Condividi
I dati

Stime differenti tra governo, Bankitalia e Svimez sul Defr Sicilia: l’agricoltura resta il punto debole

venerdì 17 Luglio 2026
Ars

“Nelle stime di medio termine (2026-2029), lo scenario tendenziale prefigura una crescita modesta del Pil fra lo +0,5% e lo +0,8% annuo. Lo scenario programmatico del governo stima invece un’accelerazione all’1,7-1,8%, condizionata dalla piena messa a terra di circa 13,75 miliardi di euro di risorse pubbliche di sviluppo nel quadriennio. Tale performance prevista porterebbe l’andamento della Sicilia ben al di sopra della crescita nazionale, nonostante il progressivo esaurimento degli effetti del Pnrr e la persistente vulnerabilità energetica più volte evidenziata dallo stesso governo”. E’ quanto si legge nella Nota di lettura del servizio bilancio dell’Ars al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027-2029 trasmesso dal governo Schifani all’Assemblea per l’esame in aula.

Per i tecnici parlamentari si registrano andamenti asimmetrici tra i principali comparti dell’Isola tra le previsioni del Defr e quelle di Bankitalia e Svimez. Nel servizi e terziario, che costituiscono l’80,2% del valore aggiunto regionale ed esplicano una funzione anticiclica il governo prevede una crescita dello +0,3% nel 2025, del +1% secondo lo Svimez nel 2025). La crescita è sostenuta dal turismo estero e dai trasporti marittimi, pur risentendo della contrazione dei consumi interni. Per il 2026 il governo prevede un +0,5%. Sul fronte occupazionale, il comparto si conferma il principale pilastro della regione con 1.113.000 addetti (+1,1%), trainato in particolare dall’espansione nel commercio (+4,3%).

Nelle costruzioni le stime sull’andamento del comparto (che rappresenta il 6,9% del PIL) evidenziano difformità tra gli istituti (+1,5% per Defr/Banca d’Italia; -2,6% per Svimez), riflettendo la delicata transizione dal calo dell’edilizia privata (frenata dal ridimensionamento del Superbonus, -38,1% nel biennio) all’avanzamento dei cantieri delle opere pubbliche del Pnrr. Per il 2026 le previsioni indicano una stabilizzazione con una crescita modesta (+0,8%). Sotto il profilo occupazionale, il settore mostra una sostanziale stasi (+0,1%, attestandosi a 112 mila occupati), riflettendo l’impatto dei cantieri pubblici a fronte dell’esaurimento degli incentivi privati.

In sostanziale stasi (+0,3%) l’industria, tra il forte calo della raffinazione petrolifera (-23,4% nell’export, condizionato anche dalle fermate di Priolo) e il dinamismo dell’alta tecnologia (elettronica catanese +3,5%) e della cantieristica navale. Sul piano occupazionale, l’industria nel suo complesso manifesta una contrazione dell’1,6% (scendendo a 262 mila addetti), determinata principalmente dal calo subito dall’industria in senso stretto (-3,4%).

L’agricoltura, che rappresenta il 4,5% dell’economia, resta il comparto più fragile, non avendo ancora recuperato i livelli pre-pandemici (-9% rispetto al 2019) a causa delle vulnerabilità climatiche e strutturali, con severe contrazioni nella vitivinicoltura (-24% secondo la Banca d’Italia) e un andamento che registra le maggiori divergenze di valutazione tra gli istituti di ricerca: si passa infatti dal positivo +3,7% ipotizzato dal Defr del governo regionale sul presupposto di un recupero, al calo del -0,7% stimato da Banca d’Italia, fino al pessimismo di Svimez che prevede una contrazione del -1,4%. Ciononostante, in controtendenza rispetto alla flessione del valore aggiunto e ai fattori critici di produzione, il comparto ha registrato un incremento degli occupati del +5,6% (trainato dai lavoratori dipendenti e a termine). Per il 2026, il governo stima un ritorno alla decrescita con delle previsioni pari a -2%.

Conti regionali, l’Ars certifica il risanamento in Sicilia: debito dimezzato nel 2026 e avanzo record

Dall’analisi del Defr, approvato dal governo Schifani e trasmesso all’Assemblea per l’esame in aula, il servizio bilancio dell’Ars nella nota di lettura del documento, registra “un netto risanamento dei saldi contabili pubblici”.

“Il disavanzo di parte disponibile è sceso dai 6,84 miliardi di euro del 2020 a 901 milioni nel 2023, fino a raggiungere un avanzo positivo di +2,26 miliardi nel rendiconto 2024”, segnalano gli uffici, mentre lo stock del debito pubblico regionale scende al 3,7% del Pil nel 2024. E “l’accollo statale ex L. 199/2025 per circa 3,6 miliardi di euro relativi alle anticipazioni di liquidità porta al sostanziale dimezzamento della consistenza del debito regionale a partire dal 2026”.

“In conformità a tale norma, l’operazione prevede l’accollo statale e la contestuale cancellazione definitiva di cinque posizioni debitorie pregresse – nello specifico, tre anticipazioni di liquidità concesse dal Mef e due rifinanziamenti Cdp di prestiti Sanità – per un valore complessivo di debito residuo pari a circa 3,59 miliardi di euro, sostituendo l’ordinario ammortamento con un versamento annuo a titolo di concorso alla finanza pubblica – si legge nel report dell’Ars – In virtù di questo intervento, il quadro tendenziale evidenzia una drastica contrazione delle consistenze, che passeranno da 4.025,1 milioni di euro nell’esercizio 2025 a 2.193,0 milioni di euro nel 2026. Conseguentemente, l’esecutivo programma un miglioramento costante del rapporto tra debito e Pil: l’indicatore, dopo essere sceso dal 5,6% del 2019 al 3,7% del 2024, subirà un ulteriore abbattimento strutturale nel 2026, attestandosi all’1,9%, con proiezioni programmatiche che prevedono una discesa fino all’1,5% nell’esercizio 2029″.

Per quanto riguarda la spesa in conto capitale, gli stanziamenti per investimenti superano i 6 miliardi di euro nel 2025 (+20,4% sul 2024), mostrando una forte accelerazione sia nella capacità di impegno (+141%) che nei pagamenti (+40,7%), spinti da infrastrutture, trasporti e sanità”.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Blocca assunzioni, Abbate lancia l’appello ai sindacati: “Con limiti ad Arpa e Asp a rischio la salute dei siciliani” CLICCA PER IL VIDEO

Il messaggio del presidente della I Commissione Affari Istituzionali rivolto alle organizzazioni sindacali

BarSicilia

Bar Sicilia con Fabrizio Ferrandelli: “Io candidato sindaco di Palermo? Non ho dubbi su Lagalla” CLICCA PER IL VIDEO

Fabrizio Ferrandelli racconta la sua esperienza da assessore comunale, affrontando i temi della sicurezza, del benessere animale. Questo e tanto altro.

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.

ilSicilia.it