Dai confini del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea all’Ars. Lo scandalo che si è abbattuto sul paese del Messinese ha accesso l’interesse di Palazzo dei Normanni, che ben presto, già dalle prossime settimane, potrebbe riunirsi per parlare delle ombre sugli appalti pubblici e sulle manutenzioni di lavori commissionati dal Comune, sotto la lente di ingrandimento della Procura distrettuale antimafia di Messina. Nell’ambito delle indagini, sarebbero infatti emerse dichiarazioni accusatorie nei confronti del sindaco Carmelo Pietrafitta e del geometra Giuseppe Di Natale, esperto tecnico nominato nel 2022.
In queste ore il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera ha depositato un’interrogazione che ricostruisce gli ultimi fatti giudiziari, raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini, con la richiesta di fare luce e chiarezze sul futuro del Comune.
La vicenda giudiziaria

La Procura di Messina ha avviato un nuovo troncone d’inchiesta riguardante l’ex boss ed ex collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, già capo del clan dei cosiddetti “Mazzarroti”, fazione legata alla famiglia mafiosa dei barcellonesi. Tra i fermi anche l’imprenditore Antonino Giardina, attualmente detenuto. Proprio Giardina avrebbe coinvolto il sindaco e il geometra. Pietrafitta avrebbe percepito somme di denaro comprese tra 50 e 60mila euro come corrispettivo per l’affidamento diretto o in subappalto di lavori pubblici tra il 2018 e il 2023, mentre Di Natale avrebbe sollecitato ulteriori dazioni di denaro per l’assegnazione di nuove commesse. Lo stesso Giardina avrebbe riferito di aver subito riduzioni o interruzioni delle commesse dopo il rifiuto di corrispondere ulteriori somme, dichiarando inoltre che parte delle presunte consegne di denaro sarebbero avvenute presso l’abitazione privata del primo cittadini, circostanze che saranno vagliate nel contraddittorio processuale. Entrambi, sia Pietrafitta sia Di Natale, hanno pubblicamente respinto ogni addebito, dichiarandosi estranei ai fatti e manifestando piena fiducia nell’operato della magistratura.
L’interrogazione di La Vardera
La gravità e l’incertezza sulla vicenda hanno spinto il deputato all’Ars a presentare un’interrogazione urgente al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e all’assessore regionale per le Autonomie locali Andrea Messina.

“Il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea è stato in passato già interessato da fenomeni di condizionamento mafioso e da scioglimenti amministrativi. Al di là degli sviluppi giudiziari, siamo davanti ad una situazione che rischia di minare la credibilità delle istituzioni locali ed impone un’attenta vigilanza da parte della Regione“. Ha spiegato La Vardera, che all’interno dell’interrogazione ha richiesto all’amministrazione regionale di “riferire all’Ars sulle iniziative che intendono adottare per prevenire e contrastare ogni tentativo di condizionamento mafioso o corruttivo nelle amministrazioni comunali” e la possibilità di “disporre con urgenza l’invio di ispettori presso il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, al fine di accertare la regolarità delle procedure amministrative e degli affidamenti di lavori pubblici negli anni oggetto di indagine“.
In tempi non sospetti…
Come ricordato anche da La Vardera, il Comune non è di certo nuovo a questo tipo di vicende. A sollevare dubbi sulla regolarità della macchina amministrativa locale erano state, circa un anno, tutte le notizie che si susseguirono dopo il vasto incendio nell’ex discarica di Mazzarà Sant’Andrea. Il pericolo per la sicurezza e la salute dei cittadini era arrivato persino fino a Roma. Dalla capitale infatti arrivarono 30 milioni di euro provenienti da fondi del Pnrr per bonificare l’area.

In quell’occasione, tanti furono i volti politici che si esposero, tra questi anche il deputato regionale di Fratelli d’Italia Pino Galluzzo, che aveva proposto, esattamente nel luglio dell’anno scorso, di dare vita ad un protocollo d’intesa antimafia, proprio per preservare il territorio da possibili infiltrazioni di stampo mafioso. Accusa che proprio oggi regge le indagini in corso. L’idea non era stata accolta nel migliore dei modi dal sindaco Pietrafitta, in quota Forza Italia e tra le file della corrente di Tommaso Calderone, presidente della Commissione Bicamerale per il contrasto dei disagi derivanti dall’Insularità. “Mi accusa ingiustamente – aveva dichiarato Galluzzo – di volere criminalizzare una intera comunità” (CLICCA QUI).