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La proposta della deputata Ciminnisi

Sostenibilità, welfare aziendale e inclusione: il ddl da 20 milioni per le PMI siciliane

mercoledì 4 Marzo 2026
Cristina Ciminnisi

Non solo profitto, ma impatto sociale, tutela ambientale e trasparenza gestionale. È questa la sfida lanciata dal Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana con il Disegno di Legge n. 1031, presentato lo scorso 5 novembre dalla deputata Cristina Ciminnisi. Il ddl intitolato “Sostegno alle PMI siciliane per welfare, sostenibilità ESG e inclusione lavorativa“, mira a traghettare le micro, piccole e medie imprese dell’Isola verso i nuovi standard europei della sostenibilità.

Il provvedimento, attualmente assegnato per esame alla III Commissione Attività produttive e per parere alla V Cultura, Formazione e Lavoro, è già entrato nel vivo dell’iter parlamentare e rappresenta una delle prime iniziative organiche della XVIII Legislatura regionale sul tema della transizione sostenibile delle imprese.

Il cuore della proposta risiede nell’adozione dei criteri ESG ovvero Environmental, social e governance, parametri che misurano quanto un’azienda sia realmente sostenibile. Innovazione e la valorizzazione del capitale umano non sono più “costi”, ma leve strategiche per rafforzare la competitività del territorio siciliano sui mercati internazionali.

Ciminnisi: “Le PMI sono il cuore dell’economia siciliana”

L’onorevole Ciminnisi sottolinea il ruolo strategico delle PMI siciliane: “Esse svolgono un ruolo centrale nella nostra economia e nelle comunità locali. L’innovazione, la sostenibilità e la valorizzazione del capitale umano sono leve strategiche per rafforzare la competitività del territorio, migliorare la qualità del lavoro e tutelare l’ambiente“.

Il ddl nasce dalla consapevolezza che la Sicilia possa posizionarsi come territorio sostenibile, attrattivo e socialmente responsabile, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il Green Deal europeo e le politiche nazionali di transizione ecologica e responsabilità sociale d’impresa.

Un disegno di legge che non parla solo di ambiente, ma di sostenibilità a tutto tondo, includendo anche governance e welfare aziendale. “Credo in una Sicilia che non rincorre modelli vecchi, ma che investe in innovazione, qualità e lavoro dignitoso. La nostra terra ha tutte le energie per essere protagonista di uno sviluppo moderno e responsabile. La politica deve creare le condizioni perché questo accada, accompagnando le imprese che scelgono di crescere guardando al futuro”, ha aggiunto la deputata.

“Investire in sostenibilità significa innovare i processi produttivi, rendere le aziende più efficienti e trasparenti, ma anche migliorare la vita dei lavoratori con formazione, sicurezza e soprattutto strumenti per conciliare lavoro e vita personale”.

Tutto questo può generare nuove opportunità di lavoro anche per i giovani, perché le imprese hanno bisogno di persone capaci di gestire queste innovazioni e garantire standard moderni di responsabilità sociale. “E proprio i giovani, con competenze aggiornate e approccio innovativo, sono coloro che possono ricoprire questi ruoli e contribuire concretamente a una crescita sostenibile delle aziende”.

Cosa significa sostenibilià ESG?

I criteri includono in primis l’efficienza energetica, ovvero l’ottimizzazione dei consumi e l’uso di fonti rinnovabili; una gestione dei rifiuti, ovvero politiche di smaltimento e riciclo; risorse idriche, quindi risparmio e protezione dell’acqua; emissioni, riduzione dei gas serra per contrastare il cambiamento climatico; e biodiversità, ovvero la tutela delle varietà biologiche nei territori in cui opera l’impresa.

Social si riferisce all’impatto dell’impresa sulle persone, sia all’interno dell’organizzazione che nella comunità esterna. E comprende il benessere dei dipendenti, ovvero la salute, la sicurezza sul lavoro e le politiche di welfare aziendale; inclusione e parità, ovvero promozione delle pari opportunità, della parità di genere e inserimento di categorie svantaggiate; giovani e donne, programmi specifici di assunzione e valorizzazione professionale; e relazioni comunitarie, ovvero la gestione dei rapporti con i fornitori e con le comunità locali siciliane.

La governance riguarda invece l’etica, la trasparenza e le pratiche di gestione interna dell’azienda. I punti principali sono l’amministrazione, ovvero la composizione e qualità degli organi direttivi; la remunerazione, politiche salariali eque e trasparenti; l’etica del business, il contrasto alla corruzione e rispetto delle normative; e la trasparenza fiscale, chiarezza e correttezza nella gestione dei tributi.

L’obiettivo del ddl è trasformare questi criteri in vantaggi competitivi per le PMI siciliane, favorendo la transizione verso modelli produttivi responsabili.

Cosa prevede il Ddl? Voucher e Credito d’Imposta

Per l’anno 2026, il disegno di legge mette sul piatto una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro. A differenza di altre misure del passato, le risorse non saranno semplici sussidi a pioggia, ma strumenti di accompagnamento tecnico.

Le agevolazioni si articolano in tre pilastri. Voucher formativi e di consulenza, concessi a fondo perduto per definire piani di sostenibilità e welfare. Poi contributi in servizi, accesso a programmi di formazione pubblica, audit ambientali e consulenza tecnica. E ancora, credito d’imposta, un’agevolazione fiscale per ridurre i costi di implementazione delle pratiche sostenibili.

Le priorità? Donne, giovani e territorio. Il ddl stabilisce criteri di priorità molto chiari per l’assegnazione dei fondi. Saranno privilegiate le imprese che prevedono programmi di assunzione o valorizzazione di giovani e donne, che operano in settori strategici per la Sicilia, che partecipano a reti locali o iniziative territoriali di welfare e che dimostrano impatti sociali e ambientali misurabili.

Nuove figure professionali: nasce il consulente ESG

Una delle novità più rilevanti che coinvolge l’assessorato all’istruzione e formazione professionale è proprio quella che prevede nuovi corsi regionali per formare consulenti Esg, professionisti in grado di accompagnare le imprese nella transizione sostenibile. Entro 180 giorni dall’approvazione, dovranno essere attivati percorsi formativi per creare consulenti aziendali specializzati. Questi corsi, che prevedono sia teoria che tirocini pratici presso le aziende, rilasceranno certificazioni formali delle competenze, creando di fatto un nuovo sbocco occupazionale per i professionisti siciliani. Questo automaticamente crea non solo nuove competenze ma anche nuovi posti di lavoro.

Perché questo ddlè importante per la Sicilia? Le PMI rappresentano oltre il 99% delle imprese siciliane e impiegano la stragrande maggioranza dei lavoratori. Investire in welfare aziendale significa migliorare la retention, ridurre l’assenteismo e aumentare la produttività. Adottare criteri ESG significa accedere più facilmente a finanziamenti europei, migliorare la reputazione sui mercati internazionali e contribuire concretamente alla transizione ecologica.

Innovazione, equità e rispetto per l’ambiente: questo è il nostro modo di fare sviluppo. Credo in una Sicilia che non rincorre modelli vecchi, ma che investe in innovazione, qualità e lavoro dignitoso“.

Un’iniziativa che, se approvata, potrebbe rappresentare un modello replicabile in altre regioni e un passo concreto verso una Sicilia più competitiva, inclusiva e sostenibile.

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