificate (ossia con la canna non occlusa) ed una parzialmente modificata.

All’interno dello stesso ripostiglio sono stati rinvenuti macchinari e materiale verosimilmente utilizzati per modificare delle pistole a salve, come morse da banco e trapani a colonna.

Tutta l’attrezzatura rinvenuta è stata posta sotto sequestro, mentre i due congiunti, al termine delle formalità di rito, sono stati indagati malgrado le giustificazione fornite dal figlio, che ha motivato il possesso dell’attrezzatura come utile per lavori domestici. Le pistole modificate, a suo dire, sarebbero state invece solo dei giocattoli inoffensivi destinate ad attività ludiche del figlio di 8 anni.

È importante sottolineare che la riproduzione di un’arma vera a salve, una volta modificata (come quelle poste in sequestro), è perfettamente funzionante e quindi capace di procurare dei colpi mortali.

Sono quindi in corso accertamenti tecnici volti a verificare la potenzialità lesiva delle armi oggetto di sequestro, mentre proseguono le indagini finalizzate a stabilire se la modifica di suddette riproduzioni di armi abbia contribuito a foraggiare il mercato nero delle armi allo Zen.

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