“Una riforma attesa da 36 anni non può restare ferma per una questione di soli 2 milioni e 800 mila euro. Ci sono provvedimenti che devono andare avanti ad ogni costo: il Governo Regionale metta a disposizione della Commissione Bilancio i fondi necessari a sbloccare il testo e mandarlo in Aula. Sarà poi la sovranità del Parlamento a decidere”. Con queste parole l’Onorevole Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione all’ARS, è intervenuto con determinazione durante il recente convegno dell’ANCI Sicilia, tornando a sollecitare l’iter legislativo del disegno di legge di cui è primo firmatario. L’obiettivo della proposta è una radicale ridefinizione della Polizia Locale in Sicilia, ferma a una normativa del 1990 ormai anacronistica rispetto alle sfide della società contemporanea.
Secondo l’On. Abbate, il ruolo dell’agente di P.L. è profondamente mutato e richiede un riconoscimento giuridico e professionale adeguato: “Non è più possibile pensare all’operatore limitatamente alla figura di tutore della viabilità. Negli anni si sono aggiunti compiti di Polizia Giudiziaria, funzioni ausiliarie di Pubblica Sicurezza, difesa sociale e tutela della vivibilità urbana. Per questo è inaccettabile che non vi sia una formazione obbligatoria, sia in fase di accesso sia come aggiornamento costante.”



