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Aids e malattie sessualmente trasmissibili, l’esperto: “Tema importante ma sottovalutato”

mercoledì 1 Dicembre 2021
Ginecologa Laura Giambanco, Direttore Unità Operativa Complessa Ostetricia e Ginecologia ospedale s. Antonio Abate Trapani

Oggi, giorno 1 dicembre, è la giornata mondiale contro l’AIDS, indetta nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e approvata ogni anno dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Si tratta di una giornata dedicata alla sensibilizzazione e coscienza dell’epidemia di AIDS dovuta alla diffusione del virus da HIV. A parlarne a Sanità in Sicilia è la ginecologa Laura Giambanco, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale S. Antonio Abate di Trapani.

Lo scopo di questa giornata è quello di ricordare intanto che l’AIDS, sebbene se ne parli da decenni, è sempre presente e poi sensibilizzare alla prevenzione, che non significa demonizzare la malattia o i portatori dell’AIDS, ma ricordare che è possibile prevenire l’infezione con dei banalissimi accorgimenti come il preservativo ad ogni rapporto, dall’inizio alla fine, quando si tratta di partner occasionale e che quindi può costituire un fattore di rischio. Dunque il nodo cruciale di queste giornate è la corretta informazione e la prevenzioneafferma la ginecologa, la quale ricorda che: “la possibilità di contrarre l’HIV nell’85% dei casi si verifica attraverso i rapporti sessuali ma non solo, anche col contatto con sangue infetto che si può verificare durante l’esecuzione di un tatuaggio ed è importante ricordarlo ai giovani.”

Questa giornata – prosegue – è importante anche perché spieghiamo, soprattutto ai giovani, quali comportamenti posso essere nefasti. Ritornando al preservativo, i dati dimostrano che negli ultimi anni la vendita dei preservativi è crollata del 17%, e che circa il 48% degli italiani non l’ha mai usato. Sono dati sconvolgenti, specialmente se ricordiamo che non esiste soltanto l’AIDS come malattia sessualmente trasmissibile, ma anche il papilloma virus, i condilomi, il trichomonas, la clamidia e l’epatite B o C, in quanto anche queste si possono trasmettere per via sessuale. Quindi pensare che ci sia una tale noncuranza nei confronti della propria salute e di quella dei propri partner è veramente drammatico in un’epoca come questa, in cui tutto è portata di mano grazie a internet, ai social e anche grazie alle nostre giornate di diffusione.”

L’esperto ricorda poi che non esiste solo l’AIDS ma anche altre malattie sessualmente trasmissibili, altrettanto gravi, ma purtroppo spesso sconosciute, specialmente tra i giovani: “Ultimamente si parla spesso di epidemia e l’infezione da HPV può essere considerata tale. I dati a livello mondiale ci dicono che più dell’80% delle donne in tutto il mondo, almeno una volta nella vita, è entrata in contatto con un virus appartenente alla famiglia dei papilloma virus. Dati molto importanti questi, che ci permettono di capire come la diffusione sia ormai elevatissima e non è più caratteristica soltanto dei “sex workers”, come le prostitute o dei tossicodipendenti, ma sono ormai estremamente diffuse.”

“È importante far presente ai giovani che la prevenzione da HPV non si fa soltanto utilizzando dei metodi meccanici quali il preservativo per i rapporti sessuali, ma il vaccino contro l’HPV, che esiste da anni in Italia: una pratica che dovrebbe essere consolidata ma in realtà non lo è.” Quanto alla vaccinazione contro il papilloma virus ci spiega che “è gratuita in Italia dai 12 anni, sia per le ragazze che per i ragazzi, con un’adesione non confortante e che quindi non permette di raggiungere l’immunità di gregge, di cui si parla tanto ai tempi del coronavirus, perché non ci si vaccina o non si completano i cicli vaccinali e questo purtroppo avviene per una cattiva informazione, sia nei confronti dei ragazzi che dei genitori.”

Altre infezioni sessualmente trasmissibili come la clamidia, il trichomonas, la candida, che all’inizio sembrano banali, possono portare ad importanti conseguenze sulla salute riproduttiva, cioè alla sterilità“, aggiunge. “Quindi il tema delle malattie sessualmente trasmissibili è molto vasto e importante ma spesso sottovalutato dalla popolazione. Bisogna dunque diffondere quanto più possibile l’informazione e l’attenzione anche su queste problematiche.”

Parlando invece dei campanellini d’allarme l’esperta afferma che “non è sempre facile riconoscere queste malattie cui i sintomi possono essere diversi. Ad esempio nel caso dell’infezione da papilloma virus, quando si trova sul collo dell’utero, non dà alcun sintomo, nonostante sia quella più temibile, perché si è visto che ormai il cancro al collo dell’utero deriva più del 90% dei casi da un‘infezione trascurata e non riconosciuta. L’unico modo per scovarla è effettuare il pap-test (o test striscio cervico-vaginale) che serve proprio per prevenire il tumore al collo dell’utero. Quando invece il papilloma virus si localizza sui genitali esterni, si possono evidenziare delle escrescenze, come le classiche verruche che si trovano sulle mani, che si possono trovare anche sui genitali, sia maschili che femminili. Ricordiamo che non è una malattia esclusivamente femminile, infatti sebbene noi donne siamo maggiormente colpite, si può verificare anche negli uomini, dove ad esempio il cancro del pene molte volte è il risultato di un infezione da papilloma virus a lungo trascurata.”

Altri sintomi sono: banalissimi bruciori, come nel caso delle infezioni da clamidia, ma anche perdite, disturbi durante i rapporti, bruciore durante la minzione. Quindi il messaggio è: quando si ha un disturbo, seppur banale, occorre andare dal ginecologo (nel caso delle donne) per trovare precocemente l’infezione, curarla ed evitare le conseguenze sulla salute.”

“Fattori quali l’età del primo rapporto, che è intorno ai 14-16 anni in media, l’aumento dei divorzi e tanti altri, hanno fatto sì che vi sia una maggiore promiscuità sessuale a qualsiasi età, tuttavia – precisa – la fascia di età tra i 16 e i 25 anni è quella più nettamente a rischio di contrarre un’infezione sessualmente trasmissibile; dunque il nostro target sono i giovani, nelle scuole e nelle università. A tal proposito è importantissima l’educazione sessuale che dovrebbe essere fatta senza alcun tabù nelle scuole, forse a partire anche dalla terza media, proprio per evitare che i nostri ragazzi incorrano in comportamenti poco sicuri per sé stessi e per i loro partner.” A tal proposito raccomanda l‘utilizzo del profilattico “dall’inizio alla fine del rapporto e non soltanto poco prima della fine per evitare il rischio di una gravidanza. Vi è infatti molta confusione tra l’avere un rapporto protetto nei confronti di una gravidanza e nei confronti di un’infezione sessualmente trasmissibile. Dunque SI al preservativo, ma se viene utilizzato soltanto a metà del rapporto non ci protegge dalle infezioni ed è fondamentale che i ragazzi sappiano che esista la possibilità e il dovere di proteggersi da queste, oltre che da gravidanze indesiderate.”

Rivolgendosi agli adulti: “Dovrebbero ricordare che anche loro sono stati ragazzi e che è normalissimo avere un’attività sessuale, ricordare quando anche loro magari avrebbero voluto parlare con i propri genitori con serenità, senza tabù inutili. Da parte dei più grandi si dovrebbe quindi lanciare un messaggio di presenza reale, non giudicante, ma informante, per aiutare i giovani e supportarli ma senza giudicarli.”

Infine la ginecologa accenna alla ricerca scientifica. “Gli studi sulle infezioni sessualmente trasmissibili sono sempre in corso. Quando si è iniziato a parlare, anni or sono, di HIV e AIDS, chi soffriva di questa malattia non aveva neanche una prospettiva di vita. Adesso invece se ci si positivizza al virus dell’immunodeficienza acquisita si vive normalmente, con delle terapie specifiche. Pertanto la ricerca ha fatto enormi passi avanti, così come per il papilloma virus, dove se prima il vaccino copriva soltanto su pochissimi ceppi virali adesso ne copre ben nove. Data quindi l’enorme diffusione di queste malattie la ricerca è sempre volta a migliorare e cercare di trovare terapie o vaccini sempre più completi e validi” conclude.

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