Giornata di protesta a Palermo contro il caro carburante. Questa mattina, il coordinamento sindacale FISI ha organizzato un sit-in sotto la sede della presidenza della Regione Siciliana, posta in piazza Indipendenza. Motivo del contendere è l’incremento del prezzo medio di benzina e diesel alle stazioni di servizio. Elemento che sta mettendo in difficoltà i cittadini ma soprattutto le aziende.
A tal proposito, nel primo pomeriggio si è svolto un incontro presso la sede dell’assessorato regionale alle Infrastrutture che ha visto protagonista una delegazione del mondo degli autotrasportatori siciliani guidata dal referente Salvatore Bella. Vertice dal quale è uscito un sostanziale nulla di fatto, con la prosecuzione dello stato di agitazione.
“Togliere IVA e accise”, la proposta dalla Sicilia contro il caro carburante
Un problema, quello del prezzo del carburante, che si è aggravato nel mese di settembre. Il prezzo medio del diesel servito a Palermo è arrivato a sfiorare i 2,40 euro al litro, mentre la benzina si aggira intorno ai 2,20 euro al litro. Dati sconfortanti e che certificano una riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. Un fattore sottolineato dal coordinatore regionale della FISI Massimo Misuraca, il quale auspica un intervento deciso delle istituzioni. “Il Governo deve agire. Ma non con lo sconticino. Servono provvedimenti seri, come l’azzeramento dell’IVA e delle accise. Il carburante è un bene necessario e come tale va considerato“.
“Esenzione su bollo auto è specchio per le allodole”
A proposito di veicoli, a livello nazionale è recentemente intervenuta l’esenzione del bollo auto per alcune categorie di mezzi. Una mossa che però, a giudizio di Misuraca, non sarebbe efficace. “Così come è stata proposta non serve a nulla. La normativa prevede alcuni limiti. Lo sgravio riguarda solo un mezzo sotto gli 80 kilowatt. E se una famiglia possiede un’auto e una moto, lo sconto va su quest’ultima. E’ uno specchio per le allodole“.
Nulla di fatto per gli autotrasportatori, permane lo stato di agitazione
Problemi di non facile soluzione. A confermarlo è la sostanziale impasse che sta riguardando il mondo degli autotrasportatori siciliani. Questo pomeriggio infatti una delegazione guidata dal referente Salvatore Bella ha incontrato l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò. Sul tavolo c’era il decreto assessoriale con il quale il Governo regionale sta provando a dare una mano al settore attraverso contributi in regime de minimis.
Una soluzione che continua a non piacere agli autotrasportatori. “La maggior parte dei nostri associati potrà beneficiare solo del ‘super de minimis’ pari a 50.000 euro, avendo già esaurito il plafond di 300.000 euro ordinari – ha dichiarato Salvatore Bella -. Pertanto dei 15 milioni di euro stanziati dal governo regionale potremmo usufruirne in modo limitato. Il comitato all’unanimità – ha aggiunto – ha deciso che lo stato di agitazione permane in attesa di soluzioni adeguate alternative. Nei prossimi giorni decideremo la data del fermo dei servizi che non potrà avvenire prima di 15 giorni“.
Armatori e pescherecci si fermano il 22 ottobre
Una crisi che sta interessando anche il mondo degli armatori. A tal proposito, “la Federazione Armatori Siciliani comunica che è stata assunta, di comune accordo tra i partecipanti, la decisione di aderire e affiancare la mobilitazione nazionale della pesca prevista per il prossimo 22 ottobre 2026. Secondo le informazioni acquisite dalla Federazione, alla mobilitazione avrebbero già manifestato la propria adesione 43 marinerie italiane, con una significativa partecipazione proveniente dalla Campania, dalla Liguria, dalle marinerie dell’Adriatico e dalla Puglia. La Sicilia intende fare la propria parte. E questa volta la protesta potrebbe avere come centro simbolico uno dei punti più importanti del Mediterraneo: lo Stretto di Messina”.
A porre l’accento sulla questione è stato nelle scorse ore il segretario regionale del PD Anthony Barbagallo. “E’ necessario che il governo adotti tutte le misure che consentano ad un comparto fondamentale per l’economia dell’Isola di potere continuare a lavorare senza rimetterci di tasca propria. Ancora una volta sono i lavoratori, le famiglia e le imprese a pagare l’inconsistenza del governo. Il Partito Democratico è al fianco degli armatori siciliani che conducono una battaglia a difesa delle proprie aziende e a tutela dei loro lavoratori“.



