Cateno De Luca non arretra la sua corsa a Barcellona Pozzo di Gotto e rilancia la sfida dopo le minacce ricevute nelle scorse ore da quattro uomini in macchina: “Spero che questo fatto diventi il momento per far accendere la speranza per liberare Barcellona da questa cappa causata da una certa politica“.
Nel corso della conferenza stampa svolta nell’aula pre-consiliare del Comune sono intervenuti anche Laura Castelli, presidente di Sud chiama Nord, e Melangela Scolaro, in corsa per le amministrative di fine maggio.
Cosa è successo nel fine settimana
Un fine settimane denso e ricco di polemiche è andato in scena a Barcellona Pozzo di Gotto. Diversi sono stati messaggi di vicinanza e solidarietà nei confronti di Cateno De Luca, dal presidente della Regione Renato Schifani ad Anci Sicilia.
Poi il botta e risposta che ha preceduto la conferenza stampa. Le accuse erano state rispedite al mittente da Giuseppe Imbesi, l’avvocato di uno dei quattro uomini che ha parlato, attraverso una nota, di “errata interpretazione dei fatti” e di “episodio male interpretato, privo di qualunque contenuto minatorio, intimidatorio o, peggio ancora, mafioso“, evidenziando, inoltre, che l’assistito “è fratello di una candidata presente nelle liste dell’Avv. Scolaro per la carica di consigliere comunale“.
Proprio quest’ultima, Nancy D’Amico, ha risposto attraverso i propri canali social, dissociandosi dai fatti accaduti: “Soltanto per aver avuto il desiderio di condividere un progetto apertamente e mettendoci la faccia, mi sono trovata sommersa da una serie di messaggi perché da un avvocato (che pur non ha fatto il mio nome) sono stata indicata come la sorella di uno delle persone oggi coinvolta nei fatti di Cateno De Luca. Il comunicato dell’avvocato non tiene conto che mio fratello non ha condiviso la mia scelta di schierarmi con il progetto dell’avv. Scolaro. Manifestando questa contrarietà anche sui social. Francamente io credo che ognuno debba essere libero di compiere le proprie scelte e anche di esporsi senza subire tutto questo. Peccato che molti non lo abbiano capito o abbiamo fatto finta di non capirlo. Esorto tutti a non avere paura di nulla“.
Nuove minacce sarebbero state rivolte successivamente al sindaco di Taormina, come riportato attraverso i suoi profili social: “Se De Luca non ritira l’esposto lo sputtaneremo sui social e quando verrà a Barcellona lo riempirò di botte“.
De Luca: “Farò di tutto per liberare Barcellona”
“Chiedo scusa alla città e ai tutti i barcellonesi. Il livello della classe politica non è degna di rappresentare i barcellonesi e in quanto uomo vocato alla politica devo chiedere scusa e farò di tutto affinché Barcellona si liberi da questa categoria. Sono sconcertato per quello che si è verificato“. Ha dichiarato in conferenza il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca.
Il capogruppo del partito all’Ars ha poi ricostruito altre vicende avvenute nei mesi precedenti: “Non è un fatto isolato. Già nei primi di dicembre aveva ricevuto minacce e abbiamo derubricato. Poi il 14 dicembre in un comizio. Non era un balordo a caso, ma non abbiamo detto nulla. Ieri si è alzato il livello e faccio la mia riflessione. Mettendo insieme tutti questi accadimenti c’è una regia. Queste persone sono state mandate“.
“I nostri candidati – ha aggiunto De Luca – non possono essere mirino dei cecchini. E’ un attentato alla democrazia. E’ un atto intimidatorio. Ad amareggiarmi sono stati il comunicato stampa dell’avvocato e alcuni titoli. Questo problema l’abbiamo anche a Milazzo, la gente ha paura di esporsi. Io sarò qui tutta la settimana perché questa cappa si deve spezzare. Non ci deve essere famiglia, fratello o ambiente che possa limitare qualche candidato. Poi sono arrivate le altre minacce “O ritira l’esposto o lo prendiamo a bastonate anche sul palco”. Cosa c’è in queste cose di goliardico? Spero che questo fatto diventi il momento per far accendere la speranza per liberare Barcellona da questa cappa causata da una certa politica“.
Scolaro: “Nessuno intimorisca i miei candidati”
Ad aprire la conferenza è stata la presidente di Sud chiama Nord Laura Castelli: “Sud chiama Nord è un modello amministrativo che trasforma ciò che non va. Non a tutti i pezzi politici piace e ci siamo trovati davanti ad un sistema che reagisce con i suoi metodi. Sud chiama Nord reagisce e fa specie che alcuni illustri personeggi che siedono in Parlamento si concentrano sul tentativo di mascherare la realtà e di depistaggio. Questi atteggiamenti, per un po’ di campagna elettorale a bassi livelli, rischiano di diventare supporto di questi meccanismi. Siamo dalla parte dei cittadini per bene e rinneghiamo l’illegalità. Non possiamo fare finta che quello che è accaduto non sia successo“.
Parole di grande rammarico da parte del candidato sindaco di Sud chiama Nord Melangela Scolaro: “I fatti avvengono dopo due giorni di eventi in giro per le strade, due giorni belli in cui la città ha reagito bene. Mi sono sfinita per dare un’immagine positiva di Barcellona nonostante quello che è successo e far capire quante potenzialità ha questo territorio. Quando sono tornata a casa ho appreso ciò che è accaduto e ho avuto una prima sensazione di dolore. Ancora prima che partissero le indagini per individuare i soggetti uno di è autodenunciato con il comunicato stampa dell’avvocato Imbesi, e poi l’immediata reazione di una certa parte della politica che va a derubricare il fatto a semplice goliardata. La cosa più grava è aver utilizzato una persona che ci ha messo la faccia, la candidata citata nella nota dell’avvocato, sorella di uno degli uomini in macchina. Ho chiamato la mia candidata e l’ho sentita in lacrime“.
Scolaro ha così preso il telefono e letto alcuni commenti sui social del soggetto coinvolto, i quali “smentiscono la ricostruzione illogica fatta. Quel tizio non è con noi e io non lo voglio. Chi usa quel linguaggio e quel metodo ha comunque qualcosa che non va. Non permetto a nessuno di intimorire i nostri candidati. Una vicenda di questo genere potrebbe intimorire gli altri miei candidati che ci mettono la faccia e non hanno incarichi e lo fanno per pura libertà. Mafia, bullismo e goliardata non lo so, ma una cosa è certa: hanno adocchiato un candidato“.
Ad intervenire anche l’avvocato Giuseppe Sottile, citato nel comunicato dell’avocato Imbesi, che ha smentito quanto riportato.



