Esistono luoghi dove il tempo non si limita a scorrere, ma decide di fermarsi per custodire segreti capaci di cambiare il destino di un uomo. Uno di questi è la “Masseria Moschetti”, in contrada Tufo nel territorio di Aidone e limitrofo a Raddusa. Fu qui che, nel maggio del 1990, arrivò un giovane che aveva scelto di spogliarsi di ogni bene materiale. Non era ancora il missionario amato dal mondo intero; per tutti, in quei nove mesi fatti di silenzio e sudore, era semplicemente “Francesco”. Mercoledì 13 maggio, la comunità si è ritrovata per un pellegrinaggio del cuore, ripercorrendo i sentieri che il giovane Biagio batteva ogni giorno. Tra il lavoro ad accudire le pecore del pastore Rosario Leonardi – che lo accolse e amò come un figlio – e la preghiera solitaria, Biagio non era mai solo: al suo fianco c’era sempre il fedele cagnolino “Libertà”. Insieme cercavano risposte tra le rocce del monte “Ciappazzo”, un luogo aspro che sarebbe diventato il simbolo della sua rinascita interiore.
Il segno della Croce: un ritorno alle radici
Il cammino dei fedeli ha raggiunto il suo culmine proprio sulla vetta del Ciappazzo. Ai piedi di quella croce in ferro battuto, il gruppo si è stretto in un momento di profonda commozione e preghiera. Quella croce fu un desiderio ardente di Biagio dopo il suo ritorno da Assisi, trasformato in realtà dalle mani artigiane di Francesco Leonardi il figlio del pastore Rosario, che volle così onorare il legame indissolubile tra il giovane cercatore di Dio e quella terra. Un nuovo faro di spiritualità nel cuore della Sicilia La notizia che oggi scalda il cuore dell’isola è il futuro che sta per germogliare proprio laddove tutto ebbe inizio. Grazie alla lungimiranza e alla generosità della famiglia Moschetti, che donerà una parte dello storico casolare dove nascerà un “Centro di Spiritualità”. “Sarà un luogo di silenzio, accoglienza e ascolto, immerso nella natura”, spiega con emozione Don Pino Vitrano, cofondatore della Missione. “Il progetto è già in cammino: realizzeremo una chiesetta e spazi aperti a chiunque senta il bisogno di ritrovare se stesso, lontano dal rumore del mondo”.
La Provvidenza non si ferma
Questo centro non sarà solo un rifugio per lo spirito, ma un braccio teso verso le fragilità del territorio. Come sede periferica dell’Associazione Pubblica dei Fedeli dedicata a Fratel Biagio, ampiamente condiviso dal Vescovo di Piazza Armerina S.E.R mons. Gisana, la struttura servirà i comuni di Raddusa, Aidone, Valguarnera Caropepe e Gagliano Castelferrato, portando aiuti concreti in un’area della Sicilia troppo spesso lasciata ai margini. Fratel Biagio ripeteva spesso che la missione cammina sulle gambe della Provvidenza. Oggi quella Provvidenza ha il volto dei volontari e dei donatori che continuano a credere in un mondo più umano. La croce è piantata, le radici sono profonde: il viaggio di Biagio tra le montagne di Aidone-Raddusa non è mai finito, ricomincia ogni giorno nel cuore di chi accoglie il prossimo.



