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Le risposte di Barbagallo e Di Paola

“C’eravamo tanto amati”, dal ritiro spirituale all’emendamento fake: è la fine del campo largo?  

martedì 20 Gennaio 2026

Sorrisi, abbracci e strette di mano. Sono ormai lontani i tempi di San Martino delle Scale, quando Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente lucidavano le armi in vista della Finanziaria, uniti sotto il coro “Decuffarizziamo la Sicilia“. Adesso la strada verso il campo largo appare più in salita che mai. A pochi mesi dalle amministrative il fronte dei progressisti sembra essersi già sgretolato.

I primi (difficili) venti giorni del 2026

La settimana è iniziata con un vero e proprio fulmine a ciel sereno. La Vardera ha voltato le spalle a dem e pentastellati e correrà da solo ai prossimi appuntamenti elettorali.Non siamo in vendita e non abbiamo paura di andare da soli. Controcorrente è una risorsa, che porta la gente a votare e a credere nella politica(CLICCA QUI).

Ma cosa succederà adesso?

Il mare in tempesta del centrodestra ha contagiato anche il centrosinistra. Se il 2025 si è rivelato l’anno della costruzione, sembrerebbero essere bastati appena venti giorni per mandare all’aria mesi di interlocuzioni e trattative. L’emendamento fake in Finanziaria non ha solo acceso i riflettori sulla stabilità del Parlamento siciliano, ma anche evidenziato incomprensioni all’interno del campo largo. Un’alleanza sugellata nel corso del “ritiro spirituale” alle porte di Palermo, a metà novembre, con un pacchetto unitario di proposte per la legge di Stabilità e la promessa di un cammino unitario, verso un obiettivo comune: proporre un’alternativa al governo Schifani (CLICCA QUI). Poi la mozione di sfiducia e infine la Manovra con tutte le polemiche che ne sono seguite.

Piccoli segnali negativi erano giunti appena una settimana fa. Non è passata inosservata la nota di AVS, firmata dal segretario regionale di Sinistra Italiana Pierpaolo Montalto e dei due portavoce di Europa Verde, Fabio Giambrone ed Alessandra Minniti, i quali non hanno partecipato all’ultimo confronto, in contrapposizione rispetto alla presenza al tavolo di sigle ritenute in passato troppo vicine al centrodestra (CLICCA QUI). Una presa di posizione apprezzata e condivisa anche dallo stesso La Vardera.

Nelle ultime ore è scattato l’allarme. Tra le fila di PD e M5S, però, c’è chi invita alla calma e alla riflessione. Raggiunti da ilSicilia.it, il segretario regionale dem Anthony Barbagallo e il coordinatore regionale pentastellato Nuccio Di Paola hanno aperto la porta al dialogo affinché le incomprensioni possano essere chiarite.

Barbagallo: “Non è il momento della discussioni e degli addii”

Lancio un invito alla calma. Dobbiamo pensare tutti al bene supremo della Sicilia, a liberarla dal centrodestra che siede a Palazzo d’Orleans da troppo tempo, senza riuscire a risolvere neanche uno dei tanti problemi che attanagliano la nostra Isola: dalla sanità, alla fuga dei nostri giovani, dalla disoccupazione alla desertificazione industriale“. Ha dichiarato il deputato alla Camera, che ha aggiunto: “Da questo dobbiamo partire per trovare punti in comune e ritrovarci insieme. Non è questo il momento della discussioni e degli addii. Pensiamo a creare una coalizione di centrosinistra larga e inclusiva, confrontiamoci e cerchiamo di evitare le polemiche sterili e strumentali“.

Di Paola: “Dialettica lecita all’interno di una coalizione, l’obiettivo è governare”

Ad oggi non stiamo andando a votare. Non mi risultano coalizioni già predefinite. E’ chiaro che all’interno delle forza di opposizione ci sia una normale dialettica, che può portare solamente giovamento. Da qui alla fine della legislatura si lavorerà costantemente nel cercare di unire le opposizioni, per creare un fronte che poi possa andare a governare. L’obiettivo – ha spiegato il vicepresidente dell’Ars – è governare la Sicilia, buttare fuori il centrodestra e non fare candidature che portino nuovamente all’opposizione. La dialettica all’interno della coalizione e delle forze di opposizione alternative è lecita. Poi vedremo quello che succederà nelle prossime settimane. Io resto fiducioso, cerco di confrontarmi ogni giorno con tutte le forze di opposizione, compreso La Vardera. Poi è chiaro che fra qualche giorno ci possa essere un confronto ancora più ampio riguardo alle prospettive che ci dobbiamo dare“.

Amministrative in vista e non solo…

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle rischiano così di perdere un pezzo importante all’interno della coalizione, soprattutto qualora gli ultimi sondaggi dovessero essere confermati dai risultati delle urne.

L’ultima indagine curata da Swg, di circa un mese fa, vede infatti Ismaele La Vardera come il leader siciliano più gradito, mentre Controcorrente si attesterebbe al 14,5%, con un voto potenziale che potrebbe arrivare fino al 19,5%, alle spalle solo di Fratelli d’Italia, al 19%. Numeri importanti che certificano la crescita esponenziale del movimento, che compirà un anno il prossimo 14 febbraio.

Nonostante gli ultimi malumori, però, Controcorrente non sarebbe poi così isolato, potendo contare su un folto e cospicuo bacino di realtà civiche sparse nell’Isola. A certificarlo, a fine ottobre, la nascita del nuovo progetto nazionale “Progetto Civico Italia” con Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, sport, turismo e moda a Roma, leader e promotore di questa rete civica di amministratori (CLICCA QUI).

Dunque, quale sarà il futuro del campo largo?

E’ ancora difficile da decifrare. Dalle polemiche frutto dell’ultimo tavolo regionale della scorsa settimana, fino a domenica, quando a Caltagirone le forze di centrosinistra (e non solo) hanno accolto l’invito del leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, anche lui in cerca di una collocazione politica ben precisa all’interno dello scacchiere siciliano. Uno scambio di battute, però, apparso più vicino a delle vere e proprie prove di dialogo. Un riavvicinamento dal sapore un po’ amarcord.

Le coalizioni si costruiscono sugli argomenti e sui contenuti. Ci possono essere diversità tra le forze politiche, ed è naturale, ma oggi sento il dovere di lanciare prima di tutto un messaggio di autocritica“. Ha dichiarato a margine dei lavori nel Catanese il capogruppo del PD all’Ars Michele Catanzaro, che ha aggiunto: “Sono qui per tendere la mano e lavorare alla costruzione di un’alternativa. Dobbiamo dire con chiarezza come immaginiamo la Sicilia e ribadire che siamo alternativi a questo governo regionale. Oggi abbiamo il dovere di dare un messaggio di speranza alle siciliane e ai siciliani, che si aspettano da noi unità, responsabilità e la capacità di non ripetere gli errori del passato. Dobbiamo ritrovarci sui programmi, sui contenuti e sulle idee per governare davvero la Sicilia. È il momento di andare avanti insieme e riprenderci il governo della Regione“. Voci a cui però ha posto tempestivamente un freno il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca: “Per aprire le porte a un’alleanza ci vogliono idee chiare, valori comuni, scopi e percorsi condivisi. Altrimenti è solo una sommatoria di voti, quello che fa solitamente il centrodestra, nulla di più. Questo può essere utile per vincere, ma non per cambiare la Sicilia, non per fare la storia“.

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