Dopo I, II, III e VI Commissione anche la IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità è pronta ad accogliere le norme escluse dalla Finanziaria (CLICCA QUI). Il disegno di legge stralcio verrà depositato, nella prima seduta utile, nella Commissione presieduta da Giuseppe Carta. All’ordine del giorno ci saranno necessariamente l’esame degli articoli ordinamentali e il parere sulle parti di competenza contenute nel collegato di spesa, prossimo grande protagonista della II Commissione Bilancio guidata da Dario Daidone (CLICCA QUI).
Anche in IV Commissione, così come nelle altre, il ddl dovrà essere esitato entro mercoledì 28 gennaio, con un successivo ed eventuale passaggio in Commissione Bilancio. Ognuno avrà un percorso singolo e autonomo. L’idea che attualmente circola tra i corridoi di Palazzo dei Normanni è quella di approvare i cinque ddl di ordinamentali puri in un’unica seduta. Quello di spesa pura, invece, dovrebbe approdare a Sala d’Ercole in un secondo momento.
In totale si tratta di otto misure. Ma andiamo nel dettaglio.
Alcune delle quali prevedono anche l’impiego di ulteriori fondi. E’ il caso del milione di euro per la stipula di convenzioni tra la Regione e le Autorità di sistema portuale per l’erogazione dei servizi relativi alla realizzazione di interventi per la mobilità portuale dei passeggeri a mobilità ridotta o con disabilità.
Tra gli articoli sotto la lente di ingrandimento anche il Piano regionale di individuazione delle zone di accelerazione terrestri per l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili di energia (Iafr) e di stoccaggio dell’energia elettrica da fonti rinnovabili co-ubicati, con la previsione di includere all’interno delle zone, con priorità allo sviluppo di energia geotermica, idroelettrica e agrivoltaica avanzata, anche: superfici artificiali ed edificate; infrastrutture di trasporto e zone immediatamente circostanti; parcheggi; aziende agricole; siti di smaltimento dei rifiuti; siti industriali e aree industriali attrezzate; miniere; corpi idrici interni artificiali, bacini artificiali e siti di trattamento delle acque reflue urbane, inclusi i terreni degradati non utilizzabili per attività agricole; aree dove sono già presenti impianti a Fer e di stoccaggio dell’energia elettrica. Sempre in tema, attenzione anche all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con l’individuazione di ulteriori superfici e aree regionali idonee: siti di interesse nazionale; aree o beni facenti parte del demanio e del patrimonio regionale; aree o beni facenti parte del demanio e del patrimonio comunale.
Al vaglio della Commissione anche la gestione del demanio idrico fluviale e l’uso dei beni demaniali marittimi, per individuare e trasferire a titolo gratuito tratti di demanio già oggetto di elevato livello di urbanizzazione ai Comuni che ne fanno richiesta.
Altre modifiche riguardano le autorizzazioni ambientali e le interpretazioni autentiche relative ai contratti pubblici e all’agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana della città di Messina.





