Dopo il sopralluogo della settimana scorsa, post ciclone Harry, il deputato autonomista Santo Primavera a seguito di un approfondito accesso agli atti, insieme alla consigliera comunale di Riposto Mariella Di Guardo, ha rintracciato documenti definiti “inconfutabili“: l’area portuale è già stata collaudata ufficialmente il 9 marzo 2009.
L’esistenza di un collaudo, già approvato da una commissione ad hoc, dimostra che l’infrastruttura è, tecnicamente e legalmente, già idonea all’uso.
“Pertanto – afferma Primavera – una volta eseguita la necessaria bonifica dell’area, con la rimozione degli inerti – per cui è stato fatto affidamento dei lavori da parte del Dipartimento delle infrastrutture, consegnati i lavori a breve ed eseguiti – previo controllo sulla sicurezza della banchina, il primo bacino potrà essere immediatamente fruibile da parte dei pescherecci, temporaneamente, e in attesa dei lavori sul molo foraneo, restituendo piena agibilità alle banchine sventrate dal ciclone Harry”.
“In questo momento così delicato – rimarca – non bisogna artefare allarmismo, bensì stare addosso al demanio e al servizio infrastrutture affinché si realizzi al più presto la bonifica. Con la consigliera Mariella Di Guardo del Comune di Riposto, presso gli uffici competenti abbiamo acquisito ogni documentazione utile e ci siamo recati personalmente al molo foraneo per discutere con gli operatori del porto”.
Aggiunge Primavera che “in qualità di componente della commissione parlamentare Attività produttive e pesca è stato già contattato da diverse associazioni siciliane rappresentative della pesca che hanno descritto una stima dei danni alla pesca professionale di tutte le marinerie siciliane che, tra imbarcazioni, infrastrutture e mancati guadagni, potrebbero sfiorare i 40 milioni di euro. Per questo le associazioni considerano più che mai urgente il rifinanziamento del fondo di solidarietà per il settore, che al momento è privo di risorse economiche”.



