“Da solista salirei con 6-7 deputati regionali, ma senza cambiare la Sicilia e avremmo perso un’altra occasione per cambiarla. Io non lo voglio fare più il solita, voglio cambiare la Sicilia. No ai qualunquisti e ai Savonarola. Io voglio fare l’architetto della Sicilia. Per questo abbiamo avviato il progetto del governo di liberazione per una Sicilia autonomista e civica. No agli ascari romani. Votiamo prima in Sicilia delle politiche. Vorrei vedere i 36 colleghi a dimettersi. Io sono pronto”. Così dichiara Cateno De Luca sul palco di Ti amo Sicilia a Caltagirone (CT), annunciando anche la road map per “dare la Sicilia ai siciliani”.
“Io ci sono per cambiare la Sicilia, ma a sostenere un governo e un governatore che non vuole cambiare, Preferisco essere comprimario tra presidenza e cambiamento scelgo il cambiamento. Dobbiamo liberarci dalla sindrome dei solisti. Io l’ho fatto, ma adesso il contesto è cambiato. Il centrodestra avrebbe potuto candidare il gatto, sarebbe stato eletto. A luglio del 2022 ho rifiutato incontro con Silvio Berlusconi organizzato da Miccicchè”, continua.
“Se dovessi fare il solista – aggiunge – agevolerei ancora il centrodestra, ma devono scegliere un candidato all’altezza. Campo largo? Mi sembra più un campo minato, con certa sinistra che si ritiene pura e non vuole ‘appestati’ come me. Sono pronto a scommettere che non prenderò meno del 15%. Noi abbiamo vinto tutte le performance politiche. “Il 18 marzo presentazione degli uomini e delle donne del governo di liberazione, il 1 luglio a Palermo la costituzione dell’intergruppo Liberi e forti all’Ars e il 18 gennaio a Caltagirone il contratto di programma del governo e il candidato a presidente della Regione”.
De Luca: “Su Messina vi stupiremo con effetti speciali”
De Luca: “Ho rifiutato la mela avvelenata, per questo Schifani adesso mi fa la guerra”
In una nota ufficiale Cateno De Luca dichiara che “L’assenza dei principali partiti del centrodestra è la prova evidente che le pressioni esercitate dal capo dei capi tribù, sua maestà Renato Schifani, hanno raggiunto l’obiettivo: tentare di fare la guerra a Cateno De Luca e di isolarlo, colpevole di lesa maestà per aver rifiutato di “mangiare la mela del peccato”, rappresentata dall’ennesimo assessorato regionale più volte proposto.
E aggiunge: “Mi risulta infatti che il presidente Renato Schifani abbia contattato personalmente tutti i leader del centrodestra in Sicilia, chiedendo loro di evitare la partecipazione alla nostra iniziativa, facendo sapere che la loro presenza non sarebbe stata gradita”.
“È ormai chiaro che il centrodestra ha preso atto di un dato politico inequivocabile: qualsiasi eventuale confronto con me può avvenire solo a una condizione preliminare, ovvero la non ricandidatura di Renato Schifani. Un ulteriore elemento emerso con nettezza è che, allo stato attuale, l’unico possibile interlocutore credibile tra il centrodestra e Cateno De Luca è Gaetano Galvagno”, continua De Luca.
“Io non tratto poltrone, non accetto imposizioni e non mi presto a giochi di palazzo”, conclude.




