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La questione

Sfuma (almeno per il momento) il terzo mandato ai sindaci per i comuni più piccoli: “La Sicilia si distingue sempre in tutto”

venerdì 29 Marzo 2024

Dopo lo stop dell’Ars in commissione su terzo mandato dei sindaci per i comuni sino a 15mila abitanti, vincitori e vinti si interrogano sugli effetti del fuoco incrociato (anche fuoco amico) che si è abbattuto sulla coalizione di governo.

La conferenza dei capigruppo dell’Ars ha bocciato a maggioranza la proposta di esaminare la norma di recepimento sul terzo mandato dei sindaci. Una norma, quella nazionale, che dunque non potrà entrare in vigore in occasione della prossima tornata elettorale – per le amministrative – come aveva richiesto anche Anci Sicilia. Il Pd e la Lega erano favorevoli all’eliminazione del vincolo di mandato per gli amministratori locali.

Con un recente decreto il governo nazionale ha modificato le norme sul limite al numero di mandati per i sindaci, abolendolo completamente nel caso dei comuni più piccoli. Il decreto interviene sul Testo unico degli Enti locali e, nello specifico, le modifiche riguardano il numero massimo di mandati che possono essere ricoperti dai sindaciaumentandolo a tre per i comuni tra 5 e 15 mila abitanti ed eliminandolo completamente per quelli più piccoli.

Tutte le Regioni italiane hanno recepito la norma romana, ma non la Sicilia, o almeno non adesso.

Il rafforzamento del rapporto fra elettore ed eletto dà stabilità amministrativa locale attraverso la continuità dei mandati. Infatti, una terza rielezione per molti amministratori locali potrebbe consentire di completare progetti a lungo termine e programmi iniziati durante le sindacature precedenti e in alcune circostanze, specialmente in contesti caratterizzati da particolari sfide o opportunità, mantenere un sindaco ben consolidato potrebbe essere la risposta migliore per rispondere efficacemente alle esigenze specifiche della comunità locale. Questa è la sintesi di chi non potrà, ancora una volta fare, amministrare il proprio comune. Inoltre, sul terzo mandato la discussione politica è ancora aperta: per alcuni il vincolo di due mandati rappresenta una vera anomalia.

Chi sono i sindaci che non potranno ricandidarsi? E cosa ne pensano?

Per Anastasio Carrà, sindaco di Motta Sant’Anastasia (CT), deputato alla Camera della Lega: Gli alleati di centrodestra non hanno rispettato quello che era un pensiero principe della Lega dove mi onoro di far parte. Su questa circostanza la coalizione non è stata unita e purtroppo era nell’aria. Assurdo che Pd e Sud chiama Nord, che non sono alleati di governo, siano stati favorevoli alla norma. Questo non dimostra che il centrodestra è spaccato, anzi il presidente Schifani sta governando bene, ma che non ci sia stato un pensiero unanime, per tale ragione sono dispiaciuto per quello che è accaduto all’Ars. Per quanto mi riguarda, non so se mi sarei candidato nuovamente per il terzo mandato, ma dico che dobbiamo essere in piena democrazia per essere votati al di là di un terzo o di un quarto mandato, è il popolo che deve votare e scegliere. E’ assurdo, noi possiamo fare i deputati nazionali o i senatori a vita, invece il sindaco ha un limite. A mio avviso anche il mandato dei sindaci non dovrebbe avere limiti. Poi, mi è dispiaciuto che i nostri alleati abbiano trovato un ‘sotterfugio’ per dire che la norma eventualmente andava approvata nella prossima legislatura e per le prossime amministrative. Il governo nazionale decide la norma, viene applicata fino in Calabria, adesso noi in Sicilia dimostriamo ancora una volta di essere speciali in tutto. Nel resto d’Italia circa 6000 comuni potranno andare al voto regolarmente per il terzo mandato”.

Domenico Venuti sindaco di Salemi (TP). “E’ una questione di uniformità il problema del limite dei mandati è generale in Italia e in Europa. Nella fattispecie, visto che non si è trovato un accordo per toglierlo o comunque estendere a una maggiorazione di questo limite a tutti, si era trovato un punto di caduta sui comuni di 15 mila abitanti. Da questo punto di vista, l’unica cosa che salta agli occhi è che la Sicilia sarà l’unica regione dove si andrà al voto senza questa possibilità creando una difformità per i candidati e per i cittadini. A mio avviso è un tema costituzionalmente rilevante: l’elettorato passivo non avrà uniformità di applicazione. La gente decide e sceglie. Noi siamo sottoposti al giudizio degli elettori, a differenza dei deputati e di altre figure. E’ un fatto inspiegabile ciò che è accaduto all’Ars. La politica nazionale e regionale non tiene conto degli enti locali e non mi riferisco solo al mandato dei sindaci, ma anche alle risposte non ricevute, penso ai costi eccessivi dei rifiuti, le difficoltà di chiudere i bilanci. Almeno si dia la possibilità ai cittadini di poter scegliere liberamente. E’ chiaro che si andrà avanti con altri candidati”.

Giuseppe Castiglione, sindaco di Campobello di Mazara, aggiunge:Rispetto le decisioni, ma la Sicilia riesce sempre a distinguersi rispetto al resto d’Italia. Al di là del numero dei mandati, saranno

sempre i cittadini a scegliere un sindaco. Tuttavia, ritengo che se quel candidato ha operato bene nel corso dei mandati precedenti, non capisco perché ci debbano essere remore nel riconfermarlo: non dovrebbe essere una norma a inficiare o bloccare l’attività positiva di un buon amministratore. Diversamente non sarebbe eletto. Chiaramente è una questione di carattere politico che hanno voluto intraprendere i nostri parlamentari che ci ripenseranno nei messi successivi, forse a mente serena dopo le Europee, un fatto che probabilmente ha bloccato la norma”.

 

Nicola Merlino, sindaco di Rometta (ME), afferma: Il mio è un punto di vista è oggettivo che prescinde dalla mia situazione, sono un avvocato che vede i pro e i contro nella possibilità di dare il terzo mandato ai sindaci di comuni fino a 15 mila abitanti. Il legame, anche nei piccoli comuni, viscerale con il potere politico ha aspetti che possono essere deleteri per quanto riguarda la trasparenza e la regolarità amministrativa. La corruzione è imperante in molti comuni della Sicilia. Per quanto mi riguarda, in 10 anni ho portato avanti un programma importante, la restante parte sarà completata da chi verrà dopo di me. Il principio è sempre lo stesso: rispetto della legge e tutela degli interessi generali. Io sono potenzialmente coinvolto in questo caso, ma prendo le distanze dalle motivazioni della decisione presa all’Ars, non ho letto di ragioni di fondo di ordine giuridico, morale o di ponderazione sui limiti degli amministratori localo affinché ciascuno abbia il tempo necessario per realizzare gli obiettivi, ma senza esagerare. Perché se poi ci si lega troppo alle poltrone, è una cosa che non mi piace. A Rometta non ho partiti e amministro il mio comune garantendo tutti i servizi a livelli qualificatissimi. Siamo all’87% della raccolta differenziata, approviamo i bilanci prima che inizino gli esercizi finanziari. Programmiamo come dice la legge. Proseguire per 15 anni ci può anche stare con la giusta motivazione”

Vincenzo Marino sindaco di Mazzarino (CL): “E’ assurdo che la Sicilia, unica regione d’Italia, non recepisca una norma che è nazionale che dà ai sindaci la possibilità di portare a termine le progettualità. C’è delusione, se non fosse stata recepita in tutto il Paese avrebbe avuto un senso, inoltre c’è stato un sollecito da parte dell’Anci Sicilia, un organismo che ci rappresenta”.

 

È un argomento che sarà ripreso all’indomani delle elezioni dell’8 e del 9 giugno.

 

 

 

 

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