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L'intervista

Sud chiama Nord serra le fila per le amministrative. Lo Giudice: “Presenti in tutte le Province. Pronti a governare”

lunedì 6 Aprile 2026
Danilo Lo Giudice

Les jeux sont faits. Siamo ormai alla vigilia delle elezioni amministrative, con uno scacchiere ormai chiuso se non per l’attesa del deposito di simboli e liste. I problemi non sono mancati, le coalizioni hanno subito mutamenti rispetto al quadro nazionale e regionale ma si sa le elezioni comunali sono una partita a parte.

Ne parliamo con Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord, sindaco di Santa Teresa di Riva, protagonista di questa tornata elettorale.

Come sta andando questo inizio di campagna elettorale?

Intanto, stiamo approntando le nostre liste di Sud chiama Nord in quasi tutti i Comuni che andranno al voto. con il sistema proporzionale e quindi saremo presenti a Marsala, Enna, Agrigento Carini, Ispica, oltre ovviamente a Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo nella nostra provincia di appartenenza. È un momento di confronto importante fra quadri e dirigenti locali e le varie presenze sui territori con cui si sta cercando di fare una sintesi. Per noi le elezioni amministrative sono molto importanti nella misura in cui si vanno a scegliere quelli che sono gli organi di governo locali, e quindi anche rispetto a quello che per noi è stato sempre fondamentale ovvero la centralità delle autonomie locali. Sarà un momento importante sia da un punto di vista amministrativo, ma soprattutto dal punto di vista politico per quello che saranno i risultati. È normale che ci siano anche dei momenti di confronto che vadano sopra le righe, quello che secondo me non deve mai succedere è andare a intaccare personalismi o aspetti che riguardano il singolo candidato, la singola candidata, perché quello squalifica la politica. Bisognerebbe confrontarsi sui temi, sui problemi e su quelle che sono le soluzioni che si possono proporre“.

Sud chiama Nord si sta espandendo, a Catania per la prima volta potrà contare su una rappresentanza in Consiglio comunale e metropolitano. Come ha accolto gli ingressi di Pellegrino e Miraglia?

Sicuramente un’accoglienza positiva, già da diversi mesi c’erano delle interlocuzioni in corso. Il 2025 è stato per noi un anno di dialogo, un anno di transizione che ci ha visto confrontarci con tanti amministratori, in tutte le nuove province siciliane. Da quest’anno abbiamo iniziato con la formalizzazione delle adesioni, partendo da Catania con Pellegrino e Miraglia, ma che riguarderanno anche altre province e mi permetto di aggiungere che a Catania non abbiamo ancora finito, le sorprese continueranno ad esserci e arriveranno dopo Pasqua a dimostrazione del fatto che Sud chiama Nord continua ad essere un movimento civico territoriale attrattivo per chi vive quotidianamente il il territorio all’interno degli enti locali. Per adesso già alle elezioni regionali, dove Sud chiama Nord dovrà continuare ad essere protagonista come lo è stata nel 2022 quando con Cateno De Luca ha rappresentato la prima forza politica siciliana“.

A proposito di regionali,  si può pensare ad un’ingresso di ScN nel campo largo?

Sì, non ci sono delle preclusioni da questo punto di vista. Credo che in questo momento la Sicilia abbia bisogno di andare oltre gli steccati dei partiti tradizionali e soprattutto di quelle che sono le coalizioni tradizionali perché da questo punto di vista, senza dubbio, quello che emerge anche dall’attività parlamentare, dall’attività d’aula e che ci sia una sorta di maggioranza trasversale, chiamiamola così, o ragionalmente trasversale che in questo momento comunque non riesce a superare l’impasse in cui il governo regionale si è cacciato dalla mozione di sfiducia in poi, tant’è vero che nessun provvedimento riesce più ad essere approvato. Da questo punto di vista abbiamo già detto di voler fare un ragionamento di coalizione che non può però arrivare all’ultimo minuto, ma che deve essere un percorso in cui il tema non è quello di chi sarà l’ariete d’aria, benché il nostro leader Cateno De Luca ha tutte le carte in regola e ha sempre messo in campo la sua disponibilità a volersi candidare come presidente della Regione, però se c’è qualcuno che dimostra di avere maggiore competenza, maggiore esperienza, maggiore capacità di sintesi si faccia avanti è chiaro però che non si può pensare di ritrovarsi con una candidatura alla presidenza della Regione che possa rappresentare tutta questa sintesi basandoci solo su quelli che sono i like, piuttosto che la comunicazione. Per amministrare una Sicilia che da anni è in grossa difficoltà, ci vuole la capacità, ci vuole l’esperienza, ci vuole la competenza amministrativa, ci vuole tutto un percorso che bisogna aver fatto con grande serietà e sicuramente Cateno De Luca rappresenta una delle sintesi migliori e delle espressioni migliori per ricoprire questo ruolo. Bisognerà capire quali le altre figure in campo che possono interpretare questo ruolo“.

La Vardera ha già ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Regione. Ci potrebbe essere un riavvicinamento al netto di trovare una quadra evitando le “fughe in avanti”?

Ma intanto mi viene da dire che chi fa queste fughe in avanti non ha o non mostra di avere interesse per la Sicilia e i siciliani, ma mostra di avere interesse per avere qualche punto percentuale in più di fronte a una candidatura solitaria, perché è chiaro che una candidatura solitaria non potrà raggiungere l’obiettivo, ed è altrettanto chiaro che fare una fuga in avanti di questo tipo serve semplicemente ad acquisire ulteriore visibilità. La Sicilia oggi si trova in una situazione di grande difficoltà, ha bisogno di concretezza e credo che non servono delle fughe in avanti, ma serve avere la capacità di stare insieme e di evitare che quello che oggi è il cosiddetto campo largo diventi un camposanto, così come dal punto di vista del centrodestra bisogna comprendere che quella arroganza e quella supponenza che spesso lo hanno contraddistinto oggi vanno messe da parte per riuscire a comprendere come trovare la sintesi e la soluzione migliore. Ripeto, noi siamo disponibili al confronto e al dialogo con tutti, ma con la serietà del caso e non guardando all’obiettivo del singolo partito, del singolo movimento, ma guardando all’interesse esclusivo della Sicilia e dei siciliani e quindi ha un bene comune trasversale“.

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