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C'è tempo fino al 3 luglio

Nuova scadenza per il Comune di Palermo, dalla Regione arriva la diffida sul rendiconto 2025

venerdì 5 Giugno 2026
Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo, vista da piazza Pretoria
Foto di Pietro Minardi

Una scadenza dietro l’altra. Nuovi problemi per il Comune di Palermo sul fronte dei documenti contabili. Archiviato in extremis il commissariamento sul bilancio di previsione 2026-28, dall’assessorato regionale alle Autonomie Locali è arrivata un’altra diffida ad adempiere. Ad essere oggetto di contestazione questa volta è la mancata approvazione del rendiconto 2025. Documento contabile che mostra l’andamento della gestione amministrativa di un ente locale. L’atto doveva essere approvato entro il 31 maggio, ma ad oggi non risulta calendarizzato nemmeno all’ordine del giorno del Consiglio Comunale. Per questo motivo, dagli uffici regionali è stato imposto un termine di 30 giorni. Il countdown è partito il 3 giugno. Vale a dire che dalle parti di Sala Martorana hanno tempo fino al 3 luglio per approvare la delibera. Altrimenti, come già avvenuto per il bilancio di previsione, scatterà un nuovo commissariamento.

Mancata approvazione del rendiconto 2025, 135 comuni siciliani ancora inadempienti

Una situazione fotografata dalla lettera sottoscritta il 3 giugno dal dirigente regionale Rosario Pipia. Sono ben 135 i comuni siciliani che ad oggi non hanno approvato il rendiconto 2025.  Di questi, 24 si trovano nel territorio della Città Metropolitana di Palermo. Oltre al capoluogo siciliano infatti, fanno parte della lista i comuni di Altofonte, Caltavuturo, Casteldaccia, Castronovo di Sicilia, Cefalù, Cinisi, Contessa Entellina, Corleone, Gangi, Geraci Siculo, Giardinello, Giuliana, Godrano, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Partinico, Pollina, Roccamena, Santa Flavia, Sciara, Termini Imerese, Torretta, Ustica.

Si diffidano codesti Comuni che abbiano omesso o ritardato l’approvazione del rendiconto di gestione 2025 entro i termini di legge, o che comunque non abbiano comunicato l’avvenuta approvazione del documento, determinando così una presunzione di inadempienza, affinché provvedano, ove nel frattempo non abbiano provveduto, ad approvare il documento contabile-finanziario in questione entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della presente, trascorso il quale senza esito si procederà ad adottare gli atti conseguenziali per la nomina dei commissari ad acta i quali provvedano in via sostitutiva“.

La situazione a Palermo, segretario generale scrive al Consiglio

Una situazione confermata, ieri, anche dal segretario generale del Comune di Palermo Raimondo Liotta. In una missiva inviata a tutti gli attori istituzionali del Comune di Palermo, l’arbitro d’aula ha comunicato che “l‘assessorato regionale alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica ha inoltrato formale diffida nei confronti dei comuni che abbiano omesso o ritardato l’approvazione del rendiconto di gestione 2025. Il ritardo di cui sopra, secondo quanto esposto, è suscettibile di determinare una presunzione di inadempienza“. In sostanza, incombe la possibilità di un nuovo commissariamento. “Trascorso il termine di 30 giorni decorrenti dalla data del 3 giugno senza che sia stato approvato l’atto in argomento, l’assessorato procederà alla nomina del relativo commissario ad acta per il consequenziale esercizio dei poteri sostitutivi“.

Un Consiglio Comunale che procede a rilento

Il tempo c’è. Tuttavia, Sala Martorana ha dimostrato più di qualche difficoltà ad esitare atti. Anche di un certo punto. La delibera sull’addizionale Irpef è stata approvata in limine mortis, complice anche la necessità di attendere risposte dal Governo Nazionale. Lo stesso bilancio di previsione 2026-28 è stato varato a tre giorni dalla scadenza imposta dall’ex commissario ad acta Giuseppe Petralia. Un atto che non è ancora esecutivo, vista la necessità di implementare le variazioni di bilancio votate fino ad oggi. Inoltre, alcune delibere non hanno proprio visto la luce. Il tanto annunciato prelievo del regolamento rifiuti non è mai avvenuto. I contratti di servizio di Amat e Rap continuano ad essere avvolti dal mistero. E perfino il nuovo regolamento sul Benessere Animale è finito al centro delle polemiche in aula. Non proprio il clima migliore per affrontare l’analisi del rendiconto. Ciò anche alla luce della partita che gli attori del centrodestra si apprestano a giocare, ovvero il rinnovo dei CdA delle società Partecipate.

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