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Il report Ener2Crowd

La Sicilia tra divario economico e dipendenza familiare: la casa resta un miraggio per trentenni e quarantenni

venerdì 29 Agosto 2025

L’acquisto di una casa in Italia e in Sicilia è diventato, per la generazione dei trentenni e quarantenni, un traguardo sempre più lontano, un “sogno che sfuma”, come descritto in una ricerca di Ener2Crowd, la principale piattaforma italiana per gli investimenti ESG.

Questo studio, intitolato “I giovani e la casa 2025”, offre un quadro complesso e disomogeneo, caratterizzato da un profondo divario tra Nord e Sud e da una crescente dipendenza economica dalle famiglie. Se a livello nazionale il tempo medio per acquistare un immobile si misura in decenni, in alcune regioni del Sud, tra cui la Sicilia, la situazione appare a prima vista più accessibile, ma nasconde problematiche altrettanto insidiose.

Il report si basa su una metodologia aggiornata al 2025, che considera non solo l’acquisto diretto, ma anche l’accesso a un prestito ipotecario, con parametri che valutano anche la sostenibilità del mutuo. La ricerca analizza i tempi necessari per l’acquisto di un appartamento tipo di 100 mq, offrendo un quadro comparativo realistico. I risultati evidenziano un’Italia a due velocità, dove l’accesso alla casa assume connotati diversi a seconda della latitudine.

 

La Sicilia: un’accessibilità apparente e le complessità dei redditi bassi

 

A un primo sguardo, la Sicilia sembra offrire un’opportunità unica per i giovani che aspirano a diventare proprietari di casa. Lo studio di Ener2Crowd rivela che l’isola si posiziona tra le “migliori regioni” in termini di tempo necessario per acquistare un immobile, sia con che senza mutuo. Senza ricorrere a un prestito, in Sicilia servono in media 50,2 anni per accumulare il valore di un appartamento di 100 mq, un dato significativamente inferiore rispetto alla media nazionale di 67,4 anni e nettamente più vantaggioso rispetto alle regioni del Nord. Questa apparente accessibilità è dovuta principalmente ai prezzi immobiliari più contenuti, che rendono il traguardo finanziario meno proibitivo in termini assoluti.

Tuttavia, il quadro si fa più complesso analizzando i dati a livello provinciale. Anche all’interno della Sicilia, le differenze sono notevoli e riflettono la doppia problematica di prezzi e redditi.

Le province di Agrigento, Enna e Caltanissetta si attestano tra le “migliori” a livello nazionale, con un tempo di acquisto senza mutuo di soli 38,1 anniSeguono, con dati comunque molto interessanti, le altre province non menzionate in precedenza: Siracusa (39,4 anni), Catania (40,5 anni),  Ragusa (41,2 anni) e Trapani (con 42,4 anni) . Questi numeri, pur essendo tra i più bassi d’Italia, celano una realtà fatta di salari medi ben al di sotto della media nazionale.

Il problema principale in queste città non è tanto il prezzo dell’immobile, ma la capacità di sostenere il costo dell’acquisto. Infatti, il report sottolinea che in questi centri, a causa degli stipendi “molto più bassi”, la sostenibilità della rata di un mutuo è un ostacolo notevole, tanto da richiedere 25,6 anni solo per soddisfare i requisiti minimi per accedere al finanziamento. Ciò significa che, anche con un mutuo, il tempo totale per l’acquisto (calcolato come tempo per l’anticipo più 30 anni di ammortamento) resta elevato.

Prendendo in esame il caso di Palermo, che abbiamo trattato a parte nel report, si nota un miglioramento del quadro se si ricorre a un mutuo. Con un mutuo trentennale e un anticipo adeguato, il tempo di acquisto si riduce a 41,4 anni. Questo dato, pur restando significativo, posiziona Palermo tra le “migliori province” d’Italia per l’acquisto con mutuo, a pari merito con Cagliari e poco al di sotto di Napoli. Altre province siciliane come Messina (53,4 anni con mutuo) e Trapani (56,2 anni con mutuo) mostrano come il ricorso al mutuo riduca i tempi, ma non annulli la complessità legata alla sostenibilità economica.

Questo suggerisce che, a fronte di una dinamica dei prezzi e dei salari più favorevole rispetto al Nord, il mutuo può effettivamente rappresentare uno strumento di accesso alla proprietà, a patto che si riesca a superare lo scoglio iniziale della sostenibilità. La situazione in Sicilia, sebbene apparentemente più agevole, rimane un chiaro esempio delle problematiche strutturali che affliggono il Sud Italia.

 

Il confronto con le altre regioni: un divario strutturale

 

Il report di Ener2Crowd mette in evidenza un “doppio divario” che attraversa l’Italia: uno tra Nord e Sud e un altro tra chi può contare su un sostegno familiare e chi no. La situazione della Sicilia, seppur complessa, appare privilegiata se confrontata con il Nord Italia, dove i tempi per l’acquisto di una casa sono “fuori scala”.

Le peggiori regioni senza mutuo si trovano tutte al Nord:

  • Trentino-Alto Adige: 85 anni
  • Lombardia: 80,3 anni
  • Lazio: 79,5 anni
  • Toscana: 78,2 anni
  • Liguria: 77,9 anni

Anche con un mutuo, i tempi non si riducono a sufficienza per rientrare in una vita lavorativa standard. In Lombardia, la regione più penalizzata, un giovane impiegherebbe 62,7 anni per acquistare una casa con mutuo. A Milano, la provincia più critica, si arriva a 147,5 anni senza mutuo e 141,3 anni con mutuo. A Roma, la situazione è solo leggermente migliore, con 101,2 anni senza mutuo e 87,6 anni con mutuo. Questo evidenzia come l’elevata dinamica dei prezzi immobiliari in queste aree annulli quasi del tutto il vantaggio di salari più alti.

La Sicilia, al contrario, si colloca tra le “migliori regioni” d’Italia. Senza mutuo, con i suoi 50,2 anni, si posiziona dopo la Calabria (43 anni) e il Molise (45,6 anni). Anche con un mutuo, la Sicilia si mantiene tra le regioni dove l’acquisto è più agevole.

Questo quadro suggerisce che il problema del Sud non è tanto il costo dell’immobile, quanto la precarietà e l’insufficienza dei redditi, che impediscono ai giovani di capitalizzare pienamente i prezzi più accessibili. Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd, commenta che il rischio è di creare “un’Italia immobiliare a due velocità, in cui il Nord resta imprigionato dai prezzi e il Sud bloccato dai redditi bassi”.

 

L’accesso alla casa: provincia per provincia

Senza mutuo: missione quasi impossibile.

In media nazionale, senza mutuo servono quasi 60 anni per un immobile. Nel Mezzogiorno i redditi bassi fanno schizzare i tempi oltre la vita lavorativa.

Le peggiori province senza mutuo (oltre 80 anni):
• Milano (147,5 anni)
• Roma (101,2 anni)
• Firenze (95,7 anni)
• Bolzano (89,9 anni)
• Bologna (85,5 anni)
• Monza e Brianza (83,3 anni)
• Venezia (82,4 anni)
• Lucca (82 anni)
• Siena (82 anni)
• Pisa (82 anni)
• Torino (81,7 anni)
• Savona (80,9 anni)
• La Spezia (80,9 anni)
• Trento (80,2 anni)

Le migliori province senza mutuo (meno di 50 anni):
• Crotone (37,3 anni)
• Agrigento (38,1 anni)
• Enna (38,1 anni)
• Caltanissetta (38,1 anni)
• Vibo Valentia (41,5 anni)
• Trapani (42,4 anni)

• Reggio di Calabria (42,8 anni)
• Isernia (43,8 anni)
• Nuoro (44,5 anni)
• Oristano (44,5 anni)
• Foggia (45,3 anni)
• Cosenza (46,7 anni)
• Catanzaro (46,7 anni)
• Campobasso (47,4 anni)
• Taranto (48,9 anni)
• Benevento (49,1 anni)

Con mutuo: il quadro migliora, ma non per tutti.

Con mutuo trentennale e anticipo adeguato, i tempi si riducono. Tuttavia in alcune province del Sud e delle Isole il problema resta: stipendi troppo bassi per sostenere le rate, serve accumulare più anticipo e i tempi totali restano elevati.

Le peggiori province con mutuo (oltre 60 anni):
• Milano (141,3 anni)
• Roma (87,6 anni)
• Firenze (79,2 anni)
• Bolzano (77,5 anni)
• Venezia (76 anni)
• Bologna (70,1 anni)
• Torino (67,7 anni)
• Trento (63,2 anni)
• Verona (63 anni)
• Genova (61,7 anni)

Le migliori province con mutuo (meno di 50 anni):
• Cagliari (41,4 anni)
• Palermo (41,4 anni)
• Napoli (41,7 anni)

Senza mutuo: tempi fuori scala.

Senza ricorrere al mutuo, i tempi necessari per accumulare l’intero valore dell’immobile attraverso i soli risparmi familiari superano mediamente i 60 anni (67,4 è la media nazionale), ma in alcune regioni si arriva a valori ben più alti.

Le peggiori regioni senza mutuo:
• Trentino-Alto Adige (85 anni)
• Lombardia (80,3 anni)
• Lazio (79,5 anni)
• Toscana (78,2 anni)
• Liguria (77,9 anni)
• Piemonte (73,6 anni)
• Veneto (73,2 anni)
• Marche (73,2 anni)
• Umbria (73 anni)
• Valle d’Aosta (71,6 anni)
• Emilia-Romagna (70,7 anni)
• Friuli-Venezia Giulia (67,5 anni)

Le migliori regioni senza mutuo:
• Calabria (43 anni)
• Molise (45,6 anni)
• Sicilia (50,2 anni)
• Sardegna (52,8 anni)
• Puglia (55,4 anni)
• Campania (57,5 anni)
• Abruzzo (59,2 anni)
• Basilicata (60,2 anni)

Con mutuo: il tempo si accorcia, ma restano i divari.

 

L’ipotesi di un mutuo trentennale con anticipo adeguato riduce drasticamente i tempi. Ma i divari restano enormi: le famiglie del Sud e delle Isole devono accumulare anticipi più alti per rientrare nelle soglie di sostenibilità della rata.

Le peggiori regioni con mutuo:
• Trentino-Alto Adige (70,3 anni)
• Lombardia (62,7 anni)
• Lazio (62 anni)
• Veneto (59,6 anni)
• Toscana (58 anni)
• Emilia-Romagna (57,2 anni)
• Piemonte (57,1 anni)
• Liguria (57,1 anni)

Le migliori regioni con mutuo:
• Sardegna (52,8 anni)
• Campania (52,8 anni)
• Sicilia (54 anni)
• Calabria (55,6 anni)
• Molise (55,6 anni)
• Puglia (55,6 anni)
• Abruzzo (55,6 anni)
• Basilicata (55,6 anni)
• Friuli-Venezia Giulia (55,6 anni)
• Valle d’Aosta (55,6 anni)

 

 

La dipendenza familiare e gli ostacoli della precarietà

 

La ricerca di Ener2Crowd svela una realtà drammatica per la maggioranza dei giovani italiani: l’acquisto della prima casa non è più un passo naturale verso l’indipendenza. Il 64% degli under 40 non è ancora riuscito a diventare proprietario, e circa un milione di giovani non può permetterselo. Di chi ce l’ha fatta, quasi un terzo (32%) è stato aiutato economicamente dai genitori. Questo fenomeno di “crescente dipendenza intergenerazionale” crea un’ulteriore disuguaglianza tra chi ha una “rete familiare solida” e chi no.

I mutui rimangono una via quasi obbligata, con il 70% dei millennial proprietari che vi ha fatto ricorso. Tuttavia, l’accesso al credito è ostacolato da “salari bassi, scarsa liquidità iniziale e precarietà occupazionale”. Il report stima che circa 850 mila giovani acquirenti non avrebbero potuto accedere alla proprietà senza l’intervento dei genitori, che hanno garantito il mutuo, ridotto l’importo richiesto o coperto le spese accessorie. In circa 278 mila casi, l’aiuto è stato tale da permettere l’acquisto senza alcun mutuo.

L’età media per l’acquisto della prima casa si è spostata in avanti, con l’età media dei richiedenti mutuo che è salita a 38 anni. Ciò indica che i giovani sono costretti ad aspettare più a lungo, consolidando carriera e risparmi, prima di poter affrontare questo passo.

Il mutuo medio richiesto dagli under 40 nel primo semestre 2025 è stato di 158 mila euro per un immobile da 200 mila, con una durata media di 26 anni.

Gli analisti di Ener2Crowd spiegano che il contesto è radicalmente cambiato rispetto al passato. La combinazione di redditi stagnanti, la diffusa precarietà dei contratti a termine e un mercato immobiliare in costante tensione rende l’acquisto un’impresa estremamente complessa. Per i giovani millennial, il mutuo rimane la via quasi obbligata, con il 70% dei proprietari che vi ha fatto ricorso, una percentuale che sale al 75% nel Nord Italia, dove i prezzi al metro quadro sono decisamente più elevati.

 

Dalle difficoltà del mattone alle opportunità della finanza sostenibile

 

Il report fa un interessante parallelo con il passato, sottolineando come la situazione sia “peggiore del previsto”. Negli anni Settanta, un operaio, con uno stipendio medio di 50 mila lire al mese, poteva acquistare un appartamento in circa 20 anni. Oggi, in molte regioni, anche con un mutuo, i tempi sono “oltre il triplo”.

Di fronte a questo scenario critico, lo studio non si limita a fotografare la situazione, ma propone una via d’uscita: gli investimenti sostenibili nella finanza ESG (Environmental, Social, Governance) può ridurre drasticamente i tempi di accumulo del capitale necessario per un anticipo, soprattutto reinvestendo gli utili. 

Il messaggio è chiaro: la casa è un traguardo, non più un punto di partenza. Per raggiungerlo, i giovani non possono più contare solo sul risparmio tradizionale o sull’aiuto familiare, ma devono adottare una strategia finanziaria più dinamica. Iniziare a investire in modo sostenibile già dai 18 o 20 anni può aiutare a costruire quella “base di ricchezza” indispensabile per entrare in un mercato immobiliare che si fa sempre più “esclusivo e diseguale”.

In conclusione, il report dipinge un quadro desolante ma non privo di speranza. La Sicilia, pur offrendo prezzi più abbordabili rispetto al Nord, rimane ostaggio di una precarietà salariale che rende l’acquisto un’impresa ardua. Il divario intergenerazionale e la necessità di un mutuo rendono la situazione ancora più complessa.

Tuttavia, l’analisi sottolinea che la chiave per sbloccare l’accesso alla casa potrebbe risiedere in un cambio di paradigma: abbandonare il solo risparmio in favore di una strategia di investimento, in particolare nella finanza sostenibile, può offrire ai giovani uno strumento concreto per riappropriarsi del sogno della casa propria. Il sogno non è svanito, ma la strada per raggiungerlo è cambiata, richiedendo un approccio più consapevole e proattivo.

 

Fonte dati:

IL DATASET COMPLETO CON TUTTE LE PROVINCE E CITTÀ METROPOLITANE

DATASET REGIONALE – DATASET CITTÀ 

NOTA METODOLOGICA ricerca “I giovani e la casa 2025”

L’analisi Ener2Crowd, condotta nell’agosto 2025 e coordinata dal sociologo Alejandro G. Jantus , si distingue per l’introduzione di nuovi parametri e fonti, rendendola non direttamente confrontabile con gli studi degli anni precedenti. L’obiettivo è chiaro: fornire un quadro comparativo e realistico, non una previsione personalizzata.

Lo studio si basa su uno scenario riferito alla metà del 2025, integrando diversi dati per offrire un’istantanea accurata del mercato. I prezzi degli immobili sono stati calcolati a partire da un appartamento tipo di 100 mq, con valori medi regionali corretti per tenere conto delle specificità locali. Le fonti principali sono i portali Idealista e Immobiliare.it.

Per le retribuzioni provinciali, il punto di partenza è stato il dato ISTAT più recente (2024), integrato con differenziali specifici per ogni provincia, basati su rapporti di Osservatorio JobPricing e della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (CGIA).

Per valutare l’accessibilità alla casa, la ricerca si è basata su alcune ipotesi chiave. Per i giovani che non ricorrono al mutuo, il calcolo è diretto: il prezzo dell’immobile diviso per il risparmio annuo. Per chi opta per un prestito, lo studio ha ipotizzato un mutuo trentennale che copre l’80% del prezzo dell’immobile, con un tasso di interesse medio del 4%. La capacità di risparmio è stata convenzionalmente fissata al 15% del reddito netto annuo. Per ottenere un mutuo sostenibile, la rata non deve superare il 30% del reddito netto mensile.

È fondamentale sottolineare i limiti della ricerca: non tiene conto delle condizioni individuali come tassi d’interesse personali, durata del mutuo, spese accessorie o la situazione familiare. L’obiettivo non è fornire una consulenza personalizzata, ma una fotografia del mercato con un margine di errore stimato del ±12,5% sui tempi indicati.

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