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I numeri

Natale quanto mi costi: dal pandoro alle lenticchie, i prezzi di ieri e di oggi a confronto

giovedì 25 Dicembre 2025

Il Natale continua a essere, almeno nell’immaginario collettivo, il tempo della convivialità, dei pranzi in famiglia e dei regali. Un periodo che tradizionalmente inizia ben prima del 25 dicembre e si protrae anche oltre le festività. Ma quest’anno la tradizione si scontra con un dato sempre più evidente. Celebrare il Natale costa molto di più rispetto al passato, e anche rispetto allo scorso anno.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, molti dei beni simbolo delle feste hanno registrato rincari significativi nel tempo, con aumenti che in alcuni casi superano ampiamente il 90% rispetto al 2015.

I beni a confronto

Entrando nel dettaglio, un pandoro oggi costa circa 15,80 euro, contro i 14,72 euro del 2024. Nel 2015 il prezzo era di 8,25 euro: un aumento complessivo pari a +91,5%.
Andamento simile per il panettone: 16,20 euro nel 2025, rispetto ai 15,95 euro del 2024 e ai 9,30 euro del 2015, con un incremento del 74,2%. Non va meglio per gli altri prodotti tipici delle feste. Un albero di Natale artificiale da 210 cm costa oggi circa 99,95 euro, contro i 98,10 euro dell’anno scorso e i 60 euro del 2015, segnando un rincaro del 66,6%.
Il cotechino è passato dai 7,20 euro del 2015 ai 12,98 euro del 2024, fino ai 13,80 euro attuali, con un aumento del 91,7%. Ancora più marcato il rincaro delle lenticchie, che oggi costano 10,93 euro, contro i 9,85 euro del 2024 e i 4,50 euro del 2015: un balzo del 142,9%. Tutti dati forniti da Federconsumatori, che fotografano un trend di lungo periodo ben più preoccupante del semplice rincaro stagionale.

Prezzi dei beni natalizi a confronto

  • Pandoro → 2025: 15,80 € | 2024: 14,72 € | 2015: 8,25 € | +91,5%
  • Panettone → 2025: 16,20 € | 2024: 15,95 € | 2015: 9,30 € | +74,2%
  • Lenticchie → 2025: 10,93 € | 2024: 9,85 € | 2015: 4,50 € | +142,9%
  • Cotechino → 2025: 13,80 € | 2024: 12,98 € | 2015: 7,20 € | +91,7%
  • Albero di Natale artificiale (210 cm) → 2025: 99,95 € | 2024: 98,10 € | 2015: 60,00 € | +66,6%

Natale più costoso e salari fermi

A questi numeri si affianca lo studio realizzato da ADOC ed EURES, che ha analizzato il prezzo di decine di beni natalizi, mostrando come una famiglia ha speso in media 76 euro per un cesto di Natale, con un aumento dell’8,9% in appena 12 mesi.
I rincari più consistenti riguardano i prodotti di cioccolateria, aumentati dell’11,3% rispetto al 2024, seguiti da pandoro, panettone, lenticchie, amari e superalcolici. Aumenti che risultano superiori all’inflazione generale prevista per il 2025, stimata all’1,5%.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel complesso i beni natalizi sono aumentati mediamente del 3,7% rispetto al 2024. Un dato che ha ricadute concrete sui comportamenti di consumo. Circa il 7,4% degli italiani ha scelto di non fare regali, mentre molti altri hanno preferito formule di pagamento rateizzato.

Il risultato è un Natale sempre più costoso in un contesto economico in cui i salari reali restano sostanzialmente fermi, comprimendo il potere d’acquisto delle famiglie. Il rischio non è soltanto quello di rinunciare ai beni tradizionali delle feste, ma anche di orientarsi verso prodotti di qualità inferiore pur di contenere la spesa.

Una dinamica che, però, non riguarda solo il periodo natalizio. L’aumento dei prezzi coinvolge ormai beni essenziali come abitazione, alimentari e prodotti per l’igiene personale, contribuendo ad ampliare il divario tra chi può permettersi questi rincari e chi no. Un divario che cresce mentre il consumismo legato all’apparenza diventa sempre più pervasivo: smartphone di ultima generazione, abbonamenti a piattaforme streaming, capi di marca, elettrodomestici e dispositivi tecnologici che fino a pochi anni fa non erano percepiti come indispensabili.

  • Ebook reader → 2025: 199,99 € | 2024: 179,00 € | 2015: 121,03 € | +65,3%
  • Profumo (75 ml) → 2025: 149,60 € | 2024: 139,90 € | 2015: 100,70 € | +48,6%

Oggi, invece, sembrano esserlo, anche quando il reddito non lo consentirebbe. È una trasformazione profonda dei modelli di consumo, che meriterebbe un’analisi ben oltre le festività. Perché il caro Natale è solo la punta dell’iceberg di una questione che accompagna le famiglie italiane durante tutto l’anno.

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