No all’abbattimento degli alberi di via Ernesto Basile. A dirlo sono i cittadini e i membri delle associazioni ambientaliste che, questa mattina, hanno partecipato alla protesta per chiedere lo stop all’avvio dei cantieri del tram di Palermo. Il corteo, partito intorno alle 10 dal primo ingresso dell’Università, ha terminato il proprio percorso davanti all’entrata dell’ormai ex parco Cassarà. L’ultimo lembo di quella che una volta era la Conca d’Oro, chiuso da oltre dieci anni in attesa di una bonifica ancora oggi non avviata. Gli aderenti chiedono all’Amministrazione Comunale la sospensione dei cantieri, la riapertura dell’area verde fra il Cus e l’Università nonchè l’avvio delle interlocuzioni con gli enti civici a sfondo ambientale.
Linea C del tram a Palermo: quando il progresso richiede sacrifici
Il progresso richiede sacrifici. E a finire sull’altare degli scavi saranno, con ogni probabilità, i 215 esemplari di ficus microcarpa presenti sullo spartitraffico centrale. Alberi cresciuti sul posto per decenni e che oggi, stante così le cose, rischiano di dover sloggiare per lasciare il posto alle rotaie. Un’isola verde in un’area della città, ovvero la IV Circoscrizione, in cui di verde ce n’è davvero poco. L’attuale conformazione del progetto infatti prevede la rimozione del divosorio centrale presente fra le due corsie di via Ernesto Basile. Porzione di carreggiata in cui, in futuro, dovrebbe passare proprio la linea C del tram. Ovvero la tratta che collegherà la Stazione Centrale alla Stazione Notarbartolo. Una scelta che ha creato subito polemiche, soprattutto dal mondo ambientalista. A dipanare la questione è stata una relazione effettuata dall’ex assessore Giuseppe Barbera, incaricato dagli uffici dell’area della Rigenerazione Urbana di trovare una soluzione al problema.
“Gli esemplari – si legge nella relazione – sono posti ad una equidistanza di 8 metri su una aiuola continua di circa 3 metri di larghezza. A causa del limitato spessore di suolo su questo tratto, si evidenzia, in diversi punti, il sollevamento dell’asfalto causato dall’apparato radicale che si sviluppa in orizzontale. In questo tratto, infatti, è presente un solido strato calcarenitico che funge da “effetto vaso”, di fatto non consentendo uno sviluppo regolare in profondità delle radici. Le piante si trovano in buone condizioni vegetative con chioma espansa e con altezza di inserzione sul fusto ridotta che causa interferenze dirette al passaggio pedonale. Nel progetto presentato, e in fase di accurata valutazione di impatto da parte dell’Amministrazione Comunale, viene proposto l’espianto e il reimpianto in aree limitrofe per salvaguardare sia le alberature che la sicurezza delle persone“.
Amella: “Comune cambi idea, altrimenti via Basile diventerà una landa desolata”
In pratica, uno spostamento delle alberature e l’impianto di nuovi esemplari per compensare quanto si perderebbe con l’avvio dei lavori della linea C del tram. Una scelta che non trova la condivisione dei manifestanti. A spiegarne le ragioni è la capogruppo del M5S Concetta Amella. “Non sono contraria al tram in sé, ma all’abbattimento degli alberi previsto da un progetto che, nella sua impostazione originaria, collocava le rotaie ai lati del filare arboreo anziché al centro della carreggiata, provocando di fatto uno scempio ecologico – dichiara la capogruppo del M5S Concetta Amella -. Contestiamo la visione dell’Amministrazione Lagalla che, per fare spazio a un’infrastruttura definita “sostenibile”, finisce per sacrificarne un’altra altrettanto fondamentale e preesistente: il verde urbano. Così si condanna via Ernesto Basile a diventare una landa desolata, privandola di identità, ombra e qualità ambientale“.



