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Ars, Bernardette Grasso: “Ho meritato sul campo, da assessore e deputato. Lo dicono i fatti”

lunedì 18 Luglio 2022

Sono stati cinque anni difficili quelli che stanno volgendo a termine. Una pandemia che ancora non è stata debellata, una crisi economica che ne è conseguita e una guerra geopolitica sono qualcosa di più che semplici contrattempi lungo il cammino di una Legislatura. Non per questo si cercano alibi rispetto a quanto svolto. Anzi, da parte mia, con l’impegno e la serietà che hanno sempre contraddistinto il mio percorso politico, ho portato a casa sia dei risultati sia da Assessore regionale che da Deputato all’Ars”. Bernardette Grasso, avvocato, dal 12 giugno sindaca di Rocca di Caprileone, è stata  l’unico assessore messinese e per un lungo periodo anche l’unica donna della giunta Musumeci (Mariella Ippolito infatti è rimasta in squadra fino a febbraio 2019).

Eletta nel listino del presidente Musumeci, dal 29 novembre 2017 fino al 3 gennaio 2021 è stata assessore regionale alle Autonomie locali e Funzione Pubblica. Per  l’esponente di Forza Italia, quella che va a concludersi è la seconda legislatura all’Ars. Risultati alla mano, Bernadette Grasso sa che la ricandidatura l’ha conquistata sul campo.

Da assessore con delega alla funzione pubblica e alle autonomie locali, tra le altre cose ho sbloccato i concorsi nella Pubblica amministrazione dopo oltre 20 anni di paralisi”.
La forzista è volata a Roma per trattare con il governo nazionale la strada per sbloccare i concorsi dopo che Crocetta aveva di fatto azzerato la possibilità dei turn over con chi andava in pensione. E l’ha spuntata lei.
Nel bagaglio di questi anni c’è anche la legge regionale n°7 del 2019 sulla semplificazione amministrativa che ha fatto fare un balzo in avanti all’elefantiaca macchina burocratica siciliana.
Ho aperto alla semplificazione burocratica che punta al digitale (e di cui tutti oggi ne parlano come punto di arrivo ed efficienza). Ho aperto 14 cantieri di lavoro per riorganizzare la struttura amministrativa regionale, ridefinendo anche i profili professionali al suo interno. Ho lavorato ad un fondo perequativo da 300 milioni di euro per i Comuni in difficoltà a seguito del Covid”.

A gennaio 2021 il rimpasto in casa Forza Italia voluto da Miccichè per riequilibrare i rapporti interni, l’ha portata a dimettersi, per far spazio ad un altro forzista (Marco Zambuto). La sua uscita dalla giunta Musumeci peraltro scatenò una surreale situazione perché veniva a mancare l’unica donna in squadra, scatenando l’imbarazzo tra i partiti nessuno dei quali voleva “sacrificare” una pedina al maschile per una quota rosa.

Il mio bilancio da assessore è positivo per 3 anni di lavoro ai quali si aggiungono gli altri due da deputata, dal 2021 ad oggi, in cui non mi sono risparmiata in modo trasversale, per garantire al territorio una sanità più equa (anche grazie alle risorse del PNRR) una mobilità più sostenibile e soprattutto la tutela delle Aree interne, il cui spopolamento e marginalità non giovano a nessuno. Un lavoro svolto alle volte sottotraccia, senza clamori, ma legato da impegno e determinazione”.

Per la Grasso è quindi fisiologica la ricandidatura in Forza Italia alle Regionali di novembre. “Ho meritato i gradi sul campo. È una ricandidatura nel solco di una continuità per la quale parlano i fatti più che le parole. Una candidatura certamente in punta di piedi, come piace a me, in cui non rivendico altro che i frutti del duro lavoro. Quanto ho seminato in questi anni, non solo è germogliato, ma è maturo per essere raccolto”.

Il partito non l’ha mai cambiato, e in Forza Italia ha fatto la gavetta prima di approdare all’Ars. Ben conosce l’arte dell’amministrare, come dimostra il fatto che l’elezione alla guida di Rocca di Caprileone è il suo quarto mandato da sindaco (non consecutivo) a dimostrazione che il territorio l’ha premiata.

“Non possiamo prescindere dall’unità del centrodestra. Mi riferisco ad un’unità reale e non di facciata. Credo che la gente ci chieda più certezze. Si è stancata della politica liquida e instabile, in cui uno vale uno. Gli ultimi anni ci stanno consegnando un dato inequivocabile: il populismo ha perso. Ecco perché la mia idea di politica è diversa: è intesa come un servizio da garantire ai cittadini, non un mezzo per servirsi dei medesimi. È ciò che ho fatto finora e che continuerò a fare”.

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