I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Taranto hanno eseguito nella notte un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 30 persone raggiunte da provvedimenti nelle province di Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Verona, Ragusa e Latina.
Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo e secondo l’ipotesi accusatoria, responsabili dei reati di associazione per delinquere aggravata finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato e continuato in concorso.
L’operazione nasce da un’indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Lecce e dalla Procura di Taranto. Al centro degli accertamenti una presunta organizzazione che avrebbe utilizzato il sistema del decreto flussi per favorire l’ingresso irregolare in Italia di centinaia di cittadini extracomunitari, soprattutto provenienti da Pakistan, Bangladesh e India. Secondo gli investigatori, il meccanismo sarebbe passato attraverso false richieste di lavoro inoltrate tramite il portale “Ali” del Ministero dell’Interno. Le pratiche sarebbero state predisposte da un Caf di Taranto con la collaborazione, sempre secondo l’accusa, di intermediari e imprenditori compiacenti.
Gli stranieri interessati avrebbero versato somme fino a 6.500 euro per ottenere nulla osta e visto d’ingresso. L’inchiesta punta ora a ricostruire ruoli e responsabilità all’interno della presunta rete.
Sallemi (FdI): “Plauso alle forze dell’ordine, inflitto un colpo durissimo a una pericolosa rete criminale”
“Esprimo il mio più vivo plauso ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto, e a tutti i Comandi Provinciali coinvolti nell’esecuzione delle 29 misure cautelari di questa mattina. L’operazione odierna, coordinata dalla DDA di Lecce e dalla Procura di Taranto, ha inflitto un colpo durissimo a una pericolosa organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Lo dichiara in una nota il senatore di Fratelli d’Italia, Salvo Sallemi.

“Quanto emerso dalle indagini delinea un quadro allarmante: un sistema criminale che aggirava deliberatamente la legge e i controlli dello Stato, trasformando i meccanismi del Decreto Flussi in un mezzo di illecito profitto. Parliamo di reti senza scrupoli che sfruttavano la vulnerabilità sociale ed economica di centinaia di cittadini extracomunitari, costretti a vendere ogni proprio avere nei paesi d’origine o a indebitarsi pur di pagare cifre astronomiche per finti visti e permessi di soggiorno. È intollerabile assistere al capovolgimento della dignità del lavoro, con lavoratori impiegati ‘a nero’ che si trovavano persino a dover pagare il proprio datore di lavoro compiacente. L’indagine dimostra che l’organizzazione era radicata e ramificata in diverse province d’Italia, e una cellula operativa di questa rete è stata colpita e smantellata anche a Ragusa”, continua.
“Questa operazione – conclude Sallemi – conferma la grandissima attenzione del Governo Meloni nel contrastare con ogni mezzo l’immigrazione clandestina, il caporalato e lo sfruttamento del lavoro. Chi pensa di aggirare le piattaforme dello Stato e di arricchirsi sulla pelle dei lavoratori deve sapere che le istituzioni e le forze dell’ordine sono in prima linea per ripristinare la legalità”




