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Riforma della giustizia

Separazione delle carriere, Pdl di Forza Italia. Calderone: “Serve terzietà del giudice”

giovedì 26 Gennaio 2023

La proposta di legge sulla separazione delle carriere in magistratura, tema rovente da anni, presentata alla Camera, porta la firma di quattro parlamentari di Forza Italia, uno dei quali è Tommaso Calderone, presidente del gruppo azzurro in Commissione Giustizia. Calderone ha già presentato da ottobre ad oggi una serie di proposte volte alla riforma della giustizia, dall’abrogazione dell’abuso d’ufficio a modifiche al sistema delle intercettazioni. (leggi qui)

Un processo è davvero giusto se chi giudica è equidistante fra chi accusa e chi si difende: la riforma del sistema giudiziario non può prescindere da questo concetto per garantire ai cittadini italiani una giustizia equa. Per questo, Forza Italia ha presentato una proposta di legge costituzionale per l’attuazione della separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura” spiegano i deputati  Calderone, Alessandro Cattaneo, Annarita Patriarca e Pietro Pittalis.

La terzietà e l’imparzialità del giudice – proseguono – devono rappresentare la stella polare che guida la riforma del potere giudiziario. Il pubblico ministero è attualmente un collega del giudice, in spregio al modello processuale ‘triadico’ consacrato nel nostro codice di procedura penale, che giustifica ed esige una netta diversificazione delle loro funzioni. La nostra proposta di riforma trova la sua ragion d’essere nell’impianto accusatorio proprio del codice Vassalli, alla cui logica garantista finalmente il nostro processo penale potrà adeguarsi. Resteranno i presìdi che oggi tutelano il potere giudiziario e non è prevista alcuna soggezione di chicchessia al potere esecutivo: nessun allarme, quindi, per la magistratura, che continuerà ad essere un ordine autonomo ed indipendente, come da Costituzione. La distinzione che si intende operare attiene al sistema di accesso alle funzioni giudicante e requirente: sono previsti concorsi separati, a cui seguiranno una formazione, un tirocinio ed una carriera distinta ed immune da interferenze”.
Qualora la proposta di legge dovesse trovare accoglimento, si tratterebbe davvero di una svolta storica ed epocale per la Giustizia Italiana.

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