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I lavori

Rischio frane a Tripi, al via il consolidamento del centro urbano

giovedì 15 Gennaio 2026
Un intervento della Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, per recuperare la piena e sicura fruibilità di un intero quartiere a forte rischio; ovvero quello dell’area dell’ex municipio di Tripi, comune tirrenico dei monti Nebrodi, nel Messinese. 

 

Partiranno a breve i lavori nella zona a monte della via Baracca e di piazza Draghi, che ha la più alta classificazione di rischio. In questa zona negli ultimi anni si sono registrati movimenti franosi che hanno prodotto danni considerevoli a edifici privati, reti di sottoservizi e infrastrutture pubbliche. Nel quadrilatero compreso tra vicolo Sant’Onofrio e via Regina Margherita sono peraltro ancora ben visibili le lesioni procurate dai fenomeni di dissesto. Le più profonde sono quelle dell’edificio dell’ex casa comunale che risulta inagibile dal 2012, ma anche quelle delle abitazioni a valle. Il sito si caratterizza per la presenza di ampie zone in terra naturale ricoperte da vegetazione spontanea e di fabbricati fatiscenti che hanno agevolato l’infiltrazione delle acque, senza considerare la forte pendenza, con terrazzamenti gravemente dissestati che aggravano ancor di più la situazione. Una situazione di rischio e di pericolo che verrà risolta in modo definitivo. Gli uffici, diretti da Sergio Tumminello, hanno ultimato le procedure di aggiudicazione e sarà la Ital System srl di Petralia Soprana ad effettuare l’intervento, per un importo di poco inferiore ai due milioni di euro e in ragione di un ribasso pari al 31,9 per cento.

 

Le soluzioni tecniche indicate dal progetto prevedono la realizzazione di sistemi di drenaggio al fine di mitigare l’azione erosiva del terreno e di eliminare le infiltrazioni delle acque piovane in un sito che si caratterizza per l’assenza di opere di regimazione idraulica. Tra le altre misure, la demolizione degli edifici fatiscenti e la realizzazione di opere di contenimento, oltre ai drenaggi sub-verticali e alle canalizzazioni di superficie in grado di intercettare le acque meteoriche. Verranno infine collocate paratie tirantate di micropali tubolari, con la ripavimentazione delle strade e il rifacimento dei muri di sostegno.
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