La proposta di bilancio 2028-2034 della Commissione europea “va nella direzione per garantire maggiore flessibilità e maggiore semplificazione“. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, presentando in conferenza stampa i risultati della revisione intermedia della politica di coesione.
Il regolamento sui piani nazionali di partenariato regionale mantiene “un ruolo significativo per le regioni“, assicurando almeno “218 miliardi di euro” per le regioni meno sviluppate. “Dobbiamo lavorare con le regioni“, ha aggiunto. “La revisione intermedia dimostra che la politica di coesione è in grado di adattarsi alle sfide in continua evoluzione dell’Europa, e di farlo in tempi record. La riassegnazione di 34,6 miliardi di euro dei fondi di coesione rappresenta un risultato di grande rilievo – ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto – Si tratta di risorse reali, concrete e immediatamente disponibili a sostegno delle nostre priorità. Questo risultato è stato reso possibile grazie al dialogo costante con il Parlamento europeo, il Comitato delle regioni, gli Stati membri e le regioni“, ha sottolineato, esortando a “continuare a modernizzare la politica di coesione, garantendo che rimanga uno strumento forte a sostegno della competitività e della coesione territoriale dell’Europa“.
Secondo quanto emerge dalla revisione intermedia della politica di Coesione presentata da Fitto, i Paesi Ue hanno deciso di riprogrammare oltre 34,6 miliardi di euro dei fondi di coesione 2021-2027 verso cinque nuove priorità strategiche: 15,2 miliardi alla competitività, 11,9 miliardi alla difesa, 3,3 miliardi alle politiche abitative, 3,1 miliardi alla resilienza idrica e 1,2 miliardi all’energia.
Alla scadenza di fine 2025, 25 Stati membri su 27 avevano presentato richieste di modifica, per un totale di 186 programmi rivisti, di cui 137 regionali e 49 nazionali. Secondo i dati dell’esecutivo Ue, la riprogrammazione rappresenta il 12,2% delle risorse dei programmi modificati e il 9,4% della dotazione complessiva della politica di coesione, pari a 367 miliardi di euro. Nel dettaglio, sono stati riallocati 26,5 miliardi dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), 3,4 miliardi dal Fondo di coesione, 3,3 miliardi dal Fondo sociale europeo Plus (Fse+) e 1,4 miliardi dal Fondo per la transizione giusta.
L’Italia ha deciso di riprogrammare oltre 7 miliardi di euro dai fondi di coesione Ue 2021-2027 verso cinque nuove priorità strategiche. Della dotazione complessiva di oltre 42 miliardi, sono stati riprogrammati 7.078 miliardi: la quota più consistente, pari a 4.665 miliardi, va alla competitività, seguita da 1.119 miliardi destinati alle politiche abitative. Risorse anche per la gestione dell’acqua (629 milioni), la transizione energetica (396 milioni) e la difesa (248 milioni). Nel complesso, l’Italia ha rivisto 35 dei 48 programmi attivi, di cui 28 regionali e 7 nazionali.
Sei Regioni italiane (Abruzzo, Calabria, Lombardia, Molise, Sicilia e Basilicata) hanno deciso di riallocare una parte dei fondi di coesione 2021-2027 a progetti legati alla difesa. La quota più consistente tra le sei Regioni coinvolte arriva dalla Sicilia, che vi ha destinato quasi 200 milioni su poco più di un miliardo complessivamente riprogrammato tra Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo sociale europeo. Seguono Calabria (14,8 milioni), Basilicata (13,7 milioni), Abruzzo (11,2 milioni), Lombardia (7,5 milioni) e Molise (1,9 milioni).





