L’Ippodromo di Palermo potrebbe essere inserito nella manovra di restyling dell’area dello stadio Renzo Barbera? A fare il punto sulla fattibilità dell’operazione è stato Popolous. Studio d’architettura incaricato dalla società rosanero per redigere le quattro alternative progettuali necessarie all’iter che porterà, entro gennaio 2027, all’inizio dei lavori per ristrutturare l’impianto di viale del Fante.
Fra queste, la terza soluzione prevederebbe il coinvolgimento degli spazi dell’impianto ippico. Ma l’operazione risulta al momento scartata. I motivi principalmente sono due: l’indisponibilità del bene all’interno della convenzione con il Comune e la concessione trentennale in essere ai gestori delle corse dei cavalli.
Nel documento però, i progettisti si dicono “pronti a perseguire questa soluzione una volta risolte le tematiche sopra esposte“. Ma se le cose cambiassero, dove verrebbe destinata l’attività del movimento ippico? A porre la domanda all’assessorato al Patrimonio del Comune di Palermo è stata la capogruppo del M5S Concetta Amella. L’esponente pentastellata ha infatti presentato un’interrogazione contenente alcuni quesiti relativi alla fattibilità e alla sostenibilità della terza alternativa progettuale.
Le scadenze imposte da Euro 2032
Nel documento relativo alle quattro proposte progettuali, lungo 167 pagine divise su sei sezioni, vengono snocciolati una vasta serie di elementi. Dagli aspetti urbanistici a quello di ecosostenibilità, passando chiaramenti per gli elementi più vicini alla gestione operativa della Palermo FC, ovvero l’ambito sportivo. Tutti pezzi dello stesso ingranaggio. Tutti elementi necessari nell’iter mirato a portare il capoluogo siciliano nell’alveo delle cinque città che ospiteranno Euro 2032. Le regole d’ingaggio sono ben note. Tutte inserite fra le cosiddette milestones. Una serie di oltre 130 requisiti richiesti dalla UEFA a chi vuol far parte dell’evento.
Ed è proprio la tempistica relativa ad Euro 2032 ad imporre precise scadenze temporali. Incompatibili con la terza alternativa progettuale, ovvero quella che vedrebbe un coinvolgimento delle aree dell’Ippodromo nel restyling dello stadio Renzo Barbera. Alternativa che, va detto, rispetto alle altre prevederebbe la “possibilità di non diminuire la capienza durante la costruzione del nuovo impianto“. Ma la stessa presenta due grandi limiti. Da un lato c’è la mancata presenza della struttura ippica nell’ambito della convenzione attualmente in essere fra Palermo FC e Comune. Dall’altro ci sarebbe l’impossibilità “di includere una struttura Ippodromo su sedime alternativo nel perimetro di intervento considerato“. Tradotto, bisognerebbe trovare un altro sito.
I vincoli burocratici
Ci sono poi vincoli di tipo burocratico. A sottolinearli in Consiglio Comunale è stato già l’esponente di “Oso” Ugo Forello. Durante la seduta del 5 febbraio, il vicepresidente della Commissione Bilancio chiariva in aula alcune perplessità sul Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) presentato dallo studio Popolous. “C’è una terza opzione su cui, non so con quale autorità, abbiano previsto di realizzare l’impianto su una sede al momento concessa ad un soggetto terzo per 30 anni, ovvero l’Ippodromo. Quindi, la stessa è indisponibile“.
A chiarire questo aspetto, va detto, è stato lo stesso studio d’architettura incaricato dalla Palermo FC. A proposito della terza alternativa infatti, Popolous scrive: “il proponente individua l’Alternativa 3 come una potenziale soluzione percorribile previa analisi ed allineamento con gli attori coinvolti, che includono il Comune di Palermo, l’attuale Concessionario dell’Area dell’Ippodromo e le categorie associate alle competizioni ippiche (UNIRE, FISE e OII)“.
“In questo scenario – aggiungono i tecnici di Popolous -, non vi sarà la possibilità di ospitare un Ippodromo sul sedime ad oggi in Concessione o in aree limitrofe. Per questo motivo e a causa della Concessione in essere che non permetterebbe uno sviluppo allineato con il Cronoprogramma di progetto desiderato, si è deciso di non procedere con questa alternativa durante questa fase“. Pur tuttavia, immediatamente dopo, i progettisti si dicono “pronti a perseguirla una volta risolte le tematiche sopra esposte“.
Oggi impossibile, ma domani? L’interrogazione del M5S
Insomma, oggi è “no”. Ma domani? Le cose potrebbero cambiare? E soprattutto, in caso affermativo, il movimento ippico dove potrebbe trasferirsi? Domande che ha posto la capogruppo del M5S Concetta Amella. Lo ha fatto attraverso un’interrogazione diretta all’assessorato al Patrimonio del Comune di Palermo. In particolare, l’esponente del fronte progressista ha chiesto numi su “quale sia la posizione ufficiale dell’Amministrazione comunale rispetto alla terza alternativa progettuale che prevede il coinvolgimento delle aree dell’Ippodromo“. Nello specifico, la consigliere comunale vuole sapere “se tale alternativa sia ritenuta perseguibile, preferibile o da scartare rispetto alle altre soluzioni prospettate”.
Vengono richiesti poi ulteriori approfondimenti. A cominciare dalla “fattibilità tecnico – giuridica dell’utilizzo delle aree dell’Ippodromo ai fini della realizzazione dell’alternativa progettuale“. Oppure “se sia noto e, in caso affermativo quale sia il costo stimato complessivo dell’operazione proposto da Palermo FC o da altri soggetti per l’attuazione di tale terza alternativa con indicazione delle fonti di finanziamento ipotizzate e delle eventuali ricadute economiche per il bilancio comunale“.
Infine, last but not least, “se nell’ipotesi di perseguimento dell’alternativa progettuale che preveda l’utilizzo delle aree dell’Ippodromo, l’Amministrazione abbia già individuato e/o proposto un sito alternativo per il trasferimento delle gare e delle attività del movimento ippico, attualmente collocate all’Ippodromo della Favorita, e in caso affermativo fornire dettagli su modalità, localizzazione e tempistiche di tale ricollocazione“.



