“In alcuni Comuni della nostra provincia lo sport in generale e il calcio in particolare, sono praticamente fermi all’anno zero. In due di loro, Scicli e Ispica, si è innescato un circolo vizioso con la mancanza di strutture adeguate che tiene lontano investitori e appassionati. Negli ultimi mesi ho avuto modo di incontrare rappresentanti politici, società e tifosi che mi hanno presentato il desolante quadro. Per questo già a partire dalla prossima variazione di bilancio mi sono impegnato a reperire le risorse necessarie a rendere più confortevoli alcuni stadi della provincia tra cui gli storici impianti Ciccio Scapellato e Peppino Moltisanti“. A parlare è il presidente della I Commissione Affari Istituzionali all’Ars Ignazio Abbate su un argomento che sta a cuore a tantissimi appassionati ma che viene spesso tralasciato in favore di altre priorità dalle varie amministrazioni locali.
“Dobbiamo cominciare dal fondocampo – commenta il presidente della I Commissione all’Ars– poiché ormai non è più tollerabile lasciare all’abbandono fondocampo in terra battuta in queste condizioni. Per cui posso già annunciare che questi due storici stadi torneranno a risplendere del verde acceso dell’erbetta sintetica di ultima generazione, come già avvenuto, per esempio al Pietro Scollo di Modica. Diverso ancora è il caso del Comunale di Vittoria dove sono stati già spesi 200mila euro per le torri faro e dove i costi per il mantenimento del manto erboso naturale sono assolutamente inconciliabili con le categorie di appartenenza. Anche in questo caso l’erba naturale verrà sostituita dal sintetico, più resistente e sicuramente meno bisognoso di cure. A Modica, invece, andremo a intervenire sulle torri faro visto che ad oggi lo stadio risulta sprovvisto di impianto elettrico a norma. Sono convinto che intervenendo sulle migliorie agli impianti verranno attirati nuovi investitori in grado di far rinascere la passione e la storia calcistica cremisi e giallorossa in particolare. Se a Scicli siamo già intervenuti con circa mezzo milione di euro per tribune e spogliatoi, a Ispica invece l’impianto è solo un lontanissimo ricordo di quello che è stato. La Città ha il diritto di riappropriarsi della propria storia ed i tifosi di tornare sugli spalti a dare libero sfogo alla loro passione“.



