Dieci milioni di euro per sostenere commercianti, artigiani e imprese che hanno perso tutto a causa della frana che ha colpito Niscemi. È quanto prevede il disegno di legge presentato ieri in III Commissione Attività produttive all’Ars dal deputato Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente.
Il provvedimento nasce come risposta immediata alla grave crisi economica che ha investito il tessuto produttivo della città del Nisseno dopo gli eventi franosi che hanno portato all’istituzione della cosiddetta zona rossa, con ordinanze di Protezione civile che hanno limitato o impedito l’accesso a intere aree del centro abitato. Misure necessarie per la sicurezza pubblica, ma che hanno avuto effetti devastanti su decine di attività economiche, costrette alla chiusura o alla delocalizzazione forzata.
“Io credo che la politica debba fare proposte concrete e serie per risolvere un problema di immense entità, e quindi con grande serietà abbiamo presentato un ddl dal valore di 10 milioni per i commercianti che si trovano a Niscemi, dentro la zona dei 150 metri di frana e che hanno visto perdere sostanzialmente tutto“, incontro, richiesto dal deputato di Controcorrente, ha permesso di mettere in luce quindi le gravi criticità economiche e sociali conseguenti al dissesto idrogeologico che ha colpito il territorio comunale. Presente ieri in videocollegamento anche l’assessore al ramo Edy Tamajo e i referenti del comitato delle attività commerciali danneggiate.
Il disegno di legge prevede l’istituzione di un fondo straordinario di ristoro, con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro, destinato alla concessione di contributi a fondo perduto. I beneficiari sarebbero le imprese e i lavoratori autonomi con sede legale o operativa nel Comune di Niscemi, operanti nei settori commerciale, artigianale, agricolo e dei servizi, purché ubicati all’interno della zona rossa individuata dalle ordinanze di Protezione civile. La copertura avverrebbe tramite il bilancio della Regione Siciliana o fondi regionali già disponibili e compatibili con la normativa vigente.
Particolare attenzione è riservata alla rapidità di intervento. Il testo introduce procedure semplificate, basate sull’autocertificazione, con domande da presentare in via telematica e l’impegno, nero su bianco, a liquidare i contributi entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta completa. I ristori saranno calcolati tenendo conto della perdita di fatturato, della durata della sospensione dell’attività, del numero di addetti e del ruolo strategico dell’impresa per l’economia locale.
Intervenuti anche il presidente e vicepresidente della Commissione, Gaspare Vitrano e Salvatore Scuvera (clicca qui), che hanno espresso la piena condivisione del disegno di legge. Nei prossimi giorni potrebbe essere convocata un’ulteriore seduta, questa volta alla presenza del governo regionale, per valutare la possibilità, ritenuta concreta, di predisporre ulteriori aiuti alla comunità di Niscemi, in attesa di una visione dei danni più chiara e precisa.
“Un disegno di legge chiaro, lineare, limpido che prevede dei ristori immediati”, è la linea politica che accompagna l’iniziativa di La Vardera, che punta a un intervento straordinario della Regione in nome della solidarietà economica e sociale.
L’attuazione del provvedimento è demandata a un decreto dell’assessore regionale alle Attività produttive, di concerto con l’assessore all’Economia, da emanare entro 20 giorni dall’eventuale entrata in vigore della legge.
Un passaggio cruciale che dovrà definire criteri, massimali e controlli.
Un disegno di legge chiaro, lineare e limpido. “Se il Parlamento vuole può portare questo ddl già la prossima settimana in aula, e può dare così un segnale di operatività concreta“. Per le imprese di Niscemi, duramente provate dalla frana e dalle sue conseguenze, il disegno di legge rappresenta una possibile boccata d’ossigeno dopo mesi di incertezza e difficoltà.




