Condividi
I lavori

Cala il sipario a Sala d’Ercole tra voto segreto e articoli approvati. Galvagno: “Valuterò un eventuale stralcio”

giovedì 18 Dicembre 2025

Terzo giorno di votazione a Sala d’Ercole. Passo di lumaca e tensione alle stelle. La strada della Finanziaria appare in salita, confermando tutte le preoccupazioni alla vigilia. Dei 134 articoli solo 5 hanno ottenuto il via libera: l’1, sugli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato, il 2, sugli incentivi a sostegno delle assunzioni connesse a progetti di investimento iniziale, il 3, sul south working, il 13, sul settore forestale, e il 14, sull’istituzione della cabina di regia regionale per le specie esotiche invasive (CLICCA QUI).

Iniziano a risuonate i primi campanellini d’allarme. Il remake della manovra quater sarebbe infatti dietro l’angolo. Secondo indiscrezioni raccolte da ilSicilia.it, l’asse FdI-Mpa con PD-M5S-Controcorrente sarebbe pronto a riproporsi oggi in aula. Insomma, il voto segreto torna a far tremare le mura di Palazzo dei Normanni, mettendo a rischio un cospicuo numero di articoli. Proprio la paura dello scrutinio segreto ha messo ieri in agitazione i forestali e i sindacati. Le opposizioni hanno rigettato le accuse, dando così la precedenza assoluta all’articolo 13.

Approvato l’articolo 12, lavori terminati

Ne dobbiamo approvare altri 4“. Così a microfoni accesi il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, tracciando una mini-tabella di marcia della serata. La seduta, dunque, proseguirà ancora per qualche ore, salvo stalli o imprevisti.

Si passa all’esame dell’articolo 12, le misure a sostegno della finanza locale. Bocciato l’emendamento che riscrive l’articolo, a prima firma Dario Safina e votato a scrutinio segreto.

L’articolo 12 è stato approvato.

Proteste a Sala d’Ercole. Il presidente Galvagno è stato fermato, a ridosso dell’articolo 16 (disposizioni in materia di servizio idrico integrato) dai colleghi in aula che hanno chiesto lo stop dei lavori e il rinvio a domani. L’esponente di Fratelli d’Italia, dopo alcune resistenze ha ceduto: Vi vengo incontro. Domani in due ore si deve fare tutto. Sto valutando un eventuale stralcio che comunicheremo domani in aula“. 

La seduta è stata così rinviata a domani alle ore 10:30.

Disco verde a Super Zes, bonus edilizi e disagio sociale

Dopo varie riscritture sono stati approvati gli articoli 4, la Super Zes, e 5, gli incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili.

Si passa all’esame dell’articolo 10, che prevede un milione di euro per il disagio sociale. “E’ una norma spot“. Ha denunciato il vicecapogruppo del PD Mario Giambona, che ha annunciato una riscrittura da parte del proprio gruppo parlamentare. “E’ una norma vuota“. Rilancia la pentastellata Roberta Schillaci.

A difendere la norma il deputato del gruppo misto Gianfranco Miccichè: “Il milione stanziato non risolve il problema, ma serve per mettere in piedi un progetto che è stato già provato ed ha funzionato altrove. E’ un tentativo da fare“.

Dopo il parere negativo della II Commissione Bilancio e del governo, la riscrittura di PD e M5S è stata bocciata. Si prosegue con l’esame degli emendamenti.

L’articolo 10 è stato così approvato.

Le prime vittime del voto segreto: trema Sala d’Ercole

Accantonata la misura sulle liste d’attesa, si passa all’articolo 18, relativo agli interventi per la prevenzione degli incendi nei parchi archeologici.

Al vaglio solo emendamenti soppressivi. Al termine del dibattito si voterà per il mantenimento dell’articolo. Il capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro ha presentato la richiesta di voto segreto: 42 contrari, 15 favorevoli e articolo 18 bocciato 

Si passa all’articolo 19, il fondo per la prevenzione degli incendi boschivi. Chiesto ancora il voto segreto. Stessa sorte: 43vs13 e anche l’articolo 19 è stato bocciato. Ora però non vi dovete lamentare. Ero pronta ad accogliere le modifiche. Ho recepito tutte le vostre richieste, anche quelle delle opposizioni“: è questo il commento su tutte le furie dell’assessore all’Ambiente Giusi Savarino.

Si apre così lo scontro con il presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici, che accusa la presenza di norme analoghe approvate nella Finanziaria del 2024 mai applicate: “Basta leggi che non hanno effettività“. Pronta la risposta dell’esponetene della giunta Schifani: “Io non ero ancora assessore“.

Approvato senza grosse difficoltà l’articolo 21, le norme in materia di personale del corpo forestale della Regione Siciliana, torna la paura del voto segreto sull’articolo 22, l’implementazione e adeguamento piattaforme digitali del Dipartimento regionale tecnico. Dopo il messaggio all’aula dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, per cercare di salvare il provvedimento, il presidente Galvagno ha annunciato l’accantonamento. 

Liste d’attesa accantonate: soluzione in vista per gli ex lavoratori Almaviva?

Dopo circa un’ora e mezza, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha riaperto la seduta. Attesa per il rientro in aula dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Ira dell’esponente di Fratelli d’Italia: “Il tempo delle riscritture è finito. Ci vuole rispetto per il Parlamento“.

Accantonato l’articolo 4 sulla Super Zes per la mancata riscrittura adeguata, si riparte dall’8 relativo alle liste d’attesa, accantonato nel pomeriggio di ieri per dare maggiore tempo per le modifiche e dare subito spazio alla norma sui forestali. A presentare la riscrittura il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca. Tra le novità: l’inserimento di una sezione open data in modo da consentire ai cittadini di verificare e monitorare l’andamento delle liste d’attesa e se nella propria provincia o in un presidio ospedaliero della Regione c’è la disponibilità di una postazione libera; l’applicazione dei percorsi di tutela attraverso le campagne informative nelle strutture pubbliche e private, mediante l’istituzione di sportelli informativi; il risparmio di 1,2 milioni di euro puntando prima sulla creazione di infrastrutture digitali e solo successivamente valutare l’implementazione del personale; il monitoraggio dei tempi medi di attesa per le prestazioni specialistiche per province, per evidenziare le variazioni rispetto all’anno precedente e se le azioni poste in campo producono una velocizzazione o un rallentamento; il monitoraggio dei dati relativi alla mortalità e alla mobilità.

L’assessore alla Salute Daniela Faraoni ha accolto buona parte delle proposte avanzate nella riscrittura, ponendo alcuni dubbi per quanto concerne il rinvio dell’implementazione del personale del SovraCUP. In tal senso, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha chiesto di accantonare l’articolo, ricordando l’incontro di questa mattina con una delegazione di ex lavoratori Almaviva. Una soluzione potrebbe essere così vicina?

Nessun accordo dalla capigruppo, PD e M5S disertano

Al termine della capigruppo convocata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, non si è giunti a nessun accordo: si continuerà a votare. L’obiettivo è terminare entro le 23:59 di sabato 20.

Le crepe della maggioranza, le divergenze e gli attriti con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e le dichiarazioni di guerra delle opposizioni predominano sulla Finanziaria. L’intensa riunione è così cruciale per il futuro della Manovra a Sala d’Ercole. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima riscrittura non condivisa dell’articolo 4, relativo alla Super Zes, con la sfuriata in aula del leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca. Assenti alla capigruppo per proteste Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. 

Super Zes, De Luca ancora contro Dagnino: “Mi sento preso in giro”

Dopo aver superato l’ostacolo voto segreto sull’articolo 6, Sala d’Ercole sposta il focus sull’articolo 4, la norma sulla Super Zes.

La riscrittura non è stata gradita dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca: “Finisce la collaborazione, pure ai fini di collaborare i lavori d’aula. Mi sento preso in giro dall’assessore Dagnino“.

Avevo preparato questa riscrittura, ma ho visto adesso la risposta negativa su WhatsApp dell’onorevole De Luca“: si è difeso l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino.

Nell’incomprensione totale il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha sospeso l’aula per apportare le giuste modifiche all’articolo. Convocata la conferenza dei capigruppo.

Approvata (anche con il voto segreto) la tassa automobilistica

Pronta la riscrittura dell’articolo 6 sulla tassa automobilistica. All’attacco il capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro: “Non è cambiato nulla. Il governo vuole fare melina. Chiedo il voto segreto“. Opposizioni sul piede di guerra contro l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Sulla graticola il comma 3, già sotto l’occhio del ciclone per presunti favoreggiamenti e che in realtà lo stesso Dagnino aveva aperto ad una soppressione. Anche le rivisitazioni sul terzo settore non convincono. “Più scriviamo e più peggioriamo. Le norme devono essere semplici e comprensibili“. Ha puntato il dito il presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici.

In pieno caos, l’aula è stata sospesa per un paio di minuti. Ripresi i lavori si passa alla votazione. Tentativo vano dell’assessore Dagnino di accantonare l’articolo davanti alla richiesta di voto segreto, che ha ribadito la piena apertura al confronto da parte del governo.

Una sintesi non c’è dopo tante riscritture. Consiglio all’assessore di ritirare il provvedimento“. Ha dichiarato il pentastellato Nuccio Di Paola. In difesa dell’assessore Dagnino il leghista Vincenzo Figuccia: “Gettate la maschera e votiamo“.

Dopo un lungo dibattito accesissimo, l’articolo 6, con emendamento governativo, è stato approvato con 37 voti favorevoli nonostante il voto segreto.

Via libera all’articolo sui disabili gravissimi

Accantonato l’articolo 5, il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola, che ha sostituito il presidente Gaetano Galvagno, ha dato il via libera all’esame dell’articolo 9, la disciplina delle procedure per l’erogazione degli assegni in favore di persone con disabilità gravissima. La misura era stata già accantonata ieri ed era già finita sotto la lente di ingrandimento dei pentastellati in II Commissione Bilancio. Il capogruppo del M5S Antonio De Luca ha esposto la riscrittura dell’intervento, che semplifica le procedure.

L’assessore alla Salute Daniela Faraoni ha aperto alla possibilità di istituire uno Sportello Unico per la Disabilità, emendamento a prima firma della pentastellata Roberta Schillaci, ma attraverso un decreto congiunto del proprio assessorato e di quello alla Famiglia. Disponibilità da parte dell’esponente del governo Schifani anche per la soppressione del 5-quater al comma 5 all’articolo 9 della legge regionale 9 maggio 2017 n. 8: “al fine di ottimizzare la programmazione delle risorse finanziarie, le nuove istanze di attribuzione dei benefici possono essere presentate alle Aziende sanitarie provinciali competenti per territorio dall’1 gennaio al 30 giugno di ogni anno. Le Aziende sanitarie provinciali, entro il successivo 30 settembre, trasmettono al Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali la certificazione delle persone con disabilità gravissima“. Via anche all’emendamento a firma dell’intergruppo salute mentale che prevede modifiche al Fondo regionale per la disabilità e per la non autosufficienza.

L’articolo 9 è stato approvato. 

Schifani torna in aula. Ancora accantonato l’articolo 5

Accantonato l’articolo 6 per la riscrittura, si passa all’articolo 5, gli incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili, già revisionato dagli uffici. 

Nel corso degli interventi è ritornato a seguire i lavori in aula il presidente della Regione Renato Schifani.

Principale critica mossa dalle opposizioni è la somma stanziata, ritenuta fin troppo esigua, 30 milioni di euro, e la soglia dell’Isee prevista. Primo intervento è del presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici, che ha chiesto il ritiro della norma e il rifinanziamento della legge del 2009. Proposta, quest’ultima, appoggiata anche dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, ritenuta efficace già in passato e più semplice.

L’intervento, su richiesta dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, è stato accantonato per delle revisioni, in previsione anche della presenza, all’interno del testo della Finanziaria, dell’articolo 37, i provvedimenti per il recupero di edifici situati nei centri storici e zone omogenee, per il sostegno abitativo alle giovani coppie e per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici siciliani.

Focus sull’articolo 6

Approvato il fondo per l’editoria. Si passa all’esame dell’articolo 6, relativo alla tassa automobilistica. Approvato l’emendamento a prima firma del meloniano Alessandro Porto che esenta dal pagamento anche le vetture LNG e BioLNG e l’emendamento a prima firma Jose Marano che esenta dal pagamento della tassa automobilistica non più per i primi tre anni dall’immatricolazione, ma dai primi cinque anni.

Stallo sui tanti emendamenti, sia della maggioranza sia delle opposizioni, sul possibile allargamento della platea anche alle autovetture e mezzi di soccorso immatricolati dalle associazioni di volontariato che svolgono attività di protezione civile e in generale il terzo settore, a causa della mancanza della copertura finanziaria.

Il deputato del M5S Nuccio Di Paola ha evidenziato nel corso del suo intervento l’assenza del presidente della Regione Renato Schifani in aula.

Presidente Galvagno condivido il suo atteggiamento e il modo di portare avanti i lavori in aula. Proseguiamo i lavori, ma senza che vengano fatte le riscritture. Chiedo all’assessore al Bilancio e alla presidenza di mettere a disposizione il personale per riscrivere gli articoli“. E’ la proposta del presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate.

L’articolo 6 è stato così accantonato in attesa della riscrittura.

Galvagno: “Non c’è sintesi”. Approvato il fondo per l’editoria

La seduta è ripresa alle ore 15:35 con l’approvazione dell’articolo 23, il fondo per la risoluzione dei contenziosi mediante transazioni.

All’avvio, però, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha detto a microfoni accesi: “Non c’è sintesi, continuiamo con la votazione“. L’esponente di Fratelli d’Italia ha anche sottolineato che si chiuderà entro sabato: “Non ci saranno più sospensioni“.

Il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, prima di proseguire, ha denunciato l’assenza, ancora una volta, della maggioranza: “Non sono disposto a rimanere e tenere i numeri a questa maggioranza. Non tratto con nessuno e non ho interessi particolari in questa finanziaria“.

L’esame della Finanziaria riparte dall’articolo 7, il fondo per l’editoria. La misura era stata una delle grandi bocciate con il voto segreto nel corso della manovra quater.

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo e la volontà, però, di ampliare il provvedimento anche alle nuove emittenti. “Non chiederemo il voto segreto, abbiamo ritirato i soppressivi e siamo pronti a votare questa norma“. Ha dichiarato invece il capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro.

L’articolo 7 è stato approvato. 

Al lavoro sullo stralcio

Il clima di tensione impone riflessioni. 

Capigruppo e leader dell’opposizione sono pronti al dialogo e al confronto con il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno per trovare un accordo sugli ordinamentali. Secondo i pareri raccolti tra i corridoi di Palazzi dei Normanni la trattativa non sarà semplice. Sotto esame ci sarebbero circa una sessantina di ordinamentali.

Trovare una quadra sarà essenziale per far proseguire i lavori. Una necessità sottolineata e ribadita anche dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca ai microfoni de ilSicilia.it (CLICCA QUI).

La seduta potrebbe dunque riprendere più tardi del previsto.

La maggioranza diserta Sala d’Ercole, Assenza: “FdI c’è”. Si riparte alle ore 15

Caos nel centrodestra.

A sottolineare l’assenza della maggioranza anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza:Fratelli d’Italia è presente in aula. Se gli altri guardano con sufficienza i lavori, le opposizioni fanno bene. Da capogruppo richiamo alla responsabilità i patiti della coalizione. Tutto ciò deve fare riflettere“.

Cateno De Luca rincara la dose: “Il dado è tratto. Schifani è stato azzoppato dai suoi principali assessori: Dagnino e Sammartino. Chiedo la sospensione di questi lavori truffa. Si è verificata la Caporetto che avevo preannunciato. Solidarietà ad Assenza che da uomo coerente e onesto ha detto bene“.

L’aula è stata sospesa fino alle ore 15:00.

Approvato l’articolo 24. Le opposizioni: “Dov’è la maggioranza?”

Accantonato per il momento l’articolo 21, è stato così approvato l’articolo 24, le norme in materia di rientri nel Fondo Sicilia.

Si prosegue con l’articolo 21, le norme in materia di personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Il dibattito è stato fermato dal leader di Controcorrente Ismaele La Vardera e dal pentastellato Angelo Cambiano che hanno denunciato l’assenza della maggioranza in aula.

La Finanziaria non interessa alla maggioranza e al governo“. Ha dichiarato il capogruppo del M5S Antonio De Luca che ha aggiunto: “Hanno sostenuto il governo fino a pochi giorni fa e ora lo stanno abbandonando nel momento più importante“.

Ritorna in aula il testo riscritto dell’articolo 23, il fondo per la risoluzione dei contenziosi mediante transazioni. In votazione gli emendamenti.

Si alza il sipario: scontro De Luca-Dagnino

La seduta a Sala d’Ercole si è aperta alle ore 11:40, guidata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e subito sostituito dal vicepresidente Nuccio Di Paola. L’esponente di Fratelli d’Italia, infatti, in mattinata incontrerà una delegazioni di ex lavoratori Almaviva, che hanno prima avuto un’interlocuzione con il pentastellato Adriano Varrica e il dem Mario Giambona. Sul tavolo delle trattative la possibilità di trovare già una soluzione in questa Finanziaria.

Si parte dall’articolo 20, accantonato. 

In esame l’articolo 23, il fondo per la risoluzione dei contenziosi mediante transazioni, 12 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2026-2028 (Missione 20, Programma 3) destinato a far fronte ai maggiori oneri discendenti dalla stipula di transazioni per le quali è stato acquisito da parte dell’Amministrazione responsabile il relativo parere favorevole dell’Avvocatura dello Stato“.

A porre i primi dubbi è stato il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca: “Il Parlamento non ha competenza in materia e già in Commissione Bilancio ho chiesto l’istituzione di un fondo apposito“. Sull’emendamento del sindaco di Taormina è scontro aperto con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino: “Assessore lei così non arriverà a gennaio, perché dovrebbe evitare quello che si è verificato in Commissione Bilancio. Ogni norma stralciata dal governo è una sua delegittimazione che ha dato il parere favorevole in Commissione. Il lavoro svolto viene mortificato per inadeguatezza politica. Non motivi il suo “no” sul piano tecnico-finanziario. Non si permetta“.

Maggiori chiarimenti anche da parte del capogruppo dell’Mpa Roberto Di Mauro: “Se l’assessore dice “no”, vuol dire che ci sono delle specificità. Può dire alla luce del sole di cosa si tratta?

L’assessore Dagnino ha risposto al leader di Sud chiama Nord e accolto le proposte di modifiche del deputato del Partito Democratico Mario Giambona. Il testo è stato così rimandato negli uffici per la riscrittura.

Il futuro degli ordinamentali

Nel tardo pomeriggio di ieri sarebbe stata trovata la quadra sugli ordinamentali.

Tutti gli articoli ordinamentali, che non sono di spesa, potrebbero essere stralciati. L’idea, infatti, sarebbe quella di mettere in piedi un collegato che sarà successivamente votato in aula nel mese di gennaio. Si procederà dunque verso lo stralcio degli articoli. Per quanto concerne invece quelli di spesa di carattere generale si avvicina la possibilità di un maxi emendamento, un modo per provare una scrematura e trovare un accordo tra maggioranza e opposizione.

Gli articoli accantonati

Tanti ad oggi gli articoli accantonati. Dal 4 al 7 sono stati rinviati su richiesta del capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, considerando l’importanza e la necessità di aprire un dialogo tra governo e opposizione su questi argomenti: la Super Zes, gli incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili, le disposizioni in materia di tassa automobilistica regionale e il fondo per l’editoria.

Dopo un lungo dibattito è stato accantonato anche l’articolo 8 sulle liste d’attesa. A rubare la scena è stato però lo scontro acceso tra il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera e l’assessore alla Salute Daniela Faraoni sul personale all’interno dell’assessorato comandato da altre amministrazioni: “La figlia di Iacolino, la moglie del sindaco di Palermo, il cugino dell’assessore Tamajo e tanti altri vengono comandati negli uffici dell’assessorato alla Salute“.

Rinviati per dare subito spazio ai forestali gli articoli dal 9 al 12: l’erogazione degli assegni in favore di persone con disabilità gravissima, intervento sul quale il M5S aveva posto dei dubbi in II Commissione Bilancio, le misure sul disagio sociale e gli articoli 11 e 12 relativi agli Enti locali e la finanza locale, capitoli che avevano acceso il confronto alla vigilia.

Accantonato invece l’articolo 15 sugli ex Pip su richiesta del capogruppo di Noi Moderati Marianna Caronia.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Crisi della cerealicoltura, Abbate: “La Sicilia rischia di diventare un grande deserto” CLICCA PER IL VIDEO

In questi giorni stanno arrivando tante sensibilizzazioni da parte delle associazione di categoria e degli agricoltori che in questi anni hanno coltivato il nostro territorio.

BarSicilia

Bar Sicilia con Bernardette Grasso: “FI a Messina? Serve un progetto condiviso. Pronta per il 2027, rappresenterò i territori locali” CLICCA PER IL VIDEO

Ospite della puntata n.373 di Bar Sicilia è l’onorevole Bernadette Grasso — sindaco di Capri Leone, deputata regionale e segretaria provinciale di Forza Italia a Messina — che ha tracciato un’ampia panoramica sullo scenario politico ed economico siciliano.

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.

ilSicilia.it