Dal caso Auteri ai documenti che mettono a nudo le fragilità note del territorio di Niscemi. Ismaele La Vardera scuote l’Ars e si rivela l’incubo degli inquilini di Palazzo dei Normanni. A confermarlo sono le carte dell’inchiesta sul deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso. All’interno delle intercettazioni tra gli indagati compare infatti anche il leader di Controcorrente, descritto come un pericolo indesiderato da scongiurare.
Ma andiamo nel dettaglio.
L’inchiesta su Mancuso
Il 2026 è iniziato in salita per il centrodestra siciliano. Già scossi dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ormai ex segretario nazionale della Democrazia Cristiana Totò Cuffaro, gli alleati, e in particolar modo Forza Italia, hanno dovuto fare i conti con l’ennesima tegola. A metà gennaio il fulmine a ciel sereno, con la richiesta degli arresti domiciliari per il deputato regionale Michele Mancuso da parte della procura di Caltanissetta per corruzione.
Prima della decisione sulle misure cautelari, il giudice ha interrogato gli indagati il 22 gennaio scorso. Le loro dichiarazioni non sono state ritenute idonee a superare i gravi indizi emersi nel corso delle indagini. Il 3 febbraio il Tribunale del Riesame aveva disposto la restituzione delle somme sequestrate, motivando la decisione con l’assenza del pericolo di dispersione del denaro e non con la mancanza di indizi, ritenuti invece sussistenti.
Ieri, a distanza di un mese, sono scattati gli arresti domiciliari. La misura cautelare, eseguita dalla squadra mobile, riguarda anche il suo braccio destro Lorenzo Tricoli. Il provvedimento dispone inoltre una misura interdittiva di dodici mesi nei confronti dei rappresentanti dell’associazione sportiva dilettantistica Genteemergente: Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli. Per loro è previsto il divieto di esercitare attività d’impresa nel settore dell’intrattenimento e dell’organizzazione di feste e cerimonie, nonché di ricoprire incarichi direttivi.
Secondo l’accusa Mancuso avrebbe ricevuto 12mila euro in tre tranche, fino al 5 maggio 2025, per favorire l’associazione nell’ottenimento di fondi pubblici pari a 98 mila euro, stanziati con una legge regionale del 12 agosto 2024 per la realizzazione di spettacoli nel Nisseno. Agli altri indagati viene contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata per presunte rendicontazioni di costi fittizi per 49mila euro a danno della Regione Siciliana.
“Poi arriva La Vardera…”
La paura che La Vardera potesse scatenare un nuovo terremoto tra le mura di Palazzo dei Normanni era un timore più che concreto. Una preoccupazione che avrebbe spinto gli indagati ad agire con maggiore cautela. Del resto il leader di Controcorrente non si è mai tirato indietro davanti alla possibilità di scoperchiare nuovi e possibili casi legati alle procedure macchinose del sistema regionale siciliano. Questa volta, però, la procura di Caltanissetta è arrivata prima di chiunque altro.
Tra le righe delle carte nelle mani del Tribunale Nisseno, desta particolare attenzione un’intercettazione tra Lorenzo Tricoli, Carlo Rizioli, Manuela Trapanese ed Ernesto Trapanese. Oggetto della discussione la realizzazione di sette spettacoli di una cover band di Vasco Rossi, per un totale di centomila euro.
Il progetto illustrato da Tricoli, riguardante le modalità di emissione delle fatture relative al contributo erogato, agli occhi della procura, avrebbe evidenziato un chiaro intento di speculazione illecita, principalmente riconducibile alle esose remunerazioni di Carlo Rizioli e di Ernesto Trapanese. A sollevare qualche dubbio, come si può apprendere dalle intercettazioni, era stata Manuela Trapanese: “Se fai sempre Vasco Rossi poi… dai all’occhio.. centomila euro per sette spettacoli di una cover band di Vasco Rossi“. Perplessità rilanciate anche da Ernesto Trapanese, conscio della natura illecita della procedura, tanto da esprimere preoccupazione, con tono sommesso, circa il possibile insorgere di sospetti legati all’entità dell’importo percepito, ritenuto eccessivo per la realizzazione di soli sette spettacoli di una cover band: “Nessuno…tipo ci viene a contestare il fatto che abbiamo fatto sette spettacoli per centomila euro…giusto?“. A tranquillizzarli era stato Lorenzo Tricoli: “No… ma li dobbiamo documentare“. La risposta non avrebbe convinto del tutto Trapanese: “Poi arriva Ismaele La Vardera e dice… hai speso centomila euro per sette spettacoli di una cover band di Vasco Rossi… andiamo a vedere quanto costano tutte le cover band di Vasco Rossi che ci sù… in giro“. “No!… aspè… no… Michele – aveva risposto prontamente Tricoli – questa cosa l’ha sposata perché ha visto la qualità…“.
Le acque si sarebbero calmate dopo un’osservazione di Tricoli, ritenendo provvidenziale la pubblicità del finanziamento erogato al Trapani calcio (fondi che finirono nell’occhio del ciclone e denunciati ai tempi anche da La Vardera), prevista dallo stesso provvedimento normativo, tanto da consentire di poter distogliere le attenzioni dal contributo ricevuto dalla loro associazione: “Menu mali ca chiddru fici u Trapani Calcio…quindi…chistu passà in secunnu pianu“.
L’intervento in aula
Gli arresti domiciliari di Mancuso avranno ripercussioni anche all’interno dell’Assemblea regionale. Il deputato, infatti, sarà sospeso per gli effetti della legge Severino e al suo posto è già pronta a subentrare Rosetta Cirrone Cipolla, prima dei non eletti nella lista degli azzurri nel Nisseno. L’argomento tornerà alla ribalta nei prossimi giorni, ma intanto non è passato inosservato. Proprio La Vardera è stato il primo a sollevare la questione Mancuso ieri a Sala d’Ercole.
Dopo aver votato la cancellazione del Fondo per le anticipazioni di liquidità e incardinato il ddl “Riconoscimento di Comiso Città della pace”, la vicepresidente dell’Ars Luisa Lantieri ha lasciato spazio agli interventi dei parlamentari (CLICCA QUI). Il leader di Controcorrente ha così acceso i riflettori sulle attuali vicende di cronaca: “Questa aula non può far finta che l’ennesimo deputato della maggioranza sia in stato d’arresto. Il silenzio di Pellegrino e Schifani sono intollerabili, non ci si può girare dall’altra parte. La nostra Regione è ormai sulle pagine dei quotidiani nazionali solo per queste ragioni. Mancuso è stato determinante per la vittoria del centrodestra a Caltanissetta e della vittoria del sindaco. Qualche settimana fa con la consigliera Petitto e con l’onorevole Miceli abbiamo fatto una conferenza stampa dove spiegavamo tutto. Ma questo arresto apre uno squarcio ancora più grande, perché Forza Italia ad oggi non aveva ancora avuto problemi giudiziari. Perché questa maggioranza continua a rimanere inchiodata alla poltrona nonostante tutti questi fatti che non fanno altro che distruggere l’immagine della nostra terra? Il governo Schifani é al capolinea, ne prenda atto e vada a casa“.




