“C’è un momento in cui la parola inefficienza non basta più e il ritardo amministrativo smette di essere un semplice disservizio e diventa una questione politica“. Lo ha detto il parlamentare regionale di Controcorrente Ismaele La Vardera ha formalizzando un’interpellanza al presidente della Regione Renato Schifani, all’assessore e al dirigente generale dei Beni culturali per fare “chiarezza sulle attività delle Soprintendenze siciliane“.
Al centro dell’iniziativa c’è la gestione dell’istanza presentata nel maggio 2011 per l’immobile abusivo di Zingarello riconducibile all’ex vicesindaco di Agrigento, Giovanni Crosta, che l’ha ereditata.
“La domanda è semplice – ha osservato il leader di Controcorrente – perché sono serviti 15 anni per dire di no? Non 15 giorni. Non 15 mesi. Quindici anni”. La Vardera ipotizza “zone d’ombra“ dei procedimenti, sottolineando anche “il peso che l’inerzia amministrativa scarica sui cittadini”. “La burocrazia non può essere un martello per i cittadini e un cuscino per chi lavora negli uffici“, ha osservato il deputato regionale, sollecitando una serie di dati sulle “pratiche ancora pendenti da oltre 5, 10 e 15 anni nell’isola”. “I cassetti non possono essere zone franche – ha concluso La Vardera – 15 anni di silenzio meritano una spiegazione e su questo pretendo risposte: non domani, ma adesso“.



