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Spesa farmaceutica, accordo tra Regione e medici di famiglia: “Stop agli automatismi sanzionatori”

venerdì 12 Giugno 2026
Assessorato alla Salute

Si chiude con un accordo il confronto aperto nelle scorse settimane sulla gestione della spesa farmaceutica territoriale in Sicilia. Dopo le criticità sollevate dai medici di medicina generale sul decreto assessoriale n. 373 del 30 marzo 2026, l’Assessorato regionale della Salute ha promosso un tavolo tecnico con le ASP e la Federazione dei medici di medicina generale (FIMMG), arrivando a una revisione dei criteri applicativi del provvedimento.

Luigi Galvano, segretario FIMMG Palermo

Il punto più delicato riguardava il rapporto tra sostenibilità della spesa e responsabilità prescrittiva. La FIMMG Palermo aveva chiesto un confronto urgente con l’Assessorato, denunciando un impianto ritenuto “gravemente sbilanciato” perché potenzialmente in grado di attribuire ai medici di famiglia anche il peso economico di terapie indicate da specialisti o da centri prescrittori.

Il nuovo decreto assessoriale, firmato dall’assessore Marcello Caruso, ridefinisce ora il meccanismo di controllo. Il superamento dei tetti di budget trimestrale non comporterà automaticamente sanzioni a carico dei medici di base. L’intervento correttivo sarà attivato esclusivamente nei casi di uso inappropriato delle prescrizioni, con l’obiettivo di tutelare la continuità assistenziale dei pazienti e la libertà clinica dei professionisti.

Il decreto

Il decreto assessoriale n. 373 del 30 marzo 2026 puntava a una riduzione significativa della spesa farmaceutica territoriale, fissando obiettivi economici precisi e prevedendo un passaggio complessivo da circa 410 milioni di euro nel 2026 a poco più di 385 milioni nel 2027, con un taglio superiore ai 25 milioni su base regionale.

Il provvedimento interveniva su alcune delle principali aree della cronicità, tra cui diabete, patologie cardiovascolari, infezioni batteriche e malattie respiratorie, costruendo un sistema di governo della spesa affidato alle Aziende sanitarie provinciali. Alle ASP veniva assegnato il compito di monitorare mensilmente l’andamento delle prescrizioni, trasmettere report individuali ai medici e attivare eventuali misure correttive nei casi di scostamento.

Proprio questo impianto aveva acceso la contestazione della medicina generale. Secondo i medici di famiglia, il decreto non distingueva in modo sufficiente tra prescrizione autonoma e prescrizione indotta, creando il rischio di valutare il singolo professionista su costi non sempre riconducibili a una sua decisione clinica.

Le criticità sollevate dai medici

Al centro della contestazione c’era la possibilità che nel computo degli scostamenti individuali venissero incluse anche prescrizioni relative a farmaci ad alto impatto clinico, comprese terapie oncologiche o assimilabili, rispetto alle quali il medico di medicina generale svolge spesso un ruolo di continuità assistenziale.

Si tratta di trattamenti definiti da specialisti e centri prescrittori autorizzati, che il medico di famiglia non può sospendere, modificare o ritardare in autonomia senza esporre il paziente a rischi clinici rilevanti. L’inclusione di queste prescrizioni nel calcolo degli scostamenti avrebbe quindi attribuito al prescrittore finale una responsabilità amministrativa non sempre corrispondente alla reale origine della decisione terapeutica.

La FIMMG Palermo, in una lettera indirizzata all’Assessorato, aveva espresso “forte preoccupazione e netta contrarietà” rispetto all’impostazione del decreto. Il sindacato aveva inoltre posto il tema della catena delle responsabilità, denunciando il rischio di un modello in cui “la specialistica induce e la medicina generale paga”.

L’intesa

“Con questo provvedimento garantiamo i trattamenti necessari, con particolare attenzione alle patologie croniche e ai pazienti più fragili, introducendo criteri selettivi che puntano sull’appropriatezza prescrittiva anziché sul semplice contenimento numerico. Ringrazio i medici di medicina generale per il prezioso contributo, siamo riusciti a trovare una soluzione equilibrata che orienta la spesa farmaceutica nella direzione indicata dai parametri nazionali ma a tutela del diritto alle cure di ogni siciliano”, ha detto l’Assessore.

“L’accordo sulla spesa farmaceutica territoriale testimonia la volontà di ascolto e l’individuazione di percorsi condivisi da parte dell’Assessorato alla Salute e dell’Assessore Caruso, volti a dare risposte ai bisogni di salute della popolazione e della Medicina Generale. Volontà che ha portato alla firma dell’AIR il 18 novembre scorso e che ci vede impegnati nella sua applicazione omogenea sul territorio regionale in attuazione a quanto previsto anche dal DM 77 ma all’interno della cornice dell’Accordo Collettivo Nazionale e Accordo Integrativo Regionale in Sicilia”, aggiunge e conclude Fimmg Sicilia.

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