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Le prime sfide

Amministrative 2026, la lunga rincorsa parte dal ddl Enti locali: occhi puntati sul terzo mandato 

sabato 3 Gennaio 2026
palazzo dei normanni

Prendere il via il conto alla rovescia per le elezioni amministrative in primavera. Quasi 700mila siciliani saranno chiamati alle urne, per un totale di 61 Comuni che rinnoveranno i propri Consigli comunali e i sindaci. Un test da non sottovalutare e che farà da ponte ai prossimi appuntamenti elettorali del 2027, che vedranno grande protagonista la città di Palermo e soprattutto le regionali con il nuovo o confermato coinquilino di Palazzo d’Orléans.

Seppur siano solo due i capoluoghi di provincia sotto i riflettori, Enna e Agrigento, le comunali avranno un ruolo chiave per comprendere come sia mutata la geografia della politica siciliana e come si presenterà l’anno successivo. Un antipasto da non sottovalutare. E tra le mura di Palazzo dei Normanni è evidente. Non a caso, già da tempo e anche nel corso dell’ultimo vertice di maggioranza, il presidente della Regione Renato Schifani ha stilato i primi punti all’ordine del giorno dell’agenda di governo. In cima il ddl Enti locali, nell’ambito dello stralcio del ddl 738, sfornato dalla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate di cui è promotore e relatore.

Un breve riepilogo. Il ddl che proviene dalla stesura del disegno di legge 738 riguardante norme ordinamentali della Finanziaria 2025, assegnate poi alla prima Commissione per l’analisi della relazione. Il disegno di legge relativo agli Enti locali, appena redatto nel mese di aprile, fu inviato tempestivamente dal presidente Abbate a Sala d’Ercole e messo all’ordine del giorno per la presentazione dei relativi emendamenti da parte dei gruppi parlamentari. Il tutto si è poi arenato al momento dell’esame degli emendamenti e dell’articolato per le evidenti divisioni all’interno del centrodestra che hanno fatto da padrona nelle attività del parlamento per tutto il 2025.

Oggi, pare che sia tornato il sereno forse perché finalmente il presidente Schifani ha annunciato un possibile rimpasto in giunta.

Incardinato in aula lo scorso aprile, il disegno di legge approderà ufficialmente a Sala d’Ercole martedì 13 gennaio, alla ripresa dei lavori. Ad annunciarlo era stato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno nel corso delle battute finali della Finanziaria. Non sarà però un esordio assoluto. Già altre volte la riforma degli Enti locali aveva provato a sfondare, ma senza successo. Questa volta, però, non sarà più rinviabile. Adesso una data c’è ed anche il termine per presentare gli emendamenti è scaduto. 

Amministrative e ddl sono strettamente connessi, soprattutto per quanto concerne l’apertura al terzo mandato. Elemento fortemente per la prossima partita elettorale. 

I Comuni alle urne

Quasi 700mila siciliani saranno chiamati alle urne, per un totale di 61 Comuni che rinnoveranno i propri Consigli comunali e i sindaci. Sono 46 quelli con il sistema maggioritario, 15 con quello proporzionale. All’appello tutte e 9 le province.

Nel Palermitano saranno 14 i Comuni al voto: Aliminusa; Caltavuturo; Carini; Godrano; Gratteri (commissario straordinario); Isola delle Femmine; Lascari; Misilmeri; Polizzi Generosa; Pollina; Santa Cristina Gela; Scillato; Termini Imerese; Villabate.

Segue il Messinese con 13: Barcellona Pozzo di Gotto; Basilicò; Giardini Naxos; Graniti; Limina; Malfa (commissario straordinario); Malvagna; Milazzo; Mirto; Naso; Raccuja; San Salvatore di Fitalia; Savoca.

Saranno 9 i Comuni dell’Agrigentino: Agrigento; Camastra; Cammarata; Casteltermini; Raffadali; Ribera; Sambuca di Sicilia (commissario straordinario); Siculiana; Villafranca Sicula (commissario straordinario).

Nel Catanese 8 i Comuni che si recheranno alle urne: Bronte; Mascali; Milo; Pedara; Randazzo (sciolto per mafia); San Giovanni La Punta; San Pietro Clarenza; Trecastagni.

Sono 6 nell’Ennese: Agira; Centuripe; Enna; Nicosia; Pietraperzia; Valguarnera Caropepe.

I Comuni nel Nisseno 4: Mussomeli; Santa Caterina Villarmosa; Serradifalco; Villalba.

In totale 3 nel Trapanese: Campobello di Mazara; Gibellina; Marsala.

Sono 2 nel Siracusano, Augusta e Floridia, e 1 nel Ragusano, Ispica.

Una palestra per centrodestra e campo largo

Le amministrative della primavera 2026 saranno così una vera e propria palestra per tutte le forze politiche. 

Da un lato il centrodestra. L’ultima Finanziaria approvata tra i banchi di Sala d’Ercole ha lasciato emergere i fragili equilibri su cui si posa la coalizione. Fratture che si annidano tra la maggioranza, ma anche all’interno dei singoli partiti. Bisognerà trovare in fretta la quadra, soprattutto in vista delle regionali del 2027. Il nuovo anno sarà così decisivo per comprendere le sorti del centrodestra che dovrà far un’autoanalisi ancor prima di tenere d’occhio gli avversari.

Dall’altro il campo largo. Unito e compatto in aula, come dimostrato anche in occasione della Manovra, il centrosinistra affronterà la prova del nove. Sarà finalmente la volta buona per Partito Democratico e Movimento 5 Stelle? Dopo la disfatta alle ultime regionali, dem e pentastellati sono ripartiti da zero, hanno deposto le armi e hanno riaperto il dialogo proprio tra le stanze dell’Ars. A loro si è aggiunta la “scheggia impazzita” Controcorrente, con alla guida Ismaele La Vardera. Un’unione sancita lo scorso novembre presso l’Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale, frazione di Monreale, nel Palermitano. Dalle parole, però, adesso bisognerà passare ai fatti, magari approfittando del complesso periodo del centrodestra.

Il ddl Enti locali: le novità sul terzo mandato e non solo

Per un totale di 20 articoli, la riforma si prefigge l’obiettivo di rivedere l’organizzazione degli Enti locali. Una norma attesa e richiesta da anni. 

In tal senso, tutte le attenzioni sono proiettate sull’articolo 14. La norma prevede l’assenza di qualsiasi limite per i mandati consecutivi dei sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti, un limite di tre mandati consecutivi per i sindaci dei Comuni con popolazione compresa tra 5mila e 15mila abitanti ed un massimo di due mandati consecutivi per i sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti.

Ma non solo, dalla rappresentanza di genere all’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere comunale, tante sono le novità che hanno acceso il dibattito. Proviamo così a ricostruire in maniera sintetica il disegno di legge. 

I primi articoli sono finalizzati a garantire la migliore funzionalità del servizio ispettivo del dipartimento regionale delle autonomie locali e l’espletamento degli interventi sostitutivi prevedendo, a tal fine, la possibilità di avvalersi per l’incarico di commissario ad acta anche di dipendenti regionali in possesso di specifici requisiti di professionalità in servizio presso altri dipartimenti regionali e inseriti in un apposito elenco. Modificata la normativa regionale in materia di permessi e licenze degli amministratori comunali. Estesa la fattispecie dei permessi retribuiti spettanti ai consiglieri per la partecipazione ai consigli comunali anche ai componenti delle giunte comunali. È altresì esteso il diritto di assentarsi dal lavoro per l’intera giornata lavorativa ai componenti dei vari organi del Consiglio. L’orario previsto per i permessi è esteso da 36 a 60 ore per i componenti degli organi esecutivi e i presidenti degli organi consiliari e da 48 a 72 ore per i sindaci, per i presidenti dei liberi consorzi comunali e per i sindaci metropolitani, nonché dei presidenti dei consigli comunali dei comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti.

Adeguato il gettone di presenza dei consiglieri comunali dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 50mila abitanti a quelle dei comuni aventi una popolazione compresa tra 200mila e 500mila abitanti e l’indennità del presidente del consiglio del comunale del medesimo comune capoluogo al 60 per cento dell’indennità prevista per il sindaco.

Prevista la possibilità di corrispondere l’indennità di funzione al secondo vicepresidente del Consiglio comunale, prevedendo altresì la possibilità che la stessa, su richiesta dell’interessato, non venga corrisposta e venga pertanto mantenuta la corresponsione dei gettoni di presenza previsti in qualità di consiglieri comunali.

Previsto anche l’adeguamento delle indennità negli organi elettivi delle amministrazioni locali a seguito della pubblicazione di nuovi dati del censimento da parte dell’Istat.

Il presidente Consiglio comunale rappresenta l’intero Consiglio e che nelle occasioni istituzionali può indossare, quale segno distintivo, una fascia recante gli stemmi della Regione e del Comune.

Introdotta, dal giorno stesso della sua pubblicazione, l’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere comunale nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti prevedendo, nel caso di nomina ad assessore di un consigliere comunale, l’istituto del consigliere supplente. Nell’ordinamento regionale si aggiunge l’esenzione dalla causa di incompatibilità nelle ipotesi di lite per fatto connesso all’esercizio del mandato.

Tra i più chiacchierato in questi mesi l’articolo 8: nelle giunte comunali nessun genere deve essere rappresentato in misura inferiore al 40% con arrotondamento aritmetico.

Introdotta la disciplina relativa al trasferimento del contributo regionale, con riferimento all’erogazione in un’unica soluzione previo invio degli elenchi dei soggetti stabilizzati.

Previste anche norme relative all’attuazione, per i Comuni, del Codice dell’amministrazione digitale con la specifica previsione per la digitalizzazione e dematerializzazione degli archivi documentali degli uffici tecnici urbanistici.

Previsto anche di posticipare, da parte degli enti locali, il rimborso delle somme del fondo di rotazione da cinque a otto anni.

Aggiunta la possibilità di finanziare attività culturali al fondo destinato a finanziare interventi di manutenzioni straordinarie, di restauri e di risanamenti conservativi.

Introdotto nell’elezione dei consigli comunali il cosiddetto “tagliando antifrode”, già previsto a livello di elezioni politiche nazionali. Tale tagliando viene collocato sulle schede elettorali e provvisto di bollino con codice alfanumerico.

Nuove disposizioni sui quorum necessari per l’elezione del sindaco al secondo turno di votazione nelle ipotesi in cui per rinunzia o qualsiasi altra causa permanga una sola valida candidatura.

La norma disciplina il trasferimento di competenze gestionali di areali di reticolo idrografico fluviale urbanizzati ai comuni da parte dell’Autorità di bacino.

L’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro potrà ricorrere a professionisti esterni per la nomina a commissario straordinario e commissario liquidatore delle II.PP.A.B.

Abrogazione, infine, l’articolo 61 della legge regionale 15 gennaio 2025, n. 3 in materia di proroga delle funzioni da parte della giunta comunale del collegio dei revisori dei conti nei comuni in dissesto.

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