In un campionato ancora aperto e avvincente, sia in ambito promozione sia per quanto concerne la retrocessione, al Renzo Barbera va in scena il “festival della leggerezza”. Senza più nulla da chiedere e offrire alla classifica Palermo e Catanzaro, sicuri rispettivamente del quarto e quinto posto, si concedono qualche giornata per smaltire le fatiche di un intero anno, in attesa della battaglia ai playoff. Termina così 3-2 il trentasettesimo turno di serie B tra siciliani e calabresi, con i rosa che vincono in rimonta una sfida ricca di colpi di scena. Pochi stimoli, ma non sono mancate le emozioni in campo e per i 28.616 spettatori presenti oggi tra gli spalti, con tante occasioni, anche sprecate per entrambe le formazioni. A segno per i padroni di casa Johnsen, al primo gol in maglia rosanero, e Pohjanpalo, giunto a quota 24 in classifica marcatori. A questi si aggiunge anche l’autogol di Nuamah. Chiude il cerchio la doppietta di Pittarello.
In attesa dei playoff il tecnico piacentino sperimenta e concede una giornata di riposo agli uomini di fiducia. Rientrato in piena forma, confermato tra i pali di Joronen. Tanti cambiamenti in difesa, dove si rivede dal primo minuto Magnani al fianco di capitan Bani, già a riposo contro la Reggiana, e Veroli, titolare al posto di Ceccaroni. Carte sparigliate anche lungo le fasce, dove a destra ritorna Pierozzi, mentre a sinistra fa il suo esordio Rui Modesto, che prende il testimone di Augello. Se Pohjanpalo è inamovibile, cambiano volto i compagni alle spalle: turno di stop per Palumbo e Le Douaron, dentro Johnsen e Gyasi.
Ritmi blandi e scarso agonismo. Palermo-Catanzaro (ipoteticamente, qualora dovesse superare il primo turno dei playoff) di oggi non è un assaggio della semifinale. In mancanza di una ghiotta posta in palio, entrambe le compagini si sfidano a viso aperto, ma senza prestare eccessiva attenzione. E gli strafalcioni in difesa fioccano. I più bravi ad approfittarsene sono i calabresi.
Anche l’avvio non è dei migliori. I grandi stravolgimenti incidono e l’undici rosanero appare poco fluido nel possesso palla e confuso nell’occupazione degli spazi, riuscendo a prendere le misure sono con lo scorrere del tempo. Al secondo minuto è Pohjanpalo ad aprire le danze. Il finlandese, però, non riesce a leggere correttamente l’ottimo filtrante di Giovane, gettando all’aria la prima chance del match. E’ subito botta e risposta. Appena un minuto più avanti, la leggerezza di Magnani si rivela fatale e il retropassaggio killer verso Joronen si trasforma in assist per Pittarello, che a pochi metri dalla porta non si lascia incantare: 0-1.
I padroni di casa passano subito al contrattacco. Al decimo minuto Antonini liscia la parabola di Veroli in area, lasciando campo libero all’iniziativa di Gyasi. I riflessi dell’ex Pigliacelli, però, negano la gioia del gol al numero 11. Al quarto d’ora, da un’eccellente parata di Joronen su conclusione di Oudin prende il via la ripartenza dei siciliani. Ranocchia si immola, innescando la corsa di Johnsen che con il piattone destro mette nel mirino il secondo palo, il portiere giallorosso: 1-1.
L’ultima mezz’ora della formazione di Inzaghi è da dimenticare. Il pari non serve per risvegliare le ambizioni e con lo scorrere del tempo nel cronometro i rosanero si trasformano, divenendo evanescenti e meno intraprendenti. Un atteggiamento punito al trentaduesimo. Rui Modesto perde palla a centrocampo, Di Francesco non perdona e dalla corsia mancina disegna una superba parabola per l’inserimento di Pittarello, bravo sbarcarsi da un distratto Veroli. Ma a fare la vera frittata, inaspettatamente, è l’estremo difensore finlandese, incapace di bloccare la sfera, lascandosela sfilare alle spalle: 1-2. Sul finale la squadra di Aquilani tenta di acciuffare persino il bis, ma Favasuli è sfortunato ed è costretto ad accontentarsi solo di un palo.
I pochi minuti sulle gambe pesano per Gyasi e Magnani, tra i peggiori in campo. Per l’ex Empoli la lenta ripresa dall’infortunio appare interminabile, dimostrandosi ancora lento e affaticato, spesso in ritardo sulle seconde palle. Il difensore, tornato a gennaio dalla breve esperienza a Reggio Emilia, è tra i più deludenti e non a caso le occasioni più pungenti degli ospiti hanno origini lungo il suo versante. Positiva, ma non abbastanza la risposta Johnsen alla fiducia ripostagli da mister Inzaghi. Il norvegese pesca la prima rete in maglia rosanero, ma pecca ancora di eccessiva faziosità. Dei passi avanti sono stati compiuti, ma ad oggi serve meno fumo e più concretezza. Promossa invece la prestazione di Giovane. Sostituire un pilastro a centrocampo come Segre non è mai facile, ma il numero 17 conferma le buone impressioni lasciate nei pochi spezzoni giocati nonostante il feeling con Ranocchia sia ancora da affinare.
Al rientro dagli spogliatoi, il tecnico piacentino sfodera la prima sostituzione: fuori Pierozzi, dentro Augello. Cambio corsia dunque per Rui Modesto, nuovamente a destra, zona del campo dove nelle ultime uscite ha brillato. La fascia si illumina e il Palermo riparte dall’uomo con maggior esperienza all’interno della rosa e al cinquantacinquesimo i rosa ristabiliscono l’equilibrio. Defilato sull’esterno è Johnsen a tentare il colpo da biliardo sul secondo palo. L’ex Di Francesco salva sulla linea, ma il pallone termina tra i piedi di Nuamah prima di tornare indietro e bucare a rete di Pigliacelli: 2-2.
Gli animi si accendono e i calabresi si riaffacciano dalle parti di Joronen. Altro buco della retroguardia rosanero, che si lascia imbeccare ancora una volta da Pittarello. Joronen interviene col braccio sul tiro, deviando nella direzione di Pontisso, chiuso provvidenzialmente da Bani. A ridosso del sessantesimo succede l’incredibile con una doppia chance per i siciliani. Prima Giovane, poi Pohjanpalo, ma, a pochi centimetri dalla linea, lo specchio della porta resta stregato, lasciando immutato il tabellino.
Doppio cambio al sessantatreesimo: fuori Bani e Gyasi, dentro Bereszynski e Vasic. Appena cinque minuti più tardi mister Inzaghi è costretto ad effettuare anche la quarta sostituzione a causa dell’infortunio di Magnani. Al suo posto Peda. I siciliani crescono nell’ultima mezz’ora, più maturi e consapevoli dei propri mezzi, prendendo in mano le redini del gioco e approfittando anche della stanchezza del Catanzaro, meno aggressivo rispetto alla prima frazione. All’ottantacinquesimo arriva il sorpasso. Dopo un’attenta e discutibile revisione al var, il direttore di gara assegna il calcio di rigore per un fallo di mano del neo subentrato Rispoli, in volo e in contrasto con Peda. Dal dischetto Pohjanpalo non sbaglia: 3-2. Sul finale spazio anche per Gomes, al posto di Giovane. Al termine dei sei minuti di recupero il Palermo chiude così in bellezza la regular season al Barbera, in attesa dell’ultima giornata di campionato in trasferta a Venezia.



