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Il ddl in V Commissione

La Sicilia e il campo minato dei contributi ai Comuni, all’Ars si studia un nuovo assetto per le Pro loco 

sabato 23 Maggio 2026
Ars, Palazzo dei Normanni

La variazione di bilancio è solo un’ombra all’orizzonte, ma non si parla già d’altro se non delle future e possibili “mancette”. La controversa questione della distribuzione di risorse ai territori è stata sempre una delle più discusse e dibattute. Basti pensare alla gestione delle leggi di bilancio regionali di fine anno per rendersi conto che il sistema è certamente da rivedere e riorganizzare, evitando disparità tra i Comuni e garantendo pari attenzione e trattamento. In tal senso la disciplina e la riorganizzazione delle Pro loco potrebbe rappresentare un notevole passo in avanti.

Circa 300 dislocate per la Sicilia, le Pro loco sono associazioni locali di volontariato, senza scopo di lucro, nate per promuovere il territorio, valorizzare le risorse locali, tutelare le tradizioni e migliorare la qualità della vita delle comunità. Sul piano locale svolgono così un ruolo cruciale in ambito di promozione turistica, tutela della tradizioni, tra enogastronomia, artigianato e usanze locali, e sociale, collaborando strettamente con i Comuni. La sinergia tra Enti e Pro loco negli anni si è rafforzata sempre di più, divenendo la prima forma di organizzazione che si occupa dell’offerta turistica delle singole località e in tanti casi l’unico vero strumento di promozione turistica.

I nodi da sciogliere

Diverse Regioni hanno legiferato in materia di Pro loco, è il caso di Emilia Romagna e Veneto, con apposite leggi, o attribuendo funzioni e ruoli specifici attraverso i Testi Unici sul turismo. In Sicilia non esiste una normativa organica relativa alla promozione e al sostegno di queste associazioni, seppur riconosciute all’interno della legge regionale n. 20 del 15 settembre 2005.

Ben presto qualche novità potrebbe arriva. Al momento ancora ancorata in una fase embrionale, in V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro, presieduta da Fabrizio Ferrara, la discussione è stata già aperta. Sotto esame della Commissione c’è infatti un disegno di legge a prima firma del presidente Ferrara, del capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza e del collega di partito Pino Galluzzo. Una prima convocazione è già avvenuta verso fine marzo. Ad oggi si attendono sviluppi, anche se alcuni elementi da approfondire sono già emersi: l’erogazione di contributi alle Pro loco dalla Regione, le previsioni sui contributi e la vigilanza. Aspetti che resteranno sotto la lente d’ingrandimento qualora la strada intrapresa sarà battuta anche nelle settimane a seguire. Da tenere in considerazione dovrà anche essere la grave crisi economica in cui i Comuni versano ormai da anni, condizioni che non permettono il supporto adeguato alle attività delle associazioni.

Non si tratta di un primo tentativo di riforma. L’esigenza di ridisegnare il mondo delle Pro loco era stata colta anche dal Partito Democratico nel 2023. Il ddl, a prima firma di Fabio Venezia e sottoscritto da tutto il gruppo dem, potrebbe essere rispolverato e impiegato come metro di confronto con le iniziative da mettere in campo.

Il ddl all’esame della V Commissione

Il testo ai raggi X pone come obiettivi della associazioni Pro loco l’organizzazione di iniziative come visite, escursioni, attività di animazione locale, azioni di valorizzazione ambientale e la gestione di siti culturali e monumenti e dei relativi servizi, finalizzati alla loro fruizione turistica e la promozione del miglioramento dei servizi di accoglienza ed informazione turistica, delle infrastrutture e della ricettività alberghiera ed extralberghiera.

Tra le novità principali c’è l’istituzione dell’Albo regionale delle Pro Loco, la cui iscrizione costituirà il riconoscimento necessario per l’attribuzione dei fondi gestiti dalla Regione e dagli Enti regionali. Le associazioni iscritte potranno richiedere il nulla osta per l’istituzione dell’Ufficio di informazione e accoglienza ai turisti (I.A.T.).

Riconosciute anche le unioni di associazioni Pro loco, che per essere riconosciute dovranno risultare iscritte nel registro unico nazionale del terzo settore quali reti associative nazionali e garantire un’adeguata rappresentatività pari almeno al 30% delle Pro loco iscritte nel relativo Albo, in ciascuno degli ambiti territoriali di tutte le Province o Città Metropolitane della Regione Siciliana. Le unioni di associazioni potranno concorrere in via diretta alla promozione e alla valorizzazione turistica e territoriale della Sicilia e potranno essere destinatarie di contributi diretti, per la loro attività, oltre che per progetti di rilievo sovracomunale, provinciale e regionale. In tal senso la Regione può assegnare un contributo annuo, oltre a fornire beni mobili e immobili, anche in comodato gratuito, nonché supporto materiale e logistico anche in comodato gratuito, per lo svolgimento delle attività istituzionali e turistiche.

Le reti associative nazionali, inoltre, iscritte nel Runts, che siano anche riconosciute dalla Regione Siciliana quali unioni di associazione Pro Loco, al fine di agevolare le procedure di iscrizione delle proprie associate, potranno depositare presso l’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana lo statuto standard tipizzato.

La parte certamente più importante è quella che riguarda contributi e incentivi da parte della Regione e finalizzati a progetti specifici, manifestazioni e iniziative di carattere comunale o territoriale, redatti in sintonia con la programmazione regionale per il turismo e lo spettacolo e per la realizzazione dei fini istituzionali propri, attraverso l’utilizzo dei capitoli previsti nel bilancio regionale. Sarà compito della Regione, con proprio provvedimento, quello di disciplina i criteri e le modalità di assegnazione. La Regione, inoltre, dovrò riconosce annualmente un contributo rivalutabile a favore delle unioni di associazioni Pro Loco riconosciute e alle loro strutture regionale e provinciali, in una percentuale non superiore al 15% dello stanziamento complessivo per la gestione a supporto delle attività delle unioni di associazioni Pro Loco e la promozione dell’attività delle associazioni Pro loco aderenti.

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