Sciogliere i nodi, anche quelli più complessi, potrebbe non bastare per salvare la Finanziaria. Ore di concitata fibrillazione attanagliano Palazzo dei Normanni. Atteso il via alla votazione dell’articolato, tra un’opposizione pronta ad andare in scena e sfoggiare le sue migliori “armi” e un centrodestra disunito, pervaso al suo interno da malumori e rivendicazioni. Troppi pochi i giorni che hanno preceduto il debutto della Manovra a Sala d’Ercole per ricucire delle spaccature che potrebbero lasciare impressi dei segni indelebili anche nella legge di Stabilità.
Punti all’ordine del giorno il Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2026-2028 e l’inizio della lunga maratona che secondo il cronoprogramma stabilito dalla conferenza dei capigruppo dovrebbe chiudersi entro domenica 21 dicembre.
Una prima giornata tra alti e bassi. Se è vero che l’articolo 1, gli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato, ha trovato largo consenso, con la minoranza disposta a collaborare per apportare miglioramenti al testo, la maggioranza, però, è scivolata, in due occasioni, sul voto segreto, nel corso dell’esame degli emendamenti al disegno di legge sul Bilancio.
Via alla legge di Stabilità: si parte dall’articolo 1
Terminato l’esame del ddl Bilancio e archiviati gli emendamenti, a Sala d’Ercole spazio agli articoli della Finanziaria.
Davanti al corposo testo da 134 articoli il capogruppo dem Michele Catanzaro ha chiesto chiarimenti al governo regionale sullo stralcio relativo agli ordinamentali, come anticipato alla vigilia.
Il pentastellato Luigi Sunseri ha invece depositato una questione pregiudiziale sospensiva degli articoli 25, 26, 27, 28 e 30 (in materia di rinnovabili), poi dichiarata inammissibile, in quanto: non trattati in Commissione; il decreto legge ancora è in conversione a Roma; si attende di affrontare il tema in maniera approfondita nelle Commissioni di merito.
Intanto, in aula, è arrivato anche il presidente della Regione Renato Schifani.
Al termine del lungo dibattito prima di dare spazio all’articolo 1, incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato, è iniziato l’esame degli emendamenti. Primo intervento è quello del leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, che ha annunciato il suo sostegno a tutte le misure che intendono sostenere l’occupazione in Sicilia, così come l’articolo 2, ma “non ho ancora compreso il quadro complessivo e strategico di questa legge di Bilancio“.
Apprezzamenti, seppur corredati da chiarimenti, sono giunti anche da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
Pieno sostegno da parte della Democrazia Cristiana, gruppo guidato dal presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, che ha suggerito l’inserimento di due correzioni: che l’assunto abbia residenza in Sicilia e che venga incluso in toto il comparto agricolo, in particolar modo il settore della trasformazione.
Su richiesta del capogruppo del PD Michele Catanzaro i lavori sono stati sospesi, per circa mezz’ora, per far una sintesi delle richieste avanzate da tutti i deputati, maggioranza e opposizione, e passare così alla votazione dell’articolo 1.
Passa così il primo articolo 1 della Finanziaria, che prevede gli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato.
Ripartono i lavori a Sala d’Ercole: primo ko della maggioranza
Dopo circa 4 ore di pausa, i lavori tra i banchi di Sala d’Ercole sono ripartiti intorno alle ore 16. A guidare la seduta il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola.
Dopo il via libera questa mattina allo schema di Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2026-2028, l’aula ha avviato la votazione del ddl e degli emendamenti.
Primi campanelli d’allarme in vista. Già in occasione della votazione degli emendamenti al ddl Bilancio il governo regionale è andato sotto. E’ stato, infatti, approvato, con 33 voti favorevoli e 28 contrari, l’emendamento a firma della pentastellata Roberta Schillaci, in materia di istruzione, che aveva raccolto il parere negativo del governo e della II Commissione Bilancio, incrementa di nove milioni in totale il finanziamento dei piani di edilizia scolastica previsti dalla legge 23 dell’11 gennaio 1996, tre milioni in più all’anno per i prossimi tre anni.
Resta l’impasse sul capitolo scuola, sul quale si è aperto lo scontro tra PD-M5S e l’assessore al ramo Mimmo Turano, terminato poi con l’incremento del fondo per la piccola manutenzione e la promessa da parte dell’esponente della giunta Schifani di garantire agli studenti universitari siciliani le borse di studio.
Altro scivolone è arrivato sulle scuole private. A saltare è stato un emendamento dell’assessore Turano che stanziava 1,3 milioni di euro, con 33 voti contrari, 22 i favorevoli.
Approvato lo schema di Bilancio di previsione 2026-2028
La seduta a Sala d’Ercole, presieduta dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, è iniziata in orario.
Ad aprire le danze la relazione dello schema di Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2026-2028 presentata dal presidente del Collegio dei Deputati Questori Giuseppe Geremia Lombardo. Il documento è stato approvato.
I lavori sono stati così sospesi e rimandati alle ore 15:30.
Campanellini d’allarme
Una settimana dunque di fuoco che non è iniziata nel migliore dei modi, con quello che potremmo definire il flop della discussione generale, due intere giornate, venerdì e lunedì, disertate dalla maggioranza, con una carrellata di interventi dei deputati di Partiti Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente ed un unico interlocutore, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Un episodio non è però passato inosservato.
Soltanto un deputato della maggioranza si è esposto in aula, e non in difesa del governo regionale: Alessandro De Leo. “Ciò che è accaduto in Commissione Bilancio – ha spiegato l’esponente dei Forza Italia – non può essere liquidato con una normale dinamica parlamentare. Abbiamo assistito ad una Commissione Bilancio lampo, priva del tempo, della serenità e del metodo necessario per svolgere il ruolo che la storia e la legge assegnano a questo organismo. Invece di snellire ha ampliato, invece di analizzare ha accumulato, invece di razionalizzare ha appesantito il testo in maniera impressionante. Una manovra finanziaria che entrata in commissione con 28 articoli, è uscita con 134. Non è normale, non è fisiologico e non è una buona prassi. Non possiamo far finta che lo sia. Un pienone e una pioggia di articoli inseriti senza confronto, senza ponderazione e senza analisi approfondita. Come le dinamiche del mio partito, che riflettono la stessa innegabile situazione. Nessun dialogo, nessuna condivisione e nessun coordinamento. A dimostrazione che questo disagio non è isolato, ricordo, che la vicepresidente della Commissione, Margherita La Rocca, ha manifestato il proprio dissenso, arrivando ad abbandonare i lavori. Un gesto forte e condivisibile, che dovrebbe fare riflettere tutti. Oggi in aula qualcuno tenta, persino, di scaricare sulla maggioranza responsabilità e decisioni che la maggioranza, nel suo complesso, non ha avuto modo di discutere compiutamente“. Tensioni all’interno del centrodestra e anche di FI che ilSicilia.it ha già raccontato (CLICCA QUI).
Un clima certamente non favorevole, ma che il governo ha provato a stemperare.
Gli ultimi emendamenti del governo
In prima battuta mettendo sul tavolo una soluzione per le due questioni più spinose: gli ex Pip e i precari degli Enti locali. Per i primi il presidente della Regione Renato Schifani ha illustrato ai sindacati l’emendamento che prevede prevede uno stanziamento di quasi 10 milioni di euro per l’allineamento dell’orario settimanale a 24 ore, con incrementi compresi tra le 4 e le 6 ore per ciascun lavoratore, come primo passo verso il raggiungimento dell’orario ordinario. Una seconda misura, che sarà introdotta in Finanziaria, consentirà di rafforzarne ulteriormente l’impiego, migliorando i servizi offerti agli enti e alle aziende pubbliche socie della Sas, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. La norma consente, inoltre, agli enti e alle aziende pubbliche in cui operano gli ex Pip, qualora vi siano effettive esigenze di servizio, di farsi carico direttamente nei propri bilanci dei maggiori costi necessari all’estensione dell’orario di lavoro, fino a un massimo di 36 ore settimanali. Per quanto riguarda i precari degli Enti locali, in accordo con Anci Sicilia, con il quale sembra essersi riaperto il dialogo (CLICCA QUI), saranno previsti 10 milioni di euro, stabilendo che risorse libere, ottenute nel tempo con i pensionamenti, saranno destinate all’aumento delle ore, un modo per garantire basi più solide e un incremento stabile.
Nel corso del suo intervento in aula, l’assessore Dagnino ha annunciato tre emendamenti volti a tendere la mano alle opposizioni e cancellare i dubbi relativi a possibili norme di carattere territoriali: un emendamento soppressivo che sposta il tesoretto da circa 54 milioni di euro dell’assessorato alle Infrastrutture ai fondi globali; un emendamento soppressivo del comma 3 dell’articolo 6, disposizioni in materia di tassa automobilistica regionale; un emendamento all’articolo relativo alle imprese danneggiate nelle tre aree metropolitane e che permette aggiungere un ulteriore milioni di euro per coprire tutte le province dell’Isola.
Nulla ancora di pronto, ma si procederà anche verso la scrematura del testo della Finanziaria, con la cancellazione di molti ordinamentali, che nel corso dei lavori in II Commissione Bilancio hanno imbottito il testo. Come aveva spiegato l’assessore Dagnino a ilSicilia.it “proporremo uno stralcio degli emendamenti di carattere ordinamentale che non abbiamo il carattere dell’urgenza e questi potrebbero essere oggetto di un autonomo disegno di legge” (CLICCA QUI).
Ma basteranno?



