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La semifinale di ritorno

Addio playoff, sfuma il miracolo al Barbera: il Palermo non va oltre il 2-0

mercoledì 20 Maggio 2026

Anima, cuore e grinta non sono sufficienti. In una semifinale compromessa dal risultato della gara di andata il Palermo ha solo una possibilità: vincere con almeno tre gol di scarto. Una sfida difficile, anzi, al dir poco impossibile. La squadra di Pippo Inzaghi manca così l’impresa, arrestando definitamente la corsa verso la serie A. La finale dei playoff di serie B sarà Monza-Catanzaro. Non basta ai rosa la vittoria per 2-0 contro la compagine di Alberto Aquilani. A far sognare fino all’ultimo respiro i 33.286 tifosi presenti Pohjanpalo e Rui Modesto.

Il tecnico piacentino stravolge tutto, schierando un undici a trazione offensiva. Joronen in porta e linea difensiva a quattro con Peda e Ceccaroni centrali e Pierozzi e Augello lungo le fasce. Ranocchia e Segre, ancora con la fascia da capitano per l’assenza di Bani, a centrocampo. Tridente d’attacco inedito con Le Douaron e Johnsen sugli esterni e Palumbo alle spalle di Pohjanpalo. Un 4-2-3-1 all’occorrenza 4-3-3 in fase di non possesso, con un ruolo cruciale giocato dall’ex Modena, pronto ad abbassare il baricentro nei momenti di maggiore difficoltà.

Il fischio d’inizio è stato preceduto da un momento toccante ed emozionante in ricordo di Alessia La Rosa, la piccola tifosa di otto anni scomparsa appena una settimana fa dopo una lunga battaglia contro un male incurabile. La curva nord e la gradinate si sono unite in una coreografia, esponendo delle gigantografie che ritraevano la bambina e la scritta “Alessia vola”. Di sottofondo l’applauso di tutto lo stadio.

I siciliani alzano subito il ritmo, sfoggiando un atteggiamento aggressivo, sfrontato e determinato. Il gol che riaccende la speranze arriva subito, già al terzo minuto. Palumbo si incarica di battere la punizione egregiamente guadagnata, il fendente attraversa tutta l’area di rigore fino al testa di Pohjanpalo, che si riscopre bomber anche ai playoff, portando i compagni in vantaggio: 1-0. 

La risposta del Catanzaro non tarda ad arrivare, appena tre minuti dopo, con la conclusione al veleno di Iemmello. Il Palermo non si lascia intimorire e ancora una volta dai piedi dell’ex Modena nasce l’ennesimo brivido. Da sinistra a destra, la sfera sfila davanti agli occhi di Pigliacelli, ma Le Douaron, in scivolata, è in ritardo. Nel momento di miglior forma, però, arriva un fulmine a ciel sereno. Brusco stop muscolare per Peda, colonna portante della retroguardia, costretto ad uscire per l’ingresso di Magnani. Il piccolo momento di confusione coincide così con il pressing asfissiante in area del Catazaro. I padroni di casa, fortunati anche nei rimpalli, faticano ad alzare la testa e ad uscire dalla propria metà campo, costretti a dover chiamare in causa in più occasioni anche Joronen.

Gli uomini di Inzaghi tornano pericolosi dal ventiseiesimo sotto il segno di Pohjanpalo, che prima manca con la punta del piede la parabola di Ranocchia, poi, a ridosso del quarantesimo, non intercetta di testa il suggerimento di Le Douaron e, pochi minuti dopo, quello di Augello. Momenti al cardiopalma, che nonostante i sei minuti di recupero non bastano per tentare l’azzardo e aggiungere un altro tassello.

Al rientro degli spogliatoi mister Inzaghi tenta subito una nuova carta: fuori Le Douaron, dentro Vasic. I rosanero accarezzano il raddoppio al quarantottesimo con la sforbiciata di Palumbo, tanto forte da far tremare il palo. Pochi minuti dopo Segre è costretto ad uscire, al suo posto Rui Modesto. Per i successivi dieci minuti i siciliani si rivelano fin troppo spreconi, con Pigliacelli che si supera prima sulla gran botta di Ranocchia dal limite dell’area, poi a tu per tu con Johnsen, impedendo con i piedi la gioia del gol al norvegese. Non solo onda rosa. Per un attimo il cuore del Barbera si ferma: il tiro a giro dal limite di Di Francesco appare quasi come una beffa, ma Joronen alza e il muro e non si lascia scavalcare, spedendo in angolo con la punta delle dita.

La porta appare stregata e i tentativi dei palermitani di mettere a segno il secondo centro sono innumerevoli. Al sessantottesimo minuti la chance più ghiotta: bella, elegante e di alto tasso tecnico l’azione imbastita sulla corsia di destra da Vasic e Rui Modesto, ma in area Palumbo, isolato dalla maglie calabresi, spreca tutto con una lodevole acrobazia, ma fuori controllo. I rosa si espongono e lasciano spazi. Proprio da questi buchi ripartono i giallorossi, riuscendo a trovare l’imbucata giusta con Favasuli, ma è l’ottima chiusura di Magnani ad evitare il peggio.

Ad un quarto d’ora dalla fine il tecnico piacentino sfrutta le ultime due sostituzioni a disposizione: fuori Johnsen e Ceccaroni, dentro Gyasi e Corona. Il finale è da brividi. Le speranze rischiano di spegnersi già all’ottantaquattresimo: Palumbo scivola nel cerchio di metà campo, Di Francesco ruba palla e scappa, innescando Pittarello, ma il numero 8 giallorosso si lascia incantare dall’estremo difensore finlandese. Il Barbera si infiamma però a ridosso del novantesimo. Il lancio lungo di Ranocchia è arpionato da Rui Modesto, la sfera supera un attonito Pigliacelli ed è 2-0. Nei minuti di recupero il clima è incandescente e fioccano i cartellini rossi, con l’espulsione prima di Pierozzi e di Palumbo poco prima del triplice fischio finale. Al Barbera termina 2-0 tra i fischi al direttore di gara e le contestazioni in campo, con scontri fisici accesi tra giocatori e staff tecnico di entrambe le compagini.

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