“L’acqua non è un privilegio. È un diritto fondamentale. E quando un intero quartiere viene lasciato senz’acqua per due mesi, la politica ha il dovere di agire, non di voltarsi dall’altra parte.
La nota inviata dai legali del Comitato di Quartiere Maddalusa rappresenta un passaggio importante in una vicenda che non può più essere affrontata con rinvii e giustificazioni.” Queste le parole del consigliere comunale di forza Italia di Agrigento Simone Gramaglia.
“Come Consigliere comunale, rinnovo la mia piena fiducia nella Procura della Repubblica di Agrigento, che saprà valutare ogni aspetto della vicenda nell’ambito delle proprie competenze e assumere le determinazioni che riterrà opportune.
Ma mentre la magistratura svolge il proprio lavoro, la politica e l’amministrazione comunale hanno il dovere di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.
Dalla lettera dei legali emerge un richiamo preciso alle norme che disciplinano i poteri del Sindaco quale autorità sanitaria locale. Si tratta di valutazioni giuridiche che saranno esaminate nelle sedi competenti, ma sul piano amministrativo esiste un dato incontestabile: centinaia di cittadini continuano a vivere senza un servizio essenziale.
“Per questo- continua – rivolgo un appello pubblico al Sindaco Michele Sodano affinché adotti immediatamente un’ordinanza contingibile e urgente che garantisca il rifornimento idrico a tutti i residenti di Contrada Maddalusa.
Non soltanto alle persone con disabilità o ai soggetti fragili.
A tutti.
Perché il diritto all’acqua appartiene a ogni cittadino. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Non esistono famiglie che meritano di bere, lavarsi e vivere dignitosamente e altre che possono continuare ad aspettare.
L’acqua è un diritto costituzionalmente tutelato, non una concessione discrezionale.
Ma c’è un altro silenzio che oggi pesa quanto quello delle istituzioni locali.
Dove sono i deputati regionali? Dove sono i parlamentari nazionali?
Di destra, di sinistra e di centro.
Da settimane nessuno ha sentito il dovere di prendere posizione con forza su una vicenda che riguarda un diritto primario. Nessuno ha ritenuto di spendere una parola, di presentare un’interrogazione, di chiedere un intervento concreto, di schierarsi pubblicamente accanto ai cittadini di Maddalusa.
Eppure, durante ogni campagna elettorale, quelle famiglie sono state considerate importanti. Hanno ricevuto visite, promesse, strette di mano e richieste di consenso.
Oggi, invece, regna un silenzio assordante.
È proprio nei momenti più difficili che si misura la credibilità della politica. Non quando si chiedono voti, ma quando bisogna difendere i diritti dei cittadini.
Chi rappresenta questo territorio all’Assemblea Regionale Siciliana e al Parlamento nazionale non può continuare a restare spettatore. Ha il dovere morale e istituzionale di farsi carico di questa emergenza e di affiancare la comunità nella richiesta di un diritto tanto semplice quanto imprescindibile: avere l’acqua nelle proprie case.
Io continuerò a stare dalla parte dei cittadini.
Continuerò a chiedere che il Comune utilizzi tutti gli strumenti previsti dalla legge per affrontare questa emergenza.
Perché davanti alla dignità delle persone non possono esserci ritardi, calcoli politici o silenzi”, conclude.




