Taglio del nastro, annunci, legge regionale approvata. Poi la realtà, una struttura praticamente vuota.
Il Centro di Prima Accoglienza (CPA) di Custonaci, l’unico della Provincia di Trapani attivato a gennaio 2026 dall’Asp come struttura residenziale h24 “ad alta soglia” per la riabilitazione dalle dipendenze patologiche, rischia di restare un’infrastruttura fantasma.
Dei 12 posti letto disponibili, ne sono occupati soltanto 2. La causa? Grave carenza di personale sanitario e parasanitario, medici, psicologi, infermieri, Oss, terapisti della riabilitazione e assistenti sociali.
È quanto denuncia il Movimento 5 Stelle con un’interrogazione urgente presentata alla Regione Siciliana dal gruppo parlamentare, firmata dalla deputata regionale Cristina Ciminnisi insieme ai colleghi Adorno, Cambiano, Campo, De Luca, Di Paola, Gilistro, Marano, Schillaci, Sunseri e Varrica. Destinatari il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni.
La struttura, nata nell’ambito della legge anticrack, dovrebbe accogliere per un massimo di 30 giorni persone inviate dai SerD per la gestione della fase acuta e subacuta, con valutazione multidimensionale e progetto terapeutico individualizzato in rete con i servizi territoriali.
Ma i sopralluoghi effettuati dal M5S hanno rivelato che senza organico adeguato il CPA non può funzionare a pieno regime, pregiudicando l’appropriatezza degli invii e la continuità delle cure.
“Sono stata sul posto per verificare di persona. E quello che ho trovato è l’ennesima distanza tra ciò che si annuncia e ciò che realmente funziona. Per questo ho presentato un’interrogazione al Governo regionale: serve chiarezza, ma soprattutto servono soluzioni immediate per rendere pienamente operativo il centro. Perché non basta approvare una legge o inaugurare una struttura. I servizi devono funzionare. Qui parliamo di persone, non di numeri. E dietro ogni posto letto non utilizzato c’è qualcuno che resta senza aiuto. Questo, semplicemente, non è accettabile“.
L’interrogazione del M5S non si ferma alla denuncia sul CPA di Custonaci. Il documento mette in evidenza che “molte comunità terapeutiche operanti in Sicilia appaiono oggi oggettivamente inadeguate, essendo prive di laboratori e spazi idonei alla reintegrazione, nonché delle necessarie risorse umane“.
Per questo i pentastellati si chiedono se il Governo regionale sia informato delle criticità in atto: se sia a conoscenza delle carenze e quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire il pieno organico al CPA di Custonaci; quali procedure di reclutamento l’Asp di Trapani abbia programmato per colmare i vuoti di organico, in quale fase si trovino e con quali tempi; se intenda procedere a una revisione degli standard di accreditamento per le comunità terapeutiche, rendendo obbligatori laboratori attivi e istituendo un albo pubblico trasparente consultabile dai cittadini; se preveda l’introduzione di rigorosi controlli periodici sull’attuazione e sull’efficacia dei programmi terapeutici; se intenda modificare la Legge Regionale 26/2024 (art. 18, comma 6), trasformando la mera “possibilità” per i Distretti Socio-Sanitari di destinare fino al 5% delle risorse alla lotta alle tossicodipendenze in una “forbice obbligatoria di spesa”, rendendo strutturale e vincolante l’investimento.
“Il CPA di Custonaci è l’unico presidio di questo tipo in tutta la provincia di Trapani – sottolineano i firmatari – e non può diventare l’ennesimo esempio di buona intenzione rimasta sulla carta“.
L’interrogazione, datata il 10 aprile 2026, chiede risposte concrete e immediate, perché, come scrive Ciminnisi, “dietro ogni posto letto non utilizzato c’è qualcuno che resta senza aiuto. E in Sicilia, dove le dipendenze patologiche rappresentano una piaga sociale ancora aperta, questo non è più accettabile“.



