Il Consiglio comunale, nella seduta dello scorso martedì, ha approvato all’unanimità dei presenti, il Regolamento per la disciplina dell’Istituzione della figura del “Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale”.
Il documento, presentato dall’assessora ai servizi sociali Serena Spoto, stabilisce le norme per la nomina, i compiti e le relazioni del Garante, organo monocratico e indipendente, con l’obiettivo di tutelare e promuovere i diritti di chi si trova in situazioni di restrizione della libertà. Il regolamento indica le modalità di interazione del Garante con gli organi del Comune e con le altre Istituzioni che si occupano dei diritti delle persone private della libertà, delineando un ruolo anche di osservazione e dialogo rispetto alla salvaguardia di diritti e comportamenti conformi alla legge, con conseguenti segnalazioni di eventuali violazioni. Il Garante potrà svolgere attività di sensibilizzazione pubblica sulla finalità rieducativa delle persone private della loro libertà, promuovendo anche l’esercizio dei diritti della partecipazione e della fruizione anche dei servizi comunali, per quanto nelle attribuzioni e competenze del Comune, tenendo conto della loro condizione di restrizione.
“Si tratta di un passo fondamentale per la tutela dei diritti umani e soprattutto dei soggetti che vivono un periodo di restrizione della propria libertà personale”, commenta l’assessora Spoto.
“L’Amministrazione punta ad assicurare effettivi diritti di cittadinanza e diritti di accesso ai servizi, condividendo obiettivi di rieducazione. Il testo è stato modificato e migliorato rispetto alla prima stesura grazie alle indicazioni delle commissioni e dei consiglieri, con integrazioni finalizzate a rafforzare l’autonomia e l’efficienza del ruolo del garante e la responsabilità del Consiglio. Il documento si allinea al protocollo d’intesa siglato nel 2023 tra Anci e Garante Nazionale, per una omogeneità tra l’altro dei metodi di lavoro del Garante negli Enti Locali. Noi introduciamo una diversa procedura di nomina, che afferisce al Consiglio comunale piuttosto che al Sindaco, con scrutinio segreto e successiva ratifica da parte del primo cittadino. La durata del mandato è stata stabilita in sei anni, anche per rendere la figura maggiormente indipendente dalla consiliatura, e sono previsti requisiti specifici che includono ad esempio inconferibilità e ineleggibilità di soggetti con incarichi politici o anche degli avvocati penalisti”.



