“Palermo sta vivendo una nuova e inquietante fase di radicamento mafioso, violenza diffusa, traffico di droga, disponibilità impressionante di armi e occupazione criminale del territorio. Ci sono quartieri dove lo Stato appare sempre più debole e dove la criminalità continua a mandare segnali chiarissimi di potere. Penso allo Zen, dove questa mattina parenti e conoscenti di un pregiudicato hanno bloccato il mercatino rionale per consentire un funerale trasformato in una vera e propria dimostrazione di controllo del territorio. Non un corteo funebre, ma un messaggio pubblico chiarissimo: “qui comandiamo noi”.
Lo ha scritto il deputato regionale, Ismaele La Vardera, in una lettera al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sui recenti episodi di criminalità organizzata che si sono verificati a Palermo.
“È inaccettabile che in una città italiana si possa assistere a scene del genere nel silenzio generale. È inaccettabile che interi quartieri siano costretti a convivere con la percezione che la legge dello Stato venga dopo quella imposta dai clan. Lo Zen continua ad essere una polveriera sociale e criminale. Negli ultimi mesi le operazioni delle forze dell’ordine hanno portato al sequestro di pistole, fucili, munizioni e ingenti quantità di droga. Ragazzini sempre più giovani vengono utilizzati come vedette o corrieri della droga. Interi nuclei familiari vivono sotto il controllo delle economie criminali”, ha aggiunto.
“Serve l’esercito tra le vie dello Zen. ll caso di stamattina è solo l’ultimo di una serie che non fa altro che confermare che Palermo ha bisogno di un maggiore controllo del territorio e le forze dell’ordine in questo momento storico hanno bisogno di supporto”.
Lo dice il deputato regionale Ismaele La Vardera in merito al blocco del mercato del quartiere per i funerali di un imputato.
“Chiaramente la città sta vivendo un momento drammatico – aggiunge – C’è stata un escalation negli ultimi mesi di violenza e minacce che le forze dell’ordine, essendo sotto organico, faticano a contenere e per questa ragione ho scritto una lettera al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi”.




