Finita la pausa estiva dai lavori parlamentari, sarà necessario un momento di riflessione per la politica siciliana. Analizzare le emergenze e le relative soluzioni, partire dalle riforme rimaste al palo a Sala d’Ercole, saranno le principali priorità in questa legislatura. Regionali 2027, alleanze, centrodestra: sono i primi focus affrontati con il presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars Ignazio Abbate, in quota Dc.
Presidente, tra i temi più caldi nella sua Commissione c’è quello relativo alla riforma della dirigenza. Nonostante gli auspici, adesso il disegno di legge è bloccato in Commissione Bilancio. Crede che entro l’anno potranno esserci novità?
“Lavoriamo da diversi mesi alla riforma della dirigenza e la Commissione che presiedo ha già fatto la propria parte, dando il via libera al provvedimento. Adesso il disegno di legge si trova in Commissione Bilancio e l’auspicio è che si possa superare al più presto questa fase di impasse e arrivare all’approvazione definitiva. Parliamo di una riforma importante per il futuro della macchina amministrativa regionale: significa favorire quel ricambio generazionale di cui abbiamo bisogno, sbloccare le procedure concorsuali e consentire l’ingresso di nuovi e giovani professionisti. Allo stesso tempo, dobbiamo offrire concrete opportunità di crescita ai funzionari interni, le cui prospettive di progressione sono ferme da troppo tempo. C’è poi il tema della progressiva carenza di personale. Dobbiamo intervenire oggi per evitare di trovarci domani con settori dell’amministrazione regionale in grave difficoltà. Sono fiducioso che, con la volontà politica di tutti, si possa arrivare a una soluzione entro l’anno”.
Le Regionali del 2027 sono ormai all’orizzonte. La Democrazia Cristiana è tra i partiti più corteggiati e già da mesi si parla di un possibile asse con la Lega. Nelle scorse settimane il capogruppo Carmelo Pace è stato avvistato a Palermo con il segretario regionale della Lega Nino Germanà. Ci sono trattative in corso?
Il tema alleanze è aperto e in questo contesto si inserisce anche il futuro della DC. Molti, ormai ex colleghi di partito, non hanno perso tempo e hanno già ufficializzato la loro adesione al progetto del leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca. Qual è la sua posizione in merito?
“Ognuno è libero di compiere le proprie scelte politiche. Personalmente non avverto alcuna necessità di affrettare decisioni o di cercare una nuova collocazione per il timore di rimanere escluso da futuri scenari politici. Io ho un impegno con il mio gruppo, con i nostri amministratori e, soprattutto, con gli elettori che ci hanno dato fiducia. La Democrazia Cristiana presenterà autonomamente la propria lista, con il proprio simbolo, e continuerà a lavorare per rafforzare il suo progetto politico e il suo radicamento nei territori. Ad oggi non vedo motivazioni politiche valide che possano indurmi ad allontanarmi da questo percorso. Le scelte si fanno sulla base dei progetti e dei contenuti, non della convenienza del momento”.
Dopo mesi turbolenti sembra sia tornato il sereno tra il gruppo parlamentare della DC e il presidente Schifani. È così? Qualora si prospettasse un bis, lo sosterreste?
“Anche nei momenti politicamente più complessi non abbiamo mai fatto mancare la nostra fiducia e il nostro sostegno al presidente Schifani e al governo regionale. Quando abbiamo ritenuto necessario evidenziare delle criticità, lo abbiamo fatto con chiarezza e lealtà, senza mai venir meno alle nostre responsabilità nei confronti della maggioranza. Certo, siamo democratici cristiani e siamo abituati, anche evangelicamente, a porgere l’altra guancia. Ma, consentitemi la battuta, a forza di porgerla prima o poi la guancia rischia anche di consumarsi. La lealtà che abbiamo sempre dimostrato deve essere reciproca ed è giusto che il peso politico e il contributo della DC vengano riconosciuti e rispettati all’interno della coalizione”.
“Quanto al futuro, se alla scadenza della legislatura ci saranno le condizioni politiche per una ricandidatura del presidente Schifani, saremo disponibili a sostenerlo ancora. Ma da qui al 2027 c’è un percorso da compiere insieme, nel rispetto degli impegni assunti e della dignità politica di ciascuna forza della maggioranza”.
Dal piano regionale a quello territoriale. Lei è reduce da un importante risultato a Ispica, dove ha trionfato il suo progetto di natura civica. Quali sono i suoi progetti nella provincia di Ragusa?
“Ispica ha dimostrato una cosa molto semplice: quando ci sono una squadra credibile, un progetto serio e soprattutto un rapporto autentico con il territorio, i cittadini lo riconoscono. È un risultato importante non soltanto dal punto di vista elettorale, ma soprattutto per il metodo politico che abbiamo costruito. Intorno a me c’è una squadra di amministratori capaci e preparati, profondamente radicati nelle rispettive comunità. Sono loro, attraverso il confronto quotidiano con cittadini, associazioni e categorie produttive, a portare istanze, idee e proposte. Il nostro progetto per la provincia di Ragusa nasce proprio da questo ascolto. Le priorità sono chiare: sostenere le imprese e il comparto agricolo, che rappresenta uno dei pilastri della nostra economia; intervenire sulle infrastrutture e sulla viabilità; tutelare e valorizzare l’ambiente; rafforzare il terzo settore e puntare sul turismo, valorizzando pienamente le straordinarie potenzialità della provincia. Il risultato di Ispica, quindi, non è un punto di arrivo, ma la conferma che un modello politico fondato sui territori, sulle competenze e sull’ascolto può funzionare“.





