A quarant’anni dall’omicidio di Claudio Domino, Palermo si prepara a ricordare il bambino di 11 anni ucciso dalla mafia il 7 ottobre del 1986.
Dal 6 al 9 ottobre si svolgerà un programma di iniziative tra Capaci e Palermo con il patrocinio del Comune del capoluogo siciliano e la partecipazione di istituzioni, scuole, associazioni, artisti e realtà impegnate quotidianamente nella promozione della memoria e della cultura della legalità.
“L’obiettivo della commemorazione non è soltanto ricordare una vittima, ma raccontare Claudio alle nuove generazioni, restituendo alla sua storia un volto, una voce e una dimensione umana e coinvolgendo soprattutto bambini e ragazzi”, dicono gli organizzatori. Il percorso prenderà il via il 6 ottobre alle 10, al parco regionale della Memoria di Capaci, con la piantumazione di un ulivo in memoria di Claudio Domino, a cura dell’associazione Quarto Savona Quindici, con la partecipazione della famiglia Domino, delle istituzioni e della comunità cittadina e scolastica. Il giorno seguente, anniversario dell’assassinio di Claudio, alle 9 in via Claudio Domino, si terrà la commemorazione del 40mo anniversario con la partecipazione delle scuole.
Saranno presenti, tra gli altri, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo, la presidente della commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, Graziella Accetta e Antonio Domino genitori di Claudio.
“Come cugina di Claudio – dice Delia Accetta – sento il bisogno di custodire il ricordo di quel bambino con il quale ho condiviso una parte della mia infanzia, fatta di giochi, risate e piccoli momenti che oggi custodisco con particolare affetto. Non ho avuto la possibilità di salutarlo prima che la sua vita venisse spezzata. L’ultima volta che ci siamo visti era in ospedale: io ero stata operata di appendicite e lui era venuto a trovarmi. Ricordo ancora che si era mangiato tutti i miei cioccolatini. È un ricordo semplice, quasi tenero, ma è uno dei ricordi che conservo di lui e che oggi sento ancora più preziosi. Da allora sono trascorsi quarant’anni, ma Claudio aveva soltanto undici anni e la sua storia non può essere consegnata al passato”.



