“Creare un sistema unitario per affrontare le sfide e proteggere le persone”.
Si è tenuto oggi, martedì 28 gennaio, presso la sala riunioni di Villa Igiea a Palermo, il convegno dal titolo “La minaccia cibernetica al settore sanitario”, organizzato dalla Regione Siciliana in collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
La Sicilia è una delle prime regioni in Italia ad aver avviato una collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) in tema di tutela dei dati e delle infrastrutture digitali nel settore sanitario.
I dati e gli attacchi cibernetici
“L’introduzione di tecnologie avanzate, come la telemedicina, le cartelle cliniche elettroniche e i dispositivi medici connessi, ha migliorato in modo significativo la qualità dei servizi sanitari, rendendo le cure più rapide, efficaci e accessibili. Tuttavia, questo salto tecnologico comporta anche nuove responsabilità e sfide. In primo luogo la protezione dei dati e delle infrastrutture del sistema sanitario dalle crescenti minacce digitali. Questi dati includono spesso informazioni personali, diagnosi e terapie, tra le più sensibili e preziose”.
A dichiararlo è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani il quale ha evidenziato che: “La compromissione di tali dati non solo mette a rischio la privacy dei pazienti, ma può avere conseguenze dirette sulla loro salute. È noto che sul mercato nero digitale le informazioni contenute in una cartella clinica possono valere fino a 1.000 dollari. Questo dimostra quanto siano ambite dai criminali informatici. Proteggere questi dati non è solo un obbligo normativo, ma una necessità fondamentale”.
“Cosa accadrebbe se un attacco informatico bloccasse i sistemi ospedalieri, impedendo ai medici di accedere ai dati dei pazienti o di utilizzare strumenti diagnostici essenziali, ritardando o compromettendo cure salvavita? Oggi, molti dispositivi, come pacemaker, pompe per insulina e ventilatori, sono connessi a Internet, diventando potenziali bersagli per gli hacker – ha aggiunto il presidente -. La recente adozione della Direttiva Nis2 rappresenta un passo cruciale per rafforzare la sicurezza: questa normativa impone misure più stringenti e introduce nuovi standard di resilienza per settori chiave, tra cui la sanità. È nostro dovere garantire che queste direttive siano implementate a livello regionale”.
Le azioni della Regione
“La cybersicurezza è un tema di grande importanza per la nostra regione, soprattutto in termini di politica sociale – ha sottolineato il neoassessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni -. E’ arrivato il momento in cui tutti, all’interno delle nostre aziende, siamo chiamati a pensare ad un’organizzazione dedicata a questo processo. È fondamentale creare un sistema che garantisca la cybersicurezza dell’intero sistema sanitario regionale. I nostri cittadini, infatti, si spostano con disinvoltura tra province, portando con sé la propria cartella clinica. Per questo motivo, il sistema deve essere progettato e strutturato per rispondere alle esigenze regionali. Deve garantire sia la sicurezza sanitaria che quella sociale. Ci impegneremo a collaborare con i direttori generali. L’obiettivo è definire un percorso che ci permetta di intervenire subito in modo efficace e tempestivo”.
Intanto: “Da oltre un anno e mezzo, la Sicilia investe, attraverso Arit, in Sicilia Digitale per migliorare la qualità del digitale regionale e rafforzare la cybersicurezza. È evidente che, con l’aumento dell’utilizzo delle tecnologie digitali, cresce anche il rischio di attacchi informatici. Per questo motivo, Sicilia Digitale, in collaborazione con la Regione, si sta preparando per qualificare i propri sistemi. Stiamo potenziando il nostro cloud service provider per renderlo il più resiliente possibile agli attacchi informatici. Sicilia Digitale ha già investito e continuerà a investire risorse umane e finanziarie su questo tema,” ha dichiarato Francesco Cascio, amministratore unico di Sicilia Digitale, a margine del convegno ‘La minaccia cibernetica al settore sanitario’.
La collaborazione con l’Acn
“Abbiamo riscontrato una grande sensibilità da parte della Sicilia su questo tema – Nunzia Ciardi, vicedirettore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) -. Distribuiremo delle linee guida per mettere in sicurezza i dati sanitari e ridurre il livello di rischio. Sebbene in una società digitale il rischio non possa essere eliminato del tutto, nei dati sanitari assume un’importanza enorme. Faremo il massimo sforzo, insieme alle regioni, per garantire il più alto livello di sicurezza possibile”.